Sabato, 23 Febbraio 2019
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lazio, 12mln per difesa e sicurezza del suolo

Bando rivolto a Comuni e amministrazioni locali

redazione giovedì 31 gennaio 2019
frana settevene palo
LAZIO - 12 milioni di euro per interventi di difesa del suolo e sicurezza del territorio. Sono state presentate a Subiaco le misure per il contrasto al dissesto idrogeologico recentemente approvate dalla giunta regionale.

Lo comunica la Regione Lazio.

L'assessore ai Lavori Pubblici, Tutela del Territorio e Mobilità, Mauro Alessandri, e il direttore regionale ai Lavori Pubblici, Stazione Unica Appalti, Risorse Idriche e Difesa del Suolo, Wanda D'Ercole, ne hanno illustrato i contenuti nel corso di un partecipato incontro che si è tenuto presso il Monastero di Santa Scolastica il 24 gennaio scorso.

Sul totale delle risorse impegnate:

5 milioni di euro saranno destinati alle amministrazioni locali per lavori urgenti di messa in sicurezza dei versanti interessati da fenomeni franosi;

7 milioni e 221 mila euro saranno invece messi a disposizione tramite un bando rivolto ai Comuni per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e in particolare di esondazioni, alluvioni, dissesti di carattere torrentizio, frane e sprofondamenti.

Le amministrazioni avranno trenta giorni di tempo dalla data di pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio per far pervenire le proprie richieste di finanziamento. Saranno ritenuti ammissibili gli interventi volti a ridurre il rischio diretto per le persone o risolutivi per situazioni di interruzione della viabilità stradale, la cui progettazione sia almeno di livello definitivo e con importo del finanziamento richiesto non superiore ai 500mila euro.

"È indispensabile programmare e attuare nuove azioni dirette alla difesa del suolo. Quelle presentate oggi rappresentano misure concrete che la Regione Lazio mette a disposizione dei Comuni: i 12 milioni di euro per interventi di contrasto al dissesto idrogeologico sono un primo, importante passo verso questa direzione, a cui seguiranno ulteriori provvedimenti destinati a garantire la sicurezza del territorio regionale", ha dichiarato l'assessore Mauro Alessandri.

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Lazio,Cultura: ok a progetto "Expo Universale"

A Cinecittà Word dal primo al 9 giugno

redazione martedì 29 gennaio 2019
sala mechelli copy
LAZIO - Una sorta di grande contenitore per racchiudere expo e festival da tutto il mondo. Si chiama Expo Universale 2019 e si svolgerà a Cinecittà world dal primo al 9 giugno. La manifestazione è stata presentata nella commissione Cultura del Consiglio regionale. A organizzarla è lo World international institute, presieduto da Liberato Mirenna, che riunisce le associazioni di molte comunità straniere in Italia.

"Ogni Paese partecipante – ha spiegato – porta parte della propria cultura con degustazioni, mostre fotografiche e pittoriche, artigianato, congressi, forum, spettacoli. E non ci limiteremo all'expo: durante l'anno ci saranno vari eventi. Il primo sarà il 3 febbraio all'auditorium del Massimo: Mister tourism world e International fashion Roma".

Insieme a Mirenna sono intervenuti diversi delegati dei tanti Paesi che aderiscono al progetto: "Il nostro – hanno spiegato - vuole essere un messaggio di pace e di integrazione". E proprio sull'importanza di conoscere le varie culture e le differenti tradizioni hanno puntato gli interventi delle consigliere Marta Leonori (Pd) e Francesca De Vito (M5s), che aveva promosso l'audizione. Un ragionamento ripreso anche dal presidente della commissione Pasquale Ciacciarelli (FI), che, concludendo l'audizione, ha sottolineato l'importanza di manifestazioni di questo tipo e ha proposto di presentare l'evento in tutte le Province della Regione.

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Lazio, 2,8 mln per recupero centri storici

Riservato ai Comuni della regione esclusa Roma

redazione venerdì 25 gennaio 2019
Civita di Bagnoregio
LAZIO - Pubblicata la determina regionale per la concessione dei contributi ai Comuni del Lazio, ad esclusione di Roma Capitale, per la realizzazione di opere e lavori pubblici finalizzati alla tutela e al recupero dei centri storici.

In particolare, viene stanziato un fondo di oltre 2,8 milioni di euro, che sarà destinato per il 64% ai Comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre il restante 36% ai Comuni con popolazione pari o superiore ai 5.000 abitanti. Verranno poi stilate due distinte graduatorie e sarà attribuito un punteggio premiante a quei Comuni che presentano progetti con rilevante attenzione al tema della sostenibilità ambientale.

I Comuni sopra i 5.000 abitanti saranno chiamati a compartecipare alle spese dell'intervento in misura del 20% e fino a un massimo di 500mila euro, mentre gli altri Comuni dovranno farsi carico di una quota del 5% del costo dei lavori per finanziamenti superiori ai 200mila e fino a un massimo di 300mila euro. Per contributi inferiori ai 200mila euro non sarà richiesta alcuna spesa di compartecipazione.

"Prosegue l'impegno dell'Amministrazione Zingaretti per sostenere i Comuni del Lazio negli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio. Con questo investimento vengono assegnate risorse importanti per la salvaguardia e il recupero dei centri storici, che rappresentano anche un prezioso volano turistico e culturale per molte realtà" dichiara Massimiliano Valeriani, assessore regionale all'Urbanistica e alle Politiche abitative.

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Lazio, approvato Piano Sociale regionale

Troncarelli: attenzione e cura per la persona

redazione giovedì 24 gennaio 2019
aula pisana cinque
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato oggi a maggioranza, con l'astensione dei gruppi consiliari di opposizione, il Piano sociale regionale, denominato "Prendersi cura, un bene comune", la proposta di deliberazione consiliare n. 12 del 4 giugno 2018.

Il voto finale è arrivato al termine della seconda seduta dedicata all'esame del provvedimento, dopo quella del 16 gennaio, in cui lo stesso era stato illustrato dall'assessora regionale alle Politiche sociali e welfare, Alessandra Troncarelli, e in cui l'Aula aveva già approvato numerosi emendamenti dopo la discussione generale.

Il Piano sociale è stato redatto in base alle disposizioni della legge regionale 11/2016, "Sistema integrato dei beni e dei servizi sociali della Regione Lazio" e partendo da quello adottato dalla Giunta regionale nella scorsa legislatura (il 26 aprile 2017). Punto centrale del provvedimento, come spiegato dall'assessore e da tanti consiglieri regionali intervenuti nel corso del dibattito, è l'attenzione e la cura per la persona che si affaccia alle prestazioni sociali e titolare di specifici diritti. In questo senso, vengono definiti i vari interventi previsti. Tra questi: il sostegno alla genitorialità, innanzi tutto con l'abbattimento delle rette degli asili nido; la co-progettualità con le aziende del Terzo settore; il rafforzamento delle politiche giovanili; il potenziamento dei Punti unici di accesso (Pua) alle prestazioni socio-sanitarie e della governance del sistema integrato; la priorità data all'assistenza domiciliare, anche attraverso il cosiddetto caregiver, vale a dire il familiare che assiste un congiunto ammalato e/o disabile.

Tra i 13 emendamenti approvati oggi (44 in totale tra le due sedute), uno è stato presentato dalla Giunta regionale, su richiesta del gruppo Movimento 5 stelle, per aggiornare la parte introduttiva del Piano alla luce delle nuove norme nazionali sul cosiddetto reddito di cittadinanza, facendo salvi gli interventi e i servizi già identificati come livelli essenziali in riferimento al REI, il reddito di inclusione previsto dal decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147.

Prima dell'esame dell'Aula e del via libera in Commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, presieduta da Giuseppe Simeone (FI), in commissione Bilancio era stato approvato un emendamento per lo stanziamento delle relative risorse finanziarie per l'attuazione del Piano: nel triennio 2019-2021 saranno impiegati 550 milioni di euro oltre a 132 milioni di fondi europei del Por Fse.

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Valcanneto, servono rallentatori di velocità

Troppi incidenti all'ingresso in Via Monteverdi

redazione mercoledì 23 gennaio 2019
ingresso valcanneto due
CERVETERI - Un nuovo incidente, la notte di sabato scorso, all'ingresso di Valcanneto che immette in Via Claudio Monteverdi. Un'auto proveniente dalla Via Doganale ha imboccato Via Monteverdi e ha urtato violentemente un veicolo parcheggiato al lato della strada, notevoli i danni che hanno richiesto l'intervento del caro attrezzi per rimuovere l'automobile investitrice.

Quello dell'altra sera è soltanto uno dei tanti accaduti negli ultimi tempi: un cane investito e ucciso, un gatto che ha avuto uguale sorte (animali domestici non randagi), una persona – questo qualche tempo fa – investita e traumatizzata.

Quel che accade è semplice: chi proviene dall'Aurelia e percorrendo la Doganale si immette in Via Claudio Monteverdi, quasi sempre lo fa ad una velocità sostenuta. Questo rappresenta un grave pericolo per persone e animali che si trovano sulla carreggiata che è sprovvista di veri e propri marciapiedi. Altra criticità è data dal restringimento della carreggiata. Chi imbocca la via si trova sul lato destro le auto dei residenti regolarmente parcheggiate, in caso di un'altra auto proveniente dal senso contrario di marcia (spesso anch'esse marcianti a velocità sostenuta) è inevitabile una brusca frenata e il rischio di collisione.

E' tempo di risolvere questo problema prima che succeda qualcosa di ancora più grave. Una possibile soluzione - più semplice da attuare dal punto di vista autorizzativo - potrebbe essere l'installazione di dossi rallentatori. La norma che regola quelli che sono classificati come "segnali stradali complementari", è il Regolamento di Esecuzione e Attuazione del Codice della Strada (DPR 16 dicembre 1992 – art 179).

I dissuasori non possono essere installati dappertutto, la legge indica che "I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences", mentre "ne è vietato l'impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento".

Per rendere le cose più facili, ci sentiamo di suggerire un passaggio pedonale rialzato in asfalto, perché il Regolamento non cita questo tipo di dissuasore. Attraverso un'ordinanza l'ente proprietario della strada ne determina tipo e ubicazione. Ciò eviterebbe, rispetto a modelli prefabbricati di evitare l'obbligo di utilizzare componenti approvati dal Ministero dei lavori pubblici–Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.

La spesa non sarebbe esosa e poche centinaia di euro potrebbero garantire sicurezza ai cittadini. Vediamo se l'amministrazione comunale saprà cogliere l'invito ad agire presto e bene evitando altri incidenti che solo per caso non hanno avuti conseguenze più gravi.

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