Domenica, 19 Novembre 2017
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Zingaretti: sì a consiglio di soli eletti

Ok ad abolizione listino, domani voto in aula

redazione mercoledì 25 ottobre 2017
aula pisana tre
LAZIO - "Credo che sia corretto, a questo punto, procedere con l'esame della proposta approvata in commissione, figlia di un confronto di mesi. Dal mio punto di vista non c'è nessun problema".

E' quanto ha dichiarato oggi pomeriggio Nicola Zingaretti, prendendo la parola durante la seconda giornata di discussione in Consiglio regionale sulla proposta di riforma della legge elettorale del Lazio.

"Portiamo insieme collegialmente davanti agli elettori – ha aggiunto – una proposta istituzionale che vedrà, se saremo d'accordo, il Consiglio regionale eletto per la prima volta al 100 per cento dai cittadini". Con questo annuncio, il presidente della Regione Lazio ha, di fatto, aperto all'abolizione del listino bloccato, contenuta nella proposta di legge n. 372 uscita dalla commissione speciale per le riforme istituzionali della Pisana, presieduta da Mario Abbruzzese, e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, tranne il Movimento cinquestelle.

"Ho assistito sia ieri che oggi alla discussione, agli elementi di critica, di preoccupazione, anche di denuncia, che sono stati fatti, rispetto all'iniziativa politica che si era presa come maggioranza", ha spiegato Zingaretti riferendosi agli emendamenti del centrosinistra che avrebbero invece mantenuto il listino, sia pure ridotto da dieci a sei consiglieri. Ipotesi che aveva provocato numerose critiche e proteste da parte delle opposizioni per il cambio di direzione rispetto alla posizione inizialmente favorevole alla cancellazione del listino contenuta nel testo "Abbruzzese".

Sul punto il presidente della Regione ha chiarito che da parte del centrosinistra "non c'era nessun elemento di volontà di imporre, ma di fornire un iter legislativo, qualora si fosse incontrata la disponibilità al confronto che andasse oltre la maggioranza". Un confronto "soprattutto sul tema delle regole". "Ma dobbiamo prendere atto – ha aggiunto –che questa proposta non ha queste caratteristiche di unità e di collegialità, che anzi vengono vissute, al contrario, come un elemento di rottura, di frammentazione e di imposizione".

Quindi, Zingaretti ha auspicato di procedere "a questo punto, all'approvazione di una legge elettorale condivisa e credo in questo di rappresentare fino in fondo il ruolo di presidente, leader di una parte maggioritaria in questo Consiglio, ma non di una maggioranza che sulle regole vuole imporre a chicchessia forme o modi di comportamento, ma rincorrere fino in fondo il ruolo di garante del percorso democratico di tutta la Regione Lazio".

L'intervento del presidente della Regione ha di fatto interrotto il dibattito odierno che proseguirà domani 26 ottobre, a partire dalle ore 11, secondo le indicazioni fornite dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, convocata per oggi pomeriggio dal presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, prima di sospendere la seduta.

Dalla discussione svolta in questi due giorni era emersa la volontà di tutti i gruppi consiliari di recepire le norme nazionali sulle pari opportunità tra donne e uomini, attraverso la doppia preferenza di genere e le quote fisse nelle liste circoscrizionali. Allo stesso modo, non ci sono stati interventi contrari a mantenere il premio di maggioranza attuale, pari al 20 per cento dei seggi da assegnare, a chiarire meglio il divieto del terzo mandato da presidente della Regione e a fissare in tre mesi il termine entro cui eleggere il nuovo Consiglio in caso di scioglimento anticipato.

Restava aperta la questione dell'abolizione del listino e quelle relative alla rappresentanza delle province, alle soglie di sbarramento e all'esonero dalla raccolta delle firme per presentare le liste elettorali. Chiarito il primo punto, gli altri tre dovrebbero essere risolti attraverso l'esame dei 10 articoli del testo, più i 53 emendamenti e i relativi 808 subemendamenti. Una mole di proposte di modifica che però potrebbe essere oggetto domani stesso di una riduzione.

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Lazio, via dibattito su nuova legge elettorale

Oggi si chiude discussione generale

redazione mercoledì 25 ottobre 2017
ingresso consiglio regionale
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha iniziato ieri l'esame della proposta di legge n. 372 che introduce importanti novità nel sistema elettorale del Lazio.

Tra queste: l'abolizione del listino; la rappresentanza garantita a tutte le province; la pari opportunità tra donne e uomini, attraverso la doppia preferenza di genere e le quote nelle liste circoscrizionali; il divieto del terzo mandato consecutivo; le elezioni entro tre mesi in caso di scioglimento anticipato del Consiglio. Queste e altre novità potranno però subire modifiche durante l'esame in Aula di 53 emendamenti e 808 subemendamenti presentati.

Dopo la sospensione di lunedì, richiesta dalle opposizioni per l'assenza del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ieri ha preso il via la tre giorni dedicata alla riforma elettorale. La seduta è stata dedicata alla presentazione del testo e alla relativa discussione in Aula, con intervento dello stesso Zingaretti. Ma i lavori sono stati interrotti dopo pranzo di nuovo per l'assenza del presidente della Regione e aggiornati a oggi alle ore 11, per completare la discussione generale.

In apertura di seduta è stato presentato il testo, come da regolamento, da un relatore di minoranza e uno di maggioranza: rispettivamente, Mario Abbruzzese (Pdl-FI), presidente della commissione speciale per le riforme istituzionali, e Fabio Bellini (Pd), presidente della prima commissione, Affari costituzionali e statutari.

"E' difficile oggi relazionare su questa proposta di legge rispetto a quanto è accaduto nei giorni scorsi – ha esordito Abbruzzese – ma è giusto e corretto mantenere gli impegni presi, soprattutto per rispetto verso i firmatari e verso il lavoro svolto nella commissione speciale". Lavoro che aveva prodotto la redazione di una proposta di legge (testo "Abbruzzese") sottoscritta da quasi tutti i presidenti dei gruppi consiliari che la commissione speciale aveva poi trasmesso alla prima commissione per l'approvazione che però non è mai avvenuta. Secondo Abbruzzese, "il Pd e Zingaretti sono la causa del corto circuito che ha paralizzato i lavori della prima commissione".

Bellini ha invece rivendicato il lavoro svolto nella sua commissione, perché "anche grazie alle audizioni e al contributo dell'ufficio legislativo del Consiglio regionale, è servito a mettere a fuoco tutta una serie di questioni e di elementi che hanno prodotto documentazione utile a tutti i consiglieri".

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiamato in causa dalle opposizioni nella seduta di lunedì, è intervenuto ieri, soprattutto per chiarire la sua posizione sul listino, abolito nel testo "Abbruzzese" ma riproposto (con riduzione da 10 a 6 consiglieri) da alcuni emendamenti di maggioranza.

"Io credo che la proposta non di cancellare, ma di ridurre il listino – ha spiegato Zingaretti – vada incontro alle richieste di trovare un punto di sintesi avanzata tra la necessità di garantire stabilità e coesione dentro un Consiglio regionale che rischia di uscire dalle prossime elezioni troppo frammentato e parcellizzato nella sua identità e, insieme a questo, di garantire comunque la rappresentanza e il diritto a correre anche di soggetti politici più piccoli, più deboli".

Nel dibattito che ne è seguito le opposizioni hanno criticato il dietrofront della maggioranza sul listino, soprattutto per le modalità in cui è avvenuto. Antonello Aurigemma, capogruppo Pdl-FI e Pietro Sbardella, presidente del gruppo misto, hanno ricordato che l'abolizione del listino faceva parte del programma elettorale di Zingaretti e che il capogruppo del Pd ha anche firmato la proposta "Abbruzzese" che confermava quella scelta. Inoltre, è stato criticato il fatto che il cambio di opinione sia stato ufficializzato all'interno di una direzione regionale del partito democratico, al di fuori del Consiglio regionale. Francesco Storace (Mns) ha chiesto che nella nuova legge sia introdotta una norma per "evitare che la prossima legislatura i condannati siedano in quest'aula".

Valentina Corrado (M5s) ha invece segnalato la presenza nella proposta di legge di una norma che esonera dalla raccolta delle firme non più solo le liste legate ai gruppi consiliari attuali, ma anche a quelli futuri che si costituiranno prima dell'emanazione del decreto di indizione delle elezioni. "Questo consentirà alle forze politiche di dividersi in più gruppi consiliari per presentare liste civiche e civetta, meccanismo che mortifica la democrazia, perché viene usato per drenare voti su gruppi che non hanno alcuna effettiva rappresentatività al di fuori del Consiglio", ha accusato Corrado.

Massimiliano Valeriani, capogruppo del Pd, ha fatto chiarezza sulla questione dell'abolizione del listino. "Non c'è dubbio che abbiamo scontato una difficoltà, un tentennamento – ha spiegato – e si è molto discusso di quest'impasse del centrosinistra, del Partito democratico, ma la politica è fatta anche di mediazione. Oggi, siamo qua alla luce del sole, appunto non siamo scappati, per provare a fare un passo in avanti, non due indietro. Io non rinnego nulla. L'ho detto tante volte, lo dico oggi anche davanti al presidente Zingaretti: penso che quella su quel documento fosse una firma convinta, perché considero quello del listino un tema che progressivamente va superato".

Di opinione contraria il suo collega di partito, Gian Paolo Manzella, che ha invece rivendicato l'importanza del listino quale strumento utile per allargare la rappresentanza. Dopo l'intervento di Daniele Fichera (Psi), che ha rivendicato il diritto alla rappresentanza di tutti gli schieramenti contro le eventuali clausole di sbarramento, i lavori sono stati sospesi per le proteste delle opposizioni dovute alla nuova assenza di Nicola Zingaretti.

I lavori procederanno secondo il seguente calendario:

· mercoledì 25 ottobre dalle ore 11 alle ore 20;

· giovedì 26 ottobre dalle ore 10 a oltranza (con sospensione dalle ore 17 alle ore 21).

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Lazio, slitta ad oggi esame legge elettorale

Opposizioni hanno richiesto presenza Zingaretti

redazione martedì 24 ottobre 2017
ingresso consiglio regionaleLAZIO - Slitta ad oggi l'esame della proposta di legge regionale n. 372 di riforma del sistema elettorale del Lazio. Lo ha deciso la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari riunita dal presidente del Consiglio, Daniele Leodori, per valutare la richiesta delle opposizioni di non procedere all'esame del testo senza la presenza di Nicola Zingaretti in Aula.

Il presidente della Regione, infatti, era oggi impegnato in un viaggio istituzionale programmato da tempo – come ha spiegato il capogruppo del Pd, Massimiliano Valeriani – per accompagnare circa 120 docenti del Lazio al campo di sterminio nazista di Treblinka, in Polonia.

In apertura di seduta la comunicazione dell'assenza di Zingaretti da parte del presidente Leodori aveva suscitato le proteste di numerosi consiglieri dei gruppi di opposizione: Francesco Storace (Mns), Giuseppe Cangemi, Mario Abbruzzese e Antonello Aurigemma (tutti del gruppo Pdl-FI), Daniele Sabatini e Luca Malcotti (Cuoritaliani), Giancarlo Righini (FdI), Gaia Pernarella, Valentina Corrado e Gianluca Perilli (tutti del Movimento 5 stelle), Pietro Sbardella (Misto) e Olimpia Tarzia (Lista Storace), sono tutti intervenuti per stigmatizzare il comportamento del presidente della Regione che, a loro avviso, è stato prima responsabile dello stallo in prima commissione "per il suo dietrofront sull'abolizione del listino" – è stato detto – e poi "non ci mette la faccia in Aula per spiegare le motivazioni di tale scelta".

Alle opposizioni hanno replicato prima Massimiliano Valeriani, capogruppo del Pd, il quale ha garantito che "il presidente sarà in Aula per l'esame degli emendamenti", e poi Gianluca Quadrana (Lista Zingaretti) e Fabio Bellini (Pd), presidente della prima commissione, che hanno esortato comunque il Consiglio a procedere con l'esame anche in assenza del presidente della Regione. "Se noi volessimo riaffermare la centralità dell'Aula – ha spiegato Bellini – forse dovremmo cominciare a lavorare noi per cercare di capire se sulle tante questioni aperte rispetto al merito della legge è possibile fare un accordo anche senza il presidente Zingaretti".

Dopo la sospensione dei lavori, il presidente Leodori ha comunicato all'Aula la decisione della Conferenza dei capigruppo di voler rinviare l'inizio dell'esame della proposta di legge regionale n. 372 a domani, martedì 24 ottobre, a partire dalle ore 11.

Questo il nuovo calendario dei lavori d'Aula:

martedì 24 ottobre dalle ore 11 alle ore 17;
mercoledì 25 ottobre dalle ore 11 alle ore 20;
giovedì 26 ottobre dalle ore 10 a oltranza (con sospensione dalle ore 17 alle ore 21).

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Lazio, in aula la nuova legge elettorale

Nodo listino, tre sedute a partire da oggi

redazione lunedì 23 ottobre 2017
aula pisana due
LAZIO - La nuova legge elettorale del Lazio approda oggi n Consiglio regionale dopo lo stallo delle settimane corse in Commissione Affari Costituzionalie Statutari.

Il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, a seguito della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, ha convocato per questa mattina alle ore 12 la seduta ordinaria del consiglio regionale per trattare della proposta di legge n. 372 "Modifiche alla legge regionale 13 gennaio 2005, n. 2 (Disposizioni in materia di elezione del presidente della regione e del consiglio regionale e in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei componenti della Giunta e del Consiglio regionale) e successive modifiche". Il testo è di iniziativa dei consiglieri Abbruzzese, Sabatini, Ciarla, De Paolis, Fichera, Petrassi, Righini, Sbardella, Storace, Tarzia, Valeriani e Aurigemma.

I lavori proseguiranno secondo il seguente calendario:

- martedì 24 ottobre 2017: dalle ore 10 alle ore 17;

- mercoledì 25 ottobre 2017: dalle ore 12 a oltranza.

La nuova legge elettorale è un atto dovuto. Con l'approvazione della legge costituzionale 22 novembre 1999 n. 1, infatti, ogni regione a statuto ordinario è tenuta a dotarsi di una propria legge elettorale, seppure nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legislazione statale.

L'attività del legislatore regionale, nell'ambito di questa materia, ha dato vita, a tredici anni di distanza dalla riforma costituzionale e dall'attribuzione di tale potere, a sistemi elettorali differenziati; un certo numero di regioni ha approvato una propria organica legge elettorale, altre si sono limitate, almeno per il momento, a emanare norme integrative delle vigenti disposizioni statali introducendo minimi correttivi a tale disciplina.

Il Lazio e la Puglia hanno recepito le leggi 108/1968 e 43/1995, apportando alcune modifiche. Con la pdl n. 372 (che riguarda l'abolizione del listino, la parità di genere per l'accesso in Consiglio, le disposizioni per eleggere il presidente della Regione (anche indiretta) e del Consiglio regionale, la riduzione del numero dei consiglieri e le cause di ineleggibilità e incompatibilità) si propongono nuove soluzioni alla riforma del sistema elettorale della Regione.

Il principale nodo da sciogliere è l'abolizione o meno del cosiddetto listino (dieci consiglieri eletticome premio di maggioranza senza prendere un voto perché legati alla vittoria del candidaro Presidente). Su questo punto le opposizioni hanno accusano il governatore Zingaretti di aver fatto dietrofront circa la volontà di abolire il listino, come invece previsto dal provvedimento votato all'unanimità in Commissione Riforme Istituzionali presieduta da Mario Abbruzzese. Posizione che ha contrastato con la sottoscrizione della proposta di legge n. 372 da parte del capogruppo del partito democratico, Massimiliano Valeriani.

Fatta chiarezza nel Pd, la proposta della maggioranza è di mantenere il listino, che scende da dieci a sei consiglieri (tutte le province devono essere rappresentate e deve esserci lo stesso numero di uomini e donne), e di garantire lo stesso il premio di maggioranza del 20 per cento che prevedeva i dieci eletti nel listino, confermando i quattro consiglieri di differenza alla coalizione del governatore vincente.

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Agriturismi, via libera al nuovo regolamento

Normativa punta a chiarezza e semplificazione

redazione venerdì 20 ottobre 2017
agriturismo
LAZIO - Via libera a maggioranza, in ottava commissione del Consiglio regionale, al nuovo regolamento regionale delle attività agrituristiche, che torna ora in Giunta regionale per l'approvazione definitiva. Il regolamento sostituirà integralmente quello finora vigente, che era stato emanato nel 2007, poiché la legge regionale che regola la materia dell'agriturismo, la n. 14 del 2006, è stata nel frattempo modificata in più punti dalle leggi regionali nn. 12 e 17 del 2016 e dalla legge regionale n. 9 del 2017.

Il testo ha ricevuto l'approvazione della commissione con due proposte di modifica, approvate all'unanimità, entrambe su proposta di Silvana Denicolò (M5s): la prima chiede "maggiore elasticità" sulla percentuale fissata dall'art. 5 comma 6 - che disciplina la somministrazione di alimenti e bevande - per l'utilizzo di cibi non di provenienza propria o certificata in caso di preparazione di diete speciali, l'altra è volta a correggere un semplice refuso contenuto nell' art. 6 del testo (Servizi integrati e accessori).

Tra le osservazioni non approvate, due sono state trasformate in raccomandazioni alla Giunta: con la prima, Fichera chiede di lasciare aperta la possibilità di emanare disposizioni di dettaglio con semplici atti dirigenziali, con l'altra, di Mario Abruzzese (Forza Italia) ma fatta propria da Giancarlo Righini (FdI), chiede di valorizzare gli agriturismi di qualità.

Il nuovo regolamento si adegua alle modifiche normative in materia di agriturismo e all'evoluzione normativa in tema di semplificazione amministrativa, facendo al contempo chiarezza su alcuni punti, ad esempio (capo I) sul concetto di connessione tra attività agricola e attività agrituristica e sui servizi integrati ed accessori all'attività agrituristica, nonché sulla disciplina delle trasformazioni degli immobili destinati ad agriturismo.

Nel capo II, invece, si specificano meglio i requisiti tecnici, così come le disposizioni igienico sanitarie per la preparazione e la somministrazione di alimenti, che sono stati inseriti negli allegati al regolamento.

Il capo IV precisa le procedure dell'iter amministrativo ai fini dell'inizio attività e dell'iscrizione all'elenco regionale dei soggetti abilitati. Inoltre specifica la documentazione necessaria per la segnalazione certificata di inizio attività e per l'iscrizione all'elenco, allegando una modulistica utilizzata dai comuni per trasmettere alla regione i dati delle aziende. Definito anche il regime dei controlli, demandando alla direzione regionale competente la predisposizione di check list dei controlli stessi. Definita anche la procedura on line per l'attribuzione della classificazione e della concessione in uso del marchio nazionale "Agriturismo Italia".

Si propone infine, considerata la nuova denominazione della legge, di modificare il titolo del regolamento in "Regolamento regionale delle attività agrituristiche ai sensi dell'art. 9 della legge regionale 2 novembre 2006, n. 14 (Norme in materia di multifunzionalità, agriturismo e turismo rurale) e successive modificazioni".

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