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Categoria: politica

Un interlocutore per Marroni

Lo richiede il Garante dei Detenuti alla Regione

redazione mercoledì 26 giugno 2013
Angiolo MarroniLAZIO - La I Commissione consiliare del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Baldassarre Favara (Per il Lazio) ha tenuto un'audizione con il Garante dei detenuti, Angiolo Marroni, che ha esposto la relazione annuale dell'attività svolta nel 2012.
Il Garante è partito dai numeri: 7.204 reclusi (di cui 501 donne) nei 14 istituti penitenziari del Lazio e il 35% di stranieri rappresentanti di ben 104 nazionalità. Proprio questo dato fa emergere la problematica legata alla pratica religiosa: accanto a quella di maggioranza cattolica, tra la popolazione carceraria si avverte l'esigenza di assistenza e luoghi religiosi adatti anche ad altre confessioni.

La situazione del sistema penitenziario regionale, ha sostenuto Marroni, è impressionante: nel 2012 si è registrato un tasso di sovraffollamento del 46%. Quasi la metà dei reclusi è in attesa di giudizio definitivo. Per il Garante la politica tende a dimenticare gli allarmanti appelli delle alte cariche dello Stato e dello stesso Papa Francesco.

"A differenza delle amministrazioni regionali precedenti – ha lamentato Marroni – l'attuale non ha ancora indicato un interlocutore all'interno dell'esecutivo che dia attenzioni alle forti emergenze che evidenziamo".

Una relazione corposa, quella presentata dal Garante in audizione, che spazia sui vari diritti: alla salute; all'istruzione; alla formazione professionale; alla cultura; allo sport; alla socializzazione e ai rapporti con le famiglie; a ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all'inserimento nel mondo del lavoro.

Sono intervenuti sull'argomento i consiglieri Francesco Storace (La Destra) che ha chiesto i motivi di tale sovraffollamento e sul perché sono state revocate le assunzioni di infermieri dal carcere "Mammagialla" di Viterbo; Giuseppe Emanuele Cangemi (Pdl) ha evidenziato l'importanza di un interlocutore vero da parte della Giunta regionale, così come lo è stato lui nella qualità assessore; Gian Paolo Manzella (Per il Lazio) il quale oltre all'assenza di interlocuzione, ha chiesto se ci sono deficienze legislative regionali; Gialuca Perilli (M5s) ha chiesto i costi della struttura del Garante, rimarcando sull'innalzamento delle condizioni carcerarie, segno di civiltà di un popolo; Cristiana Avenali (Per il Lazio) ha sottolineato l'importanza dell'esperienza della coltivazione orticola nelle carceri; Fabio Bellini (Pd) rimarcando l'assenza di interlocuzione con la Giunta ha auspicato che essa sia chiara, tema che si somma ad una serie di deleghe non assegnate. Bellini ha anche messo in luce la spinosa questione dei bambini in carcere con le loro mamme.

Il presidente Favara, richiamando la questione diversità di confessioni, ha raccomandato massima attenzione sulle persone che entrano in carcere per tale servizio. E, in conclusione, sempre Favara, ha assicurato al Garante dei detenuti, la massima attenzione della Commissione.
All'audizione erano presenti anche i consiglieri Simone Lupi (Pd) e Devid Porrello (M5s).

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Deleghe a Remo Eufemi

Al consigliere comunale un ruolo importante

redazione mercoledì 26 giugno 2013
bracciano piazza del comune copyBRACCIANO - Politiche per la soluzione dell'emergenza arsenico e fluoruri sull'acquedotto, Verde, parchi, giardini e decoro urbano, Mobilità e trasporto urbano, Associazionismo e volontariato. Queste le deleghe assegnate il 19 giugno dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala al consigliere comunale Remo Eufemi che, nelle passata amministrazione, si era impegnato nel settore della Protezione Civile, Sicurezza, Vigili Urbani, Piano Urbano Traffico e Sosta e Viabilità.

"Ho ritenuto necessario delegare alcune materie al Consigliere Eufemi, per "aggredire" in modo deciso problematiche delicate quali la questione arsenico e il verde. Il taglio di due assessorati previsto dalla riforma, ha appesantito in modo eccessivo il lavoro degli assessori e si rende necessario far partecipare in modo attivo i consiglieri di maggioranza al fine di sostenere le politiche dell'amministrazione. Auguro un proficuo lavoro a Eufemi, consapevole che si dedicherà con dedizione alle materie per le quali ha avuto delega."

"Ringrazio il sindaco Sala – commenta il consigliere comunale Eufemi - per la fiducia accordatami in materie così importanti e spinose. Mi sono immediatamente attivato sia per le soluzione delle emergenze - ed in particolare quella riguardanti le alte concentrazioni di arsenico e floruri negli acquedotti comunali e per la sistemazione del verde pubblico - sia per la programmazione di interventi a breve termine".

"La questione della potabilità dell'acqua pubblica – dice ancora Eufemi - è una priorità sulla quale il comune sta investendo risorse in quanto si tratta di una problematica di carattere igienico-sanitario. Il mio metodo di lavoro seguirà una attenta programmazione. Per quanto riguarda il verde pubblico, ad esempio, è necessario adottare tutta una serie di atti nel periodo invernale in modo tale che si possa essere pronti per la bella stagione".

"Altro incarico importante che mi è stato affidato è quello del trasporto pubblico che verrà ottimizzato e razionalizzato in base alle esigenze riscontrate dall'utenza. Un'attenzione particolare la dedicheremo alla questione degli autisti mediando, in caso di nuove problematiche, con la società che ha in gestione il servizio. Riguardo l'associazionismo – dice ancora Eufemi – conto di fare tesoro dell'esperienza fatta con il coordinamento della Protezione Civile nella passata amministrazione – lavorando con i volontari e le vari associazioni in clima di condivisione e partecipazione, metodologia che si è rilevata vincente e di forte aggregazione".

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Al via "Lazio Idee"

il 25 giugno all'Auditorium per Fondi Europei

redazione venerdì 21 giugno 2013
lazioideeLAZIO - ll 25 giugno, all'Auditorium, con il presidente Zingaretti partirà "Lazio Idee", un percorso con i corpi intermedi, le categorie e i soggetti del partenariato per organizzare rapidamente una fase di ascolto finalizzata ad individuare le linee guida per la programmazione del POR Fondo Sociale Europeo (FSE) 2014/2020.

E' stato annunciato ieri mattina dall'assessore alla Formazione, Ricerca, Scuola e Università, Massimiliano Smeriglio nell'audizione convocata da Pietro Petrassi (Cd), presidente della commissione Affari Comunitari e Internazionali. Smeriglio, nel corso dell'audizione, ha parlato dell'importanza del Fondo sociale europeo per una formazione legata ad occupabilità, adattabilità, inclusione sociale e alta professionalità; di un patto etico per tornare sul territorio con chi si forma fuori dal Lazio, sostenuto dalla Regione; dell'importanza della formazione professionale come tutela di una fascia più debole che cerca crescita ed emancipazione.

La linea seguita dalla giunta Zingaretti per l'elaborazione della futura programmazione sarà l'integrazione tra i filoni FSE POR FSR "in un'ottica – ha spiegato Smeriglio – di partecipazione e integrazione tra assessorati che finora non è mai esistita. Promuovere la sostenibilità, che coinvolge tutti i settori, dalla bioedilizia all'agricoltura, al benessere dei cittadini".

Riccardo Valentini (Per il Lazio) ha sollevato la questione temporale, l'urgenza di intervenire in tempi brevi. Gian Paolo Manzella (Per il Lazio) ha portato ad esempio regioni virtuose come l'Emilia Romagna e l'utilizzo che queste hanno fatto dei fondi europei per la realizzazione di grandi infrastrutture, sollecitando che si faccia leva sull'apprendistato e sulla costituzione di una cabina di regia.
Daniele Sabatini, pur condividendo le linee guida per la futura programmazione, ha trovato la relazione dell'assessore generica e poco puntuale.
Sono intervenuti Daniela Bianchi (Per il Lazio) Silvana Denicolò (M5S) Mauro Buschini (Pd)

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Sanità penitenziaria

Commissione regionale affronta le criticità

redazione mercoledì 19 giugno 2013
sanità penitenziariaLAZIO - La commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha tenuto due audizioni sul tema della sanità penitenziaria.
Ad essere ascoltati: il garante regionale dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni, e il provveditore del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, Maria Claudia Di Paolo.

La riforma della Sanità penitenziaria risale al 1999, quando il decreto legislativo n. 230 inseriva tale settore nel Sistema sanitario nazionale, sottraendolo dalle competenze del ministero della Giustizia. Alle Aziende sanitarie locali veniva assegnata la funzione di erogare le prestazioni sanitarie, mentre l'Amministrazione penitenziaria manteneva i compiti relativi alla sicurezza. Il passaggio di consegne avvenne il primo gennaio del 2000, pur tra molte criticità, elencate dai soggetti ascoltati in Commissione.

Per il provveditore Di Paolo, il primo problema da affrontare è il sovraffollamento: 7.198 sono attualmente i detenuti nei 14 istituti penitenziari a disposizione, con un tasso di sovraffollamento pari al 46%. I detenuti in attesa di giudizio definitivo rappresentano il 44% del totale. Sul fronte della sanità penitenziaria, si è sottolineata il diritto dei detenuti a ricevere lo stesso livello di assistenza degli altri cittadini: la mancanza di specialisti all'interno delle carceri comporta sempre più spesso il trasporto protetto e il successivo piantonamento dei soggetti in strutture ospedaliere, con aggravio di costi. Incoraggiata, invece, l'esperienza di reparti ad hoc all'interno di strutture del Sistema sanitario regionale (come il "Belcolle" di Viterbo e il "Sandro Pertini" di Roma).

Il garante Marroni ha sottolineato il trend in continuo aumento dei detenuti laziali e l'esiguità del numero di agenti (circa 3mila contro i 4.136 previsti). Decisivo il ruolo del volontariato e dell'associazionismo, che tuttavia non riesce a lenire i problemi di gestione della sanità penitenziaria nel suo complesso. L'esperienza sul campo ha accertato che il 35% dei detenuti è tossicodipendente e che circa il 50% assume psicofarmaci. Sullo sfondo, poi, la prossima chiusura, su base nazionale, degli ospedali psichiatrici giudiziari, con la conseguente presa in carico dei malati da parte delle Asl di appartenenza. Marroni ha infine chiesto un interlocutore, a livello di Giunta regionale, sul fronte della Sicurezza, mancando di fatto un assessorato specifico di riferimento.

Nel 2007, il Consiglio regionale è intervenuto sulla questione delle carceri con la legge n. 7, avente per oggetto: "Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della Regione Lazio".

"Ci rendiamo conto che sono ancora tanti gli interventi legislativi e non da portare a termine per completare la riforma della sanità penitenziaria anche nella nostra regione - ha dichiarato il presidente Lena -: con queste audizioni apriamo un canale di confronto diretto e costante con chi lavora e opera tutti i giorni con i detenuti, affinché non ci ricordi delle nostre carceri solo in casi di emergenza o di estremo disagio, ma si passi ad una programmazione degli interventi a carico della Regione, con scadenze precise e riscontri certi, a partire da una ricognizione del lavoro svolto dalle nostre Asl in questo ambito, al fine di garantire una uniformità di azione in tutta la regione".

Il consigliere Fabrizio Santori (La Destra), auspicando una mozione a firma dei membri della Commissione sulla situazione carceraria, è intervenuto così sul tema del sovraffollamento degli istituti penitenziari: "Ritengo che sia utile partire dal dato dei detenuti stranieri nelle carceri laziali, che risultano essere 2.871 su 7.198, con una rappresentatività di ben 153 nazionalità diverse. È decisivo lavorare ad accordi bilaterali con gli Stati di provenienza per consentire, perlomeno a chi è stato già oggetto di sentenza definitiva, di scontare la pena nella propria terra, tra la propria gente. Soprattutto con Paesi dell'Unione Europea, come la Romania, ritengo sia necessario incentivare questo tipo di azione, in grado di dare immediatamente risposte concrete al tema del sovraffollamento".

La Commissione tornerà a riunirsi venerdì 21 giugno, alle ore 10: all'ordine del giorno l'incontro dei commissari con l'assessore Rita Visini per l'illustrazione delle linee programmatiche dell'assessorato alle Politiche sociali.

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Sanit 2013

Commissione Salute presente al Forum

Redazione lunedì 17 giugno 2013
sanitROMA - Ci sarà anche un "pezzo" di Consiglio regionale del Lazio, domani, martedì 18 giugno, all'inaugurazione della decima edizione di Sanit, al Palazzo dei Congressi di Roma.

Al taglio del nastro
del Forum internazionale della salute, previsto alle ore 10, parteciperà infatti anche il presidente della commissione Politiche sociali e Salute, Rodolfo Lena, che si unirà così al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Nel pomeriggio, alle ore 16, è invece convocata presso la sede del Consiglio, in via della Pisana (sala Di Carlo), un'audizione sulle problematiche dalla sanità penitenziaria con il Garante dei Detenuti, Angiolo Marroni, e il provveditore del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, Maria Claudia Di Paolo.

A Sanit, il presidente Lena introdurrà, nei giorni seguenti, alcuni eventi scientifici. Il 19 giugno, aprirà i lavori del corso di specializzazione per Operatore per i malati di Alzheimer ed altre forme di demenza, nonché del convegno "Suicidio e crisi economica". Il 20, sarà presente alla tavola rotonda su "Pharmaceutical care: una risorsa per la riforma della sanità del Lazio" e porterà i saluti della Commissione al convegno "Prospettive di concreta attuazione del fascicolo sanitario elettronico". Il programma completo della manifestazione è disponibile on line, all'indirizzo www.sanit.org

"Finalmente inizia a essere chiaro a tutti gli attori della sanità – ha commentato Lena – che i duri anni di commissariamento che stiamo affrontando non devono mettere in ombra il lavoro della politica su questa delicata tematica. La Commissione che ho l'onore di presiedere, con la collaborazione di tutti i partiti e i movimenti, sta cercando proprio di fare questo: riportare alla Pisana il dibattito locale e nazionale sulla salvaguardia dei livelli di assistenza e sulla razionalizzazione dei costi. Per questo motivo, anche la presenza a Sanit in prima linea è funzionale ad un nuovo approccio e ad un modello di rapporto più dinamico con tutte le sigle che animano ogni giorno ospedali, Asl, ambulatori, case di cura e farmacie".

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