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Lazio, sì a "legge Pirozzi" su rischio sismico

Stanziati 7,5 mln per biennio 2019-20

redazione domenica 25 novembre 2018
ingresso consiglio regionale
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all'unanimità (37 voti) la proposta di legge regionale n. 49 del 13 luglio 2018, concernente "Norme in materia di prevenzione e riduzione del rischio sismico. Ulteriori disposizioni per la semplificazione e l'accelerazione degli interventi di ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 e successivi", presentata da Sergio Pirozzi (Sergio Pirozzi presidente).

Le nuove norme mirano a incentivare la messa in sicurezza delle abitazioni costruite in zone a rischio sismico prima del 1974, cioè quando non esisteva ancora una specifica normativa antisismica in materia di costruzioni e prevedono una serie di interventi per la prevenzione sismica su tutto il territorio regionale.

Il voto definitivo è arrivato a quattro mesi dall'inizio dell'esame del provvedimento in dodicesima commissione, presieduta dallo stesso Pirozzi. L'ex sindaco di Amatrice è intervenuto oggi in Aula per illustrare la legge, visibilmente commosso, ringraziando i membri della dodicesima commissione, il Consiglio e gli assessori regionali Di Berardino, Sartore, Valeriani e Alessandri.

"Tra i princìpi cardini di questa legge – ha detto Pirozzi nella sua relazione – c'è una parte che si occupa della ricostruzione in quei comuni che hanno subìto il terremoto, ma differenziandoli, cosa che purtroppo la legislazione non ha voluto o non ha potuto fare, perché oggi il cratere nel Centro Italia riguarda ben 139 comuni, tra cui alcuni hanno avuto la distruzione e altri no. Noi siamo intervenuti – ha spiegato Pirozzi – sul Lazio e abbiamo introdotto alcune misure straordinarie per i comuni che hanno avuto il cinquanta per cento più uno di edifici dichiarati inagibili, case completamente distrutte, in particolare Amatrice e Accumuli".

Altro importante principio contenuto nella legge, secondo Pirozzi, è l'intervento sulla prevenzione: "Il Lazio è la prima regione d'Italia che investe delle risorse per i privati a fondo perduto nella prevenzione sismica – ha detto – e mi auguro che diventi un modello anche per le altre regioni. Se un giorno si salverà anche solo una vita umana sarà merito di chi ha lavorato a questo provvedimento".

La legge prevede uno stanziamento complessivo di 7,5 milioni di euro per gli anni 2019 e 2020. Sei milioni (due per il 2019 più quattro per il 2020) serviranno a concedere contributi in conto capitale, in misura non superiore al 30% della spesa riconosciuta ammissibile, ai proprietari di case ubicate nei comuni classificati nella zona sismica 1 per interventi di adeguamento sismico, con priorità per quelle costruite prima dell'entrata in vigore della legge 64/1974. Un milione di euro (500mila per ciascuna annualità) serviranno invece a finanziare convenzioni con gli istituti di credito per prestiti a tasso agevolato per la realizzazione degli stessi interventi. Infine, 500mila euro saranno destinati ad attività di prevenzione del rischio sismico.

Più in generale, la proposta di legge contiene anche disposizioni finalizzate a promuovere lo studio e l'analisi sui fattori di rischio sismico del territorio e altre novità, tra cui:

- il "Documento sul rischio sismico regionale", approvato con cadenza triennale dalla Giunta regionale, per individuare il quadro generale definito dalle disposizioni strutturali del Piano Territoriale Regionale Generale (Ptrg);

- l'istituzione della "Giornata regionale dell'alfabetizzazione sismica", il tredici gennaio di ogni anno, per sensibilizzare e informare la popolazione e gli enti pubblici e privati;

- semplificazioni e agevolazioni nelle zone sismiche 1 per quanto riguarda le "Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale" previste all'articolo 27 della legge regionale 11 agosto 2009, n. 21, nonché norme più stringenti in materia di collaudo statico;

- interventi di ristrutturazione edilizia negli insediamenti prevalentemente residenziali esistenti, con possibilità di ridurre di un piano (in alcuni casi anche di due) l'intero edificio e di ampliare l'area di sedime fino al 50% di quella dell'edificio oggetto dell'intervento;

- interventi di trasformazione del bosco a sostegno della ripresa economica dei territori colpiti dagli eventi sismici, nel rispetto della normativa paesaggistica, con possibilità di eliminare parte della vegetazione (con obbligo di rimboschimento compensativo) solo in caso di: realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità; ristrutturazione e ampliamento di immobili e pertinenze di insediamenti produttivi esistenti; viabilità agro-silvo pastorale; allacciamenti tecnologici e viari agli edifici esistenti.

Numerosi sono stati gli interventi a favore della legge: Marco Cacciatore (M5s), Enrico Panunzi (Pd), Fabrizio Ghera (FdI), Fabio Refrigeri (Pd), Enrico Cavallari (Misto), Paolo Ciani (Centro solidale), Pasquale Ciacciarelli (FI), Marietta Tidei (Pd), Massimiliano Maselli (NcI), Michela Di Biase (Pd), Gino De Paolis (Lista civica Zingaretti) e l'assessore Claudio Di Berardino, hanno tutti espresso grande apprezzamento per il lavoro fatto in commissione e in Aula che ha portato a un consenso unanime su questo provvedimento.

Prima del voto finale, l'Aula ha approvato anche due ordini del giorno presentati dal gruppo Fratelli d'Italia. Con il primo si impegnano il Presidente e la Giunta regionale a inserire e finanziare progetti scolastici per sensibilizzare gli alunni delle scuole nelle zone a rischio sismico; con il secondo (sottoscritto anche da Pirozzi) si chiede di garantire supporto psicologico e indennizzi per i genitori che hanno perso i propri figli e a valutare sgravi fiscali per le aziende che assumono persone che hanno perso negli eventi calamitosi familiari entro il secondo grado di parentela.

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Strada Anguillara-Cesano: audizione in Pisana

Presenti Minnucci e la sindaca Anselmo

redazione giovedì 22 novembre 2018
audizione anselmo
LAZIO - "Si tratta di un'opera strategica, una bretella di circa 3 chilometri che congiungerebbe tutto il bacino sabatino con la Cassia-bis e il quadrante Roma-Nord attraverso l'abitato di Cesano. Non possiamo permettere che ciò sia compromesso da ostacoli burocratici: dobbiamo rimuoverli".

Così il consigliere regionale Pd Emiliano Minnucci durante l'audizione svolta oggi in Pisana, presieduta da Fabio Refrigeri, sullo stato di avanzamento del progetto per i lavori del collegamento viario Anguillara-Cesano, alla quale erano presenti la sindaca di Anguillara Sabrina Anselmo, l'assessore regionale alla viabilità Mauro Alessandri, i consiglieri regionali Gino De Paolis, Roberta Angelilli, Valerio Novelli ed Eugenio Patanè.

"Oggi - ha continuato Minnucci - ci sono circa dieci chilometri di strada da percorrere inframezzati da un passaggio a livello che chiude più o meno ogni quarto d'ora allungando i tempi per raggiungere Cesano e l'innesto con la Cassia Veientana. E' ora che questo progetto partito una quarantina di anni fa veda finalmente il suo compimento".

Dal canto suo, la sindaca di Anguillara Sabrina Anselmo, ha detto: "Stiamo procedendo lentamente ma andiamo avanti con la Conferenza dei Servizi, gli importi per il completamento dell'opera sono immutati. C'è ancora un confronto con gli enti il cui territorio ricade nel tratto stradale ma è nostra intenzione non fermarci assolutamente, il prossimo appuntamento è appunto una nuova Conferenza dei Servizi che abbiamo convocato".

Presente all'audizione anche il responsabile dell'area urbanistica e lavori pubblici di Anguillara Egidio Santamaria, secondo il quale "è stato ottenuto il parere archeologico per il tratto di 1,7 chilometri che si snodano dal passaggio a livello fino al ponticello che immette nella zona dell'area artigianale, adesso è stato richiesto un ulteriore studio da parte dell'Autorità di Bacino riguardante il fiume Arrone. Lo studio è stato affidato".

La stessa Autorità di Bacino, ha continuato Santamaria, ha espresso "perplessità circa i pareri rilasciati dall'Ardis. Ma il vero zoccolo duro – ha sottolineato – è rappresentato dal Demanio Militare che, anche dopo il passaggio del terreno di competenza al Demanio regionale, ritiene di dover essere indennizzato. Adesso guardiamo con fiducia alla Conferenza dei Servizi".

L'assessore regionale Alessandri ha fornito la situazione dello stato dell'arte riassumendo la questione sin dai primi passi. Secondo Alessandri "è necessario fare il punto e vedere cosa manca per giungere al traguardo".

Per quanto riguarda i finanziamenti, i soldi sono ancora disponibili ma è necessario attivarsi per non incorrere nella perenzione di alcuni di essi.

audizione anselmo due

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La Regione Lazio a 'Più libri più liberi'

Diecimila buoni libro per gli studenti

redazione giovedì 22 novembre 2018
Più libri più liberi
LAZIO - Dal 5 al 9 dicembre 2018 torna Più Libri Più Liberi, fiera della piccola e media editoria giunta alla sua 17° edizione e ospitata nel Roma Convention Center – La Nuvola.

Lo rende noto la Regione Lazio.

Anche quest'anno la Regione Lazio sostiene la Fiera e partecipa con un programma di iniziative e uno stand dedicato.

Un'importante novità: da quest'anno un buono libro per gli studenti. Il buono è destinato agli studenti delle scuole primarie e secondarie: ogni alunno che visiterà la fiera con la classe avrà a disposizione 10 euro da spendere per acquistare un libro.

A disposizione 10mila voucher per un valore complessivo di 100 mila euro. Dopo il "Buono Cinema" distribuito agli under 26 in occasione della Festa del Cinema di Roma un altro provvedimento per incentivare i consumi culturali dei più giovani.

Incontri con gli autori, laboratori e tanto altro. Gli operatori e il pubblico potranno visitare lo stand della Regione per conoscere le diverse misure a favore delle imprese creative e culturali e per partecipare a incontri, laboratori e momenti di animazione realizzati in collaborazione con le case editrici, gli archivi, gli istituti culturali, le biblioteche e i musei del territorio.

Ogni giorno la Regione Lazio organizza un incontro all'interno della Fiera.

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Lazio, Consiglio su rifiuti: approvati tre o.d.g.

Il dibattito si è svolto tra ieri ed oggi

redazione martedì 20 novembre 2018
aula pisana cinque
LAZIO - Tre ordini del giorno approvati, a conclusione della seduta straordinaria del Consiglio regionale del Lazio sul tema dei rifiuti nella Regione, uno della maggioranza a prima firma Mauro Buschini (Partito democratico) e due presentati dall'opposizione di centro destra consiliare, rispettivamente con Roberta Angelilli (Lazio 2018) e Fabrizio Ghera (Fratelli d'Italia).

Respinti invece altri tre ordini del giorno, uno dei consiglieri del Movimento 5 stelle, avente come primo firmatario il consigliere Marco Cacciatore, un altro avente come primo firmatario ancora Ghera e un terzo presentato sempre dal centro destra, con Stefano Parisi (Lazio 2018) come primo firmatario. La seduta, iniziata nel pomeriggio di ieri, era stata sospesa dopo la relazione dell'assessore Massimiliano Valeriani e una prima serie di interventi dei consiglieri, per poi riprendere e concludersi oggi con il seguito del dibattito, la replica dell'assessore Valeriani e il voto.

L'ordine del giorno presentato da cinque consiglieri di maggioranza con primo firmatario il capogruppo del Partito democratico Mauro Buschini, impegna la Regione a: "sviluppare la pianificazione regionale sulla base del principio dell'autosufficienza del Lazio e di un'equa ripartizione territoriale del peso impiantistico"; "portare avanti il processo di dismissione dei termovalorizzatori di Colleferro, la definitiva chiusura entro il 2019 della discarica di Colle Fagiolara e la realizzazione di un nuovo presidio industriale" per "estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai Tmb"; "sollecitare la città metropolitana di Roma nell'approvazione, con un atto di Consiglio, delle aree idonee ad ospitare impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti"; "portare avanti l'azione amministrativa in tema di rifiuti sulla base della strategia delle 5 R: riduzione, recupero, riciclo, rigenerazione e riuso"; predisporre "risorse economiche da destinare ai comuni, al fine di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata"; inserire nel piano dei rifiuti regionale il cosiddetto "fattore di pressione", per "impedire la realizzazione di impianti di rifiuti in aree già fortemente provate dal punto di vista ambientale"; inserire nel piano dei rifiuti "norme per rendere pubblici i dati e i documenti inerenti all'intero ciclo"; inserire nel piano un sistema "che consenta di premiare ed incentivare le amministrazioni virtuose"; verificare se gli attuali impianti "siano sufficienti alla chiusura del ciclo nella fase di transizione".

Nell' ordine del giorno a firma Roberta Angelilli (Lazio 2018), a proposito del Tmb Ama di Roma Salario, si impegnano il presidente Zingaretti e la Giunta a garantire ai cittadini della zona il diritto alla partecipazione al processo di informazione e la possibilità di far sentire la propria voce rispetto al processo decisionale in corso; inoltre, si impegna la Regione a verificare in conferenza dei servizi l'intenzione di Roma capitale di chiudere l'impianto, definendone tempi e modi.

L' odg a firma Fabrizio Ghera di Fratelli d'Italia impegna il presidente e la Giunta a "porre in essere le opportune iniziative al fine di promuovere e attuare la strategia verso rifiuti zero", attraverso misure come il sostegno ai comuni nell'incremento del porta a porta, l'introduzione della tariffazione puntuale, il perseguimento dell'autosufficienza impiantistica territoriale, la realizzazione di una adeguata rete impiantistica per la differenziata, la riconversione degli impianti Ama di tipo tmb a vantaggio di tecnologie che favoriscano il recupero.

Nella sua relazione introduttiva, l'assessore Massimiliano Valeriani aveva ricordato ieri che il nuovo piano dovrà affrontare la sfida dell'economia circolare con l'obiettivo dei "rifiuti zero", che sta a cuore a tutti i cittadini senza distinzione di colore politico. Valeriani ha ricordato che è stata chiesta al comune di Roma l'indicazione di siti per l'ubicazione delle strutture impiantistiche idonee a trattamento e smaltimento delle varie tipologie di rifiuti.

"Autosufficienza del Lazio ed equa ripartizione territoriale degli impianti" sono le priorità della Regione per chiudere il ciclo dei rifiuti; entro fine anno la Giunta approverà le linee guida, quindi ci sarà il passaggio della Vas, che richiederà almeno sei mesi, per una procedura complessiva che dovrebbe terminare entro fine 2019. I termovalorizzatori ad oggi sono ancora insostituibili, ma entro il 2030 non se ne potranno più costruire, secondo le normative europee, e dovrà iniziare la sostituzione di quelli esistenti; quindi la politica regionale è orientata in questo senso e non sono possibili altre vie ha proseguito l'assessore: l'impianto di San Vittore dovrà quindi in prospettiva futura essere ridotto rispetto alle sue tre linee attuali.

A Roma il 44 per cento è la percentuale a cui è ferma la raccolta differenziata: "la capitale è andata in sofferenza negli ultimi mesi" e i numeri indicano che l'indifferenziato è cresciuto nella capitale, negli anni recenti, al ritmo di un dieci per cento circa, ha detto ancora Valeriani, secondo il quale "la politica regionale sui rifiuti dipende da ciò che accade a Roma", cosicché la Regione ha necessità di conoscere se le stime fatte per la capitale saranno rispettate. "Estrarre risorse dai rifiuti indifferenziati" attraverso un presidio industriale altamente tecnologico è l'obiettivo della Regione con il nuovo piano, ha detto ancora Valeriani; ma la parte più avanzata del nuovo piano è quella che riguarda l'educazione dei cittadini a comportamenti virtuosi, con la tariffazione puntuale e i contributi ai comuni che dovranno applicarla, ha concluso l'assessore.

Il dibattito e la replica

"La tariffa più alta per il servizio peggiore" è quella pagata dai romani in fatto di rifiuti, secondo Antonello Aurigemma (Forza Italia), che ha giudicato "insufficiente" la relazione dell'assessore. Roberta Angelilli (Lazio 2018) si è chiesta se sarà possibile rispettare le tempistiche previste. Sull'impiantistica, non è possibile per Angelilli penalizzare due località con megaimpianti, bensì è necessario realizzare impianti piccoli, di prossimità; il tmb di Salario poi è un impianto "obsoleto". Per Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia), "le decisioni non sono più rinviabili", comprese quelle di Roma capitale sull'ubicazione degli impianti. "Bene la chiusura del termovalorizzatore di Colleferro ma tempi certi", ha chiesto infine.

Positivo il giudizio di Eugenio Patanè (Partito democratico) sulla relazione dell'assessore Valeriani: se si fa una raccolta differenziata, a suo avviso, "servono gli impianti per il recupero del materiale raccolto", anche per evitare gli appetiti della malavita sul tema. Non è piaciuta a Stefano Parisi di Lazio 2018 la parte della relazione di Valeriani in cui egli sembra rigettare sul comune di Roma la principale responsabilità per la situazione di stallo in cui ci si trova sul tema dei rifiuti; troppo lungo il termine di fine 2019 perché i cittadini "hanno bisogno di risposte immediate". Il nocciolo del problema è, secondo Gino De Paolis, che "i rifiuti sotto casa non li vuole nessuno", quindi il problema si risolve solo con impianti piccoli sul territorio, a suo avviso.

"Verificare ciò che è stato fatto in altre parti d'Italia" è il suggerimento di Fabrizio Ghera di Fratelli d'Italia, secondo il quale gli impianti inquinanti vanno chiusi prima che sia troppo tardi ai fini della salute dei cittadini. Sulla situazione di Ama richiama invece l'attenzione Michela Di Biase del Pd, che ritiene che essa sia sottovalutata nella sua gravità; la chiusura in negativo del bilancio di Ama è invece, secondo la consigliera del Pd, "molto pericolosa". Per Marco Cacciatore del M5s il dibattito si è incentrato fin troppo su quello che dovrebbe fare il comune di Roma piuttosto sulle competenze regionali in materia; il piano regionale è l'unica via per porre fine ai problemi di impiantistica.

Un sistema che "sta sul filo", secondo Alessandro Capriccioli di Più Europa-radicali, è quello dello smaltimento dei rifiuti nella capitale, la cui situazione può migliorare solo con una maggior differenziata. L'assenza del presidente Zingaretti è rimarcata da Angelo Tripodi (Lega), che la considera grave su questo tema. "Ogni territorio deve smaltire i rifiuti che produce" secondo Sergio Pirozzi, che ricorda come questa situazione si ripercuota economicamente sulle tasche dei cittadini. Massimiliano Maselli (Noi con l'Italia) ha detto invece di auspicare che il termine di fine 2019 possa essere anticipato.

Chiara Colosimo (FdI) ricorda che "i rifiuti possono essere una risorsa". "Ognuno deve fare la propria parte a partire dalla città di Roma", secondo Eleonora Mattia (Pd), mentre "molte inesattezze" dice di aver ascoltato in questo dibattito Gaia Pernarella (M5s). Una relazione "franca" ha detto di aver ascoltato dall'assessore Michela Califano (Pd), secondo la quale "non si può stare in campagna elettorale per sempre" e le responsabilità della città metropolitana sono evidenti. Per Davide Barillari del M5s i ritardi sono regionali, perché a parte la chiusura di Malagrotta non è stato fatto nulla dal governo Zingaretti. Bisogna agire, a suo avviso, anche sul versante della riduzione della produzione di rifiuti, però.

"Felice che l'assessore abbia dato tempi certi per il piano" si dice Paolo Ciani, del Centro solidale, che gli assicura il suo sostegno. Sui ritardi della Regione nel mettere a punto il Piano si sofferma anche Giuseppe Simeone di Forza Italia, che ritiene anche che non si sia pronti ancora per rinunciare ai termovalorizzatori e che sia garantita l'autosufficienza degli ambiti territoriali. "Tempi rapidi" è la richiesta principale di Pasquale Ciacciarelli di Forza Italia; sugli elementi positivi si è concentrato invece Mauro Buschini, capogruppo del Pd, parlando della crescita della raccolta differenziata e degli investimenti regionali, ma "non si può non parlare di Roma" e dei suoi problemi, a suo avviso. Un "piano emergenziale" chiede intanto a Roma Buschini in vista delle prossime festività di fine anno.

Nella sua replica, Valeriani ha detto di aver apprezzato la "natura costruttiva" del dibattito svolto, ripetendo il termine che ci si è dati del 31 dicembre prossimo per approvare le linee guida del piano, dopo di che ci sarà la Vas, per arrivare quindi in commissione a metà del 2019. L'individuazione delle cosiddette "aree bianche" è però un preciso atto di responsabilità che va chiesto alla città metropolitana, ha proseguito.

La differenziata, poi, non è in capo alla regione ma ai comuni, che quindi devono fare la loro parte, secondo Valeriani. Il quesito sul Tmb di Salario va posto ad altri, così ancora l'assessore, mentre il progetto su Colleferro ha caratteristiche di tecnologia avanzata che potranno anche "contribuire al rilancio del territorio" ed emancipare il Lazio dalla dipendenza dai privati. Infine Valeriani ha dato notizia di un provvedimento di Giunta approvato oggi per il superamento dell'utilizzo della plastica.

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Cerveteri, ok mozione modifica decreto Salvini

Approvata dal Consiglio comunale

redazione martedì 20 novembre 2018
granarone
CERVETERI - Il Consiglio comunale di Cerveteri giovedì 15 novembre ha approvato una mozione, a firma del Sindaco Pascucci e della Consigliera Anna Maria Costantini, in cui si impegna il Sindaco a chiedere al Ministro dell'Interno e al Governo e al Parlamento italiano di modificare il decreto sicurezza considerando e coinvolgendo i Comuni italiani su cui, come sempre, vengono scaricati gli effetti e le ricadute concrete di tale provvedimento.

In particolare si richiede lo stralcio dal decreto della riforma del sistema SPRAR, così come contemplata e che il Governo istituisca un tavolo di concertazione con l'ANCI al fine di valutare le ricadute concrete di tale decreto sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori.

"Tra le ricadute negative del decreto – dichiara il Sindaco Pascucci – vi è soprattutto quella di vanificare gli sforzi fatti da tutti quei Comuni d'Italia che, attuando nei propri territori la rete SPRAR, hanno fornito un notevole contributo per assicurare un'equa distribuzione sostenibile su tutto il territorio nazionale, evitando che fosse per lo più concentrato nelle grandi aree urbane, inoltre il decreto così come articolato per la parte relativa alla nuova regolamentazione della condizione degli immigrati, comporterà per gli amministratori locali notevoli disagi sia di ordine finanziario che in materia di sicurezza pubblica".

"È assurdo – continua Pascucci – che vengano scaricati sui Comuni i costi delle battaglie ideologiche e della propaganda del Ministro Salvini. L'Associazione Nazione dei Comuni Italiani ha stimato infatti in 280 milioni di euro i costi amministrativi conseguenza diretta del decreto sicurezza che ricadranno su Servizi Sociali e Sanitari territoriali e dei Comuni, per l'assistenza ai soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale. Questo si tradurrà in un ulteriori problematiche a danno degli Enti Locali sempre più abbandonati a sé stessi dal Governo nazionale impegnato solamente e in modo irresponsabile in una campagna elettorale permanente i cui costi vengono pagati dal Paese".

"Vogliamo senza dubbio città più sicure - sottolinea Pascucci - ma questo decreto va nella direzione opposta. Come Sindaco e Coordinatore nazionale di Italia in Comune voglio proporre l'adozione della nostra mozione a tutti i Comuni italiani e, giovedì prossimo 22 novembre, presenteremo in una conferenza stampa anche un emendamento che porterà all'attenzione del dibattito alla Camera sul Decreto Salvini che si terrà venerdì 23 novembre, le preoccupazioni degli amministratori locali nei confronti di tale provvedimento".

"Ci tengo a ringraziare Federica Battafarano che ha redatto il testo della mozione e dell'emendamento e il Consigliere Comunale Angelo Galli che ha proposto in aula alcune integrazioni (tutte accolte) per migliorare le attenzioni sulle ricadute del decreto sul nostro territorio. Un grazie - conclude il Sindaco - anche ai consiglieri di maggioranza e ai consiglieri di opposizione Vincenzo Mancini e Saverio Garbarino (M5S) che hanno votato favorevolmente".

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