Martedì, 23 Ottobre 2018
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La Raggi non sceglie, appello al Prefetto

Per la mancata nomina del Vicesindaco

redazione venerdì 19 ottobre 2018
palazzo valentini
CITTA' METROPOLITANA -  "Troneggiava ancora il celebre Spelacchio in piazza Venezia quando la Raggi ha cacciato il Vicesindaco Fucci dalla Città metropolitana. E oggi l'Ente è ancora orfano di questa figura, importante per il raccordo con il Consiglio Metropolitano e con i 121 Comuni dell'area. Lettere, interventi in aula (dove peraltro la Sindaca è intervenuta una sola volta quest'anno), ma sinora il nulla. La Raggi continua a fare orecchie da mercante. Sicuramente incidono anche le tensioni nel Movimento e gli scontri interni ormai neanche più dissimulati. Ma di tutto ciò non possono pagarne le conseguenze i territori. Il gruppo del centro sinistra sta partecipando da mesi alle sedute del Consiglio Metropolitano solo per garantire il numero legale e far approvare i provvedimenti necessari per non perdere finanziamenti e garantire la minima manutenzione sulle scuole e sulle strade di nostra competenza. Cosa che faremo anche nel prossimo Consiglio per non perdere gli stanziamenti del precedente governo per le strade. Ma non possiamo continuare ad assistere a questa commedia dell'immobilismo. Abbiamo perciò scritto una nota al Prefetto, denunciando la situazione. Vi è una grave violazione della legge e dello Statuto della Città Metropolitana che impone la nomina del Vicesindaco. E sullo sfondo rimane la vicenda personale della Sindaca. Non siamo giustizialisti come loro, ma non ci nascondiamo dietro un dito. Qualora ci fossero le dimissioni della Raggi, per le note vicende capitoline, in assenza del Vicesindaco, l'Ente verrebbe commissariato per almeno un anno. Un lunghissimo periodo che sicuramente aprirebbe un solco sempre più profondo tra la Città Metropolitana ed i cittadini, che già faticato a riconoscere il ruolo di questa Istituzione. Al Prefetto chiediamo un intervento, nei limiti delle sue possibilità, per questa nomina che arrivi il prima possibile, almeno prima del nuovo albero di Natale a piazza Venezia".

Così, in una nota, il gruppo del centrosinistra " Le città della Metropoli "

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Lazio, ok a Rendiconto 2017 e assestamento

Dimezzato il disavanzo: meno 450 milioni

redazione giovedì 18 ottobre 2018
aula pisana cinque
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), ha approvato, con 20 voti a favore e 15 contrari, la proposta di legge regionale n. 58, "Rendiconto generale della Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2017", e, con 18 voti a favore e 12 contrari, la pl n. 44, "Assestamento delle previsioni di Bilancio 2018-2020". Via libera anche alla proposta di deliberazione consiliare n. 20 (rendiconto consolidato Giunta-Consiglio 2017), alla pdc n. 21 (bilancio consolidato della Regione Lazio per l'esercizio 2017) e alla pdc n. 17, relativa alla conclusione del procedimento di approvazione del piano della riserva naturale dell'Insugherata-Roma Capitale.

I lavori si sono aperti con la relazione dell'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, alla quale è seguito l'intervento del presidente del Comitato regionale di controllo contabile (Corecoco), Giancarlo Righini (FdI).

Nel rendiconto generale della Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2017 (pl 58) il totale delle entrate finali è pari a 15.990 milioni di euro, le spese ammontano a 16.263 milioni di euro. Le entrate correnti libere, ovvero le fonti di finanziamento senza vincolo di destinazione, ammontano a 3.153 milioni. Le entrate tributarie libere diverse da quelle destinate al finanziamento del servizio sanitario nazionale sono pari a 2.021 milioni di euro quelle accertate in via ordinaria, mentre quelle derivanti da attività di recupero fiscale risultano pari a 336 milioni di euro.

Il risultato di amministrazione pari a euro meno 450 milioni, al netto del fondo pluriennale vincolato, è stato più che dimezzato rispetto all'esercizio 2016 (era pari a 1.016 milioni di euro). Il disavanzo sostanziale è pari a meno 8.954 milioni di euro, il disavanzo effettivo, vale a dire al netto del fondo anticipazioni liquidità, è pari a meno 1.578 milioni di euro. Il quadro generale riassuntivo evidenzia un avanzo di competenza di euro 171 milioni circa. Per quanto riguarda l'indebitamento, Sartore ha riepilogato la situazione al 31 dicembre 2017: il portafoglio di debito complessivo ammonta a 21.928 milioni di euro. "Per effetto delle politiche di ristrutturazione del debito poste in essere negli anni 2014-2017 – ha spiegato Sartore - la Regione Lazio ha conseguito risparmi strutturali per circa 200 milioni di euro all'anno".

Nel corso della sua relazione, l'assessore al Bilancio ha anche parlato del processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni regionali: "E' previsto che la Regione Lazio detenga unicamente sei partecipazioni dirette, di cui quattro avranno un ruolo strategico nei settori del trasporto pubblico, mobilità, sviluppo economico e sistemi informativi, e funzioni amministrative". Le società in questione sono: Nuova Cotral SpA, Nuova Astral SpA, Lazio Innova SpA, Laziocrea SpA, Sanim SpA e Autostrade per il Lazio SpA.

Sartore ha fatto il punto anche sui conti della sanità, riferendo all'Aula che nell'anno 2017, il riparto del Fondo sanitario indistinto e vincolato (Fsn) ha determinato per la Regione Lazio una quota di finanziamento netta pari a 10.354 milioni di euro. "Si è conseguito pertanto – ha proseguito l'assessore - un incremento reale del finanziamento assegnato alla Regione rispetto all'esercizio 2016, pari a 95,7 mln di Euro. Per l'anno 2017, il risultato di esercizio del bilancio consolidato del Servizio sanitario regionale è stato accertato dal Tavolo di verifica per gli adempimenti del piano di rientro, nella riunione del 26 luglio 2018, in euro meno 45,6 milioni, con un miglioramento di 92 milioni di euro rispetto al risultato del 2016 pari ad euro meno 137 milioni, tenuto conto della maggiore spesa sostenuta nell'esercizio per l'acquisto dei farmaci per la cura della Hcv e dei farmaci innovativi oncologici. Si rileva al riguardo che l'obiettivo di disavanzo preventivato per il 2017 dal Piano di rientro era pari a -58 milioni. Si registra pertanto un risultato migliore rispetto al preventivato per euro 13 milioni. Nell'esercizio 2013 il risultato di esercizio del Ssr era pari a meno 670 mln di Euro. Nel triennio è stata conseguita una riduzione del disavanzo del 93% rispetto all'esercizio 2013".

Sartore ha riferito all'Aula anche le risultanze relative al patrimonio immobiliare della Regione Lazio, beni in gran parte appartenuti ad altri enti che, a seguito della loro soppressione o del trasferimento delle relative funzioni amministrative, sono stati attribuiti o trasferiti di proprietà alla Regione. In materia di razionalizzazione delle sedi istituzionali, si sono realizzati una riduzione del numero delle sedi da 52 a 47 e l'abbassamento del rapporto mq/addetto dovuto alla riduzione della superficie complessiva delle sedi regionali che da 47,7 mq/dipendente è sceso a 32,4 mq/dipendente. In tema di patrimonio immobiliare, Sartore ha tra l'altro ricordato: l'accordo con l'Agenzia del demanio che ha consentito di realizzare l'analisi del patrimonio immobiliare; la valorizzazione per finalità sociali e l'accesso alle locazioni o alle concessioni a canone agevolato, in particolare la concessione di 40 case cantoniere a enti locali e associazioni senza scopo di lucro; le procedure di alienazione e di locazione della parte del patrimonio residenziale e non residenziale; i fondi rustici confluiti nella banca della terra valorizzati a favore degli imprenditori agricoli; l'affidamento, ai fini della valorizzazione, della gestione del Castello di Santa Severa e dell'edificio ex Gil di via Ascianghi a Trastevere alla società in house Laziocrea.

I consolidati 2017 e l'assestamento 2018-2020

Il rendiconto consolidato Giunta-Consiglio comprende le consistenze finanziare del gruppo composto dalla Regione Lazio e dal Consiglio regionale del Lazio. I dati sono ottenuti aggiungendo alle risultanze della Regione quelle del Consiglio regionale ed eliminando i trasferimenti interni. Il disavanzo effettivo, grazie a un avanzo del Consiglio regionale pari a 14,4 milioni di euro, è di 1.564 milioni di euro. Il risultato di esercizio è pari a 507,222 milioni di euro. Così il bilancio consolidato è quello relativo alla Regione Lazio e alle società comprese in uno specifico perimetro di consolidamento. Si sono verificati i crediti e i debiti reciproci con enti strumentali e società controllate e partecipate e sono state eliminate le operazioni infragruppo. Il risultato di esercizio di gruppo 2017 è positivo ed è pari ad euro 329.415.182, in miglioramento rispetto all'esercizio precedente (euro 248.101.239). L'assestamento delle previsioni del bilancio dà rappresentazione puntuale dei dati assestati delle previsioni di bilancio 2018-2020. In particolare, il totale dei residui attivi al 31 dicembre 2017 è pari a 4.087 milioni di euro, il totale dei residui passivi è pari a 4.577 milioni di euro.

Il parere del Corecoco

Nel corso del suo intervento, il presidente del Corecoco, Righini, ha riferito all'Aula le risultanze della riunione del comitato che si è svolta ieri: parere favorevole, all'unanimità, al rendiconto 2017. Righini ha posto l'accento sulla riduzione del disavanzo: "E' un risultato importante – ha detto - ottenuto soprattutto grazie al lavoro dell'assessore Sartore, con il contributo di tutte le forze politiche. Anche il lavoro di riduzione del debito è significativo, ma non credo che il debito debba rappresentare un freno agli investimenti e allo sviluppo". Righini ha inoltre evidenziato che, con l'imminente uscita dal commissariamento della sanità laziale, sarà necessario trovare nuove risorse, perché verrà meno l'extragettito tributario destinato al rientro dal deficit sanitario. Approvati dal Corecoco anche i rendiconti degli enti e delle società regionali. Con il voto contrario della consigliera Valentina Corrado (M5s), il Corecoco ha espresso parere favorevole anche al rendiconto dell'Istituto regionale per le ville tuscolane (Irvit), il cui totale delle spese coincide quasi completamente con il totale delle spese di funzionamento.

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Anguillara, abuso edilizio per consigliere M5s

Dichiara fabbricato ma è irregolare

redazione martedì 16 ottobre 2018
lago satellite
ANGUILLARA - Brutto colpo per i sostenitori a oltranza della trasparenza sempre e ovunque. Un consigliere di maggioranza al Comune di Anguillara ha denunciato nella dichiarazione del patrimonio – dovuta per legge e quindi obbligatoria – un fabbricato di sua proprietà come civile abitazione.

Fin qui tutto regolare, se non fosse che il fabbricato in questione non solo risulta privo di autorizzazione edilizia ma è costruito in una zona protetta (zona A a ridosso del lago e dell'Arrone) e quindi a tutti gli effetti inedificabile, ricadente all'interno del Parco regionale di Bracciano e Martignano.

Dal momento che il manufatto è stato regolarmente denunciato nella dichirazione patrimoniale dovuta dai consiglieri comunali, l'amministrazione avrebbe dovuto accorgersi dell'esistenza dell'abitazione irregolare, ma soltanto grazie all'esposto di un cittadino presentato circa un mese fa, è stato possibile far emergere i fatti e permettere il sopralluogo dei carabinieri e conseguenti indagini per determinare l'abuso non ancora concluse.

Al momento non è stata emessa ordinanza di rimozione delle opere abusive, e questo la dice lunga sulle azioni trasparenti tanto invocate ma spesso appannate da un comportamento che marcia al contrario

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Ladispoli in Regione a difesa acqua pubblica

Domani audizione in Commissione su ATO1 e 2

redazione lunedì 15 ottobre 2018
acqua
LADISPOLI - "L'amministrazione comunale di Ladispoli, capofila di 18 enti locali che gestiscono autonomamente il servizio idrico e non intendono passare sotto Acea, domani sarà ricevuta in Regione Lazio per ribadire la propria posizione alla luce della nuova legge sull'acqua pubblica che il Governo si prepara ad approvare".

Le parole sono del consigliere delegato alle Risorse Idriche e Ambientali, Filippo Moretti, che sarà ascoltato nella riunione congiunta delle Commissione regionali alla Tutela del territorio ed Agricoltura ed Ambiente, programmata per il 16 ottobre in Pisana. L'audizione è stata accordata da una iniziativa nata di concerto con tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio comunale di Ladispoli ed è condivisa con le amministrazioni dei comuni interessati, anche esse appartenenti ad un ampio schieramento politico.

"Alla Regione Lazio – prosegue Moretti – che ringraziamo per aver accolto la nostra richiesta di audizione, confermeremo la nostra volontà di scongiurare che il servizio idrico delle nostre città venga forzosamente trasferito sotto la gestione d'ambito ATO1 ed ATO2. Siamo tra i pochi comuni compresi in questi ambiti che, autonomamente o attraverso società partecipate, ancora gestiscono in proprio il servizio idrico integrato, con buoni risultati in termini di prestazioni di servizi e di tariffe. La nostre carte dei servizi, infatti, sono estremamente concorrenziali e le tariffe sono notevolmente più basse rispetto a quelle dei nostri rispettivi gestori d'ambito. A Ladispoli da tempo siamo particolarmente attenti alla qualità dell'acqua e, seppure con grandi difficoltà, facciamo manutenzione sugli impianti e sulle reti, investendo per garantirci una disponibilità costante di acqua potabile anche in periodi nei quali moltissimi comuni del nostro comprensorio hanno conosciuto il disagio del razionamento. Particolare attenzione prestiamo, inoltre, agli impianti di potabilizzazione e depurazione, per garantire la salute dei cittadini ed il rispetto dell'ambiente".

"Sono queste le argomentazioni che sottoporremo all'amministrazione regionale - spiega Moretti -  ricordando come quello di Ladispoli sia un esempio virtuoso di gestione che abbiamo cercato di conservare ma che non è contemplato dalla legge vigente. Abbiamo richiesto la convocazione di questa audizione perchè appare paradossale che la Regione Lazio acceleri improvvisamente le procedure che ci obbligano a confluire negli ATO di competenza, proprio nel momento in cui nel documento programmatico del nuovo governo "Contratto per il governo del cambiamento", al punto 2. Acqua Pubblica, si legge testualmente "È necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell'acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione pubblica dell'acqua", una declaratoria che trova già piena rispondenza nei fatti in tutti quei comuni, come i nostri, che si oppongono al passaggio forzoso nei grandi ambiti di gestione".

"Lo scorso 23 marzo 2018 - ricorda il consigliere - è stata presentata una nuova proposta di legge, la n. 52, "Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque" firmata da numerosissimi parlamentari, rappresentanti di pressoché tutte le forze politiche, nella quale viene profondamente rivisto il criterio di Ambito Territoriale Ottimale ed i criteri che stabiliscono la libera adesione dei comuni. E' da sottolineare che tale legge ha subìto proprio in questi giorni un forte impulso affinchè venga presto valutata dalla commissione competente ed approdi in tempi brevi alla discussione in aula. Alla Regione Lazio chiederemo una moratoria nell'applicazione dell'incomprensibile obbligo previsto dalla legge vigente che ci porterebbe sotto la gestione degli attuali ambiti, in attesa dell'approvazione delle preannunciate nuove disposizioni legislative. Sarebbe, infatti, paradossale che i nostri Comuni venissero obbligati ad una scelta devastante in termini economici e di servizi, con criteri opposti alla gestione dell'acqua pubblica, solo per adempiere ad una norma che è in procinto di essere profondamente cambiata".

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Lazio, dimore storiche: 21/10 prima giornata

Occasione per scoprire parte di immenso patrimonio

redazione sabato 13 ottobre 2018
palazzo altieri
LAZIO - Domenica 21 ottobre in programma la prima "Giornata delle dimore storiche del Lazio". Un'occasione per scoprire parte dell'immenso patrimonio di dimore, ville, parchi e giardini storici su tutto il territorio, decine di luoghi in cui il fascino e la suggestione della storia sono rimasti intatti. La giornata sarà il primo evento ideato dalla Regione Lazio, con il supporto di Lazio Innova, per promuovere la "Rete delle dimore storiche" costituita nel 2017 in applicazione della Legge regionale n. 8 del 2016 e che al momento raccoglie 109 siti pubblici e privati selezionati attraverso un avviso pubblico.

Lo rende noto un comunicato della Regione Lazio.

L'evento, presentato al WeGil, è supportato da Lazio Innova e in collaborazione con l'istituto regionale Ville Tuscolane, l'associazione Dimore Storiche Italiane e l'associazione Parchi e Giardini d'Italia.

Tanti i luoghi visitabili domenica 21 ottobre: nella giornata di domenica 21 ottobre, cittadini e turisti potranno percorrere il territorio regionale da nord a sud e visitare gratuitamente 72 castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali.

Per consultare l'elenco e avere info complete basta visitare il sito www.dimorestorichelazio.it

"Il Lazio ha deciso di essere protagonista di questa nuova stagione dell'economia della bellezza. Ripartiamo dalla valorizzazione di quello che di bello e di buono c'è in questo Paese. Il 21 oltre settanta dimore storiche saranno aperte alla fruizione pubblica. Noi come Regione ci siamo e ci siamo con grandissima determinazione, è il commento del presidente, Nicola Zingaretti.

"Dobbiamo riuscire a portare questi flussi fuori dalle destinazioni tradizionali verso territori che hanno le bellezze e la ricchezza di luoghi meno conosciuti e meravigliosi" ha detto Lorenza Bonaccorsi, Assessore Turismo e Pari Opportunità.

(Immagine wikipedia)

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