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Lazio, ok a legge riforma diritto allo studio

Addio a Laziodisu, nasce nuovo Ente

redazione venerdì 29 giugno 2018
ingresso consiglio regionale

LAZIO - La nona commissione del Consiglio regionale – Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione, diritto allo studio – ha dato oggi parere favorevole a maggioranza alla proposta di legge n. 28 ".

 Si tratta di una vera e propria riforma del settore, che prevede la sostituzione di Laziodisu, attualmente commissariata, con il nuovo Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza (Di.S.Co.). Il provvedimento passa ora all'esame dell'Aula per l'approvazione definitiva.

Il testo portato in commissione da Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Giunta regionale e assessore alla Formazione, diritto allo studio, università e ricerca, attuazione del programma, ricalca grosso modo quello che nella scorsa legislatura aveva superato l'iter in commissione (comprese numerose audizioni), ma che non era riuscito ad approdare in Aula.
 
 
Oltre al superamento del sistema basato su Laziodisu, le altre novità del provvedimento sono: l'introduzione del concetto di promozione della conoscenza; il potenziamento del raccordo tra università, formazione e inserimento lavorativo; l'ampliamento dei servizi e delle agevolazioni offerte agli studenti ma anche agli specializzandi; l'istituzione della Consulta regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza.

 
Con riferimento al superamento di Laziodisu – l'ente che attualmente eroga servizi e prestazioni rivolte agli studenti universitari – il nuovo assetto prevede una struttura più snella e meno articolata: l'Ente regionale per il diritto allo studio e la promozione della conoscenza. Questo passaggio prevede un contenimento della spesa, attraverso una riforma della governance centrale e di quella periferica.

 
Nel primo caso, dalle 13 figure apicali di Laziosu si passerà alle 6 del nuovo Ente, con un consiglio di amministrazione che – oltre al presidente e al direttore generale – sarà formato non più da 11 ma da 4 membri. Tre di questi verranno indicati dal Consiglio regionale e uno sarà eletto dagli studenti a suffragio universale. Quest'ultima modifica è stata introdotta da un emendamento proposto da Gaia Pernarella e Roberta Lombardi (M5s), accolto da Smeriglio, che ha cambiato le modalità di elezione previste nel testo originario, dove il voto era riservato solo ai rappresentanti degli studenti eletti nella Consulta.

 
Nel secondo caso, il taglio dei costi sarà ancora più corposo, perché saranno eliminate le 5 Adisu territoriali – ciascuna con un direttore e un comitato composto da altri cinque membri – e sostituite da tre presìdi territoriali gestiti da tre dirigenti interni. Le tre nuove articolazioni territoriali previste sono: Lazio settentrionale (Viterbo), Roma Città Metropolitana (fusione dirigenziale fra RM1, RM2 e RM3) e Lazio meridionale (Cassino). Nessuna conseguenza per i dipendenti, che restano dove sono. Secondo quanto riportato nella relazione della Giunta, allegata al provvedimento, fra gettoni e altri emolumenti, si prevede un risparmio di circa 500mila euro l'anno.

Per quanto riguarda le prestazioni a favore degli studenti, oltre ai servizi classici di sostegno al diritto allo studio universitario, come borse di studio, posti alloggio, servizi di ristorazione e contributi finanziari alla residenzialità e alla mobilità, il nuovo Ente erogherà anche altri servizi innovativi, come medicina preventiva, agevolazioni per la mobilità sostenibile e la genitorialità, supporto all'inserimento lavorativo per studenti svantaggiati e disabili e assistenza agli studenti stranieri.

Il voto di oggi è arrivato dopo soli sette giorni dall'inizio dell'iter legislativo in commissione e dopo sole tre sedute, compresa un'audizione con le associazioni studentesche e il commissario di Laziosidu. Hanno votato a favore: Eleonora Mattia e Valentina Grippo (Pd); Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti); Roberta Lombardi e Gaia Pernarella (M5s). Si è astenuto invece Daniele Giannini (Lega).

Il testo che sarà trasmesso all'Aula per l'esame definitivo si compone di 28 articoli e sarà accompagnato da una serie di emendamenti non votati in commissione perché comportano variazioni di bilancio e devono essere esaminati nella commissione competente.

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Lazio,Sanità:no a proroghe graduatorie datate

Approvata legge: non dureranno più di tre anni

redazione mercoledì 27 giugno 2018
aula pisana quattro
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), ha approvato, all'unanimità (39 a favore), la proposta di legge n. 30, "Disposizioni in materia di vigenza delle graduatorie delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale", di iniziativa della Giunta regionale.

La legge approvata oggi prevede che le graduatorie dei concorsi in scadenza al 31 dicembre 2018, e vigenti da più di tre anni, non possano essere più prorogate. Quelle vigenti da meno di tre anni, invece, concluderanno il loro periodo triennale di vigenza.

"Il fine - ha spiegato l'assessore alla Sanità e all'integrazione socio-sanitaria, Alessio D'Amato, nel corso della sua relazione introduttiva - è quello di garantire l'individuazione di personale altamente specializzato che risponda alle esigenze di aggiornamento tecnico-professionale. Inoltre, s'intende superare le problematiche connesse alle numerose proroghe avvenute a livello nazionale, esigenza già espressa anche da altre regioni".

"In questi anni – ha proseguito D'Amato - il combinato disposto del blocco del turnover derivante dal piano di rientro e dell'utilizzo di graduatorie datate ha portato sostanzialmente ad avere un sistema ingessato anche nelle metodologie di reclutamento".

Dodici interventi normativi nazionali hanno disposto la proroga dei relativi termini ordinari di vigenza delle graduatorie fino al 31 dicembre 2018.

"Questo ha significato – ha riferito D'Amato - a titolo di esempio che una persona considerata idonea ed entrata in graduatoria nel 2003 a 45 anni oggi ne ha 60". E l'utilizzo di graduatorie troppo datate nel tempo non sempre garantisce che la professionalità individuata tramite lo scorrimento delle stesse sia adeguata al mutamento dei tempi e al momento della chiamata.

D'Amato ha inoltre ricordato che in dieci anni le università del Lazio hanno formato circa 7.000 medici e oltre 16.000 tra infermieri, tecnici di laboratorio, personale tecnico, professionisti delle mansioni sanitarie e operatori del servizio sanitario, ma solamente una piccola quota di questi ha avuto la possibilità di essere inserita nel mondo del lavoro della sanità laziale. Adesso le cose sono cambiate, ha spiegato D'Amato, grazie al raggiungimento di importanti risultati nella riduzione del disavanzo e in vista dell'imminente fine del periodo di commissariamento, prevista per la fine del 2018.

"Questa proposta può essere un utile detonatore, affinché si riapra un'importante stagione di concorsi pubblici", ha detto D'Amato, il quale ha tenuto a precisare, nella replica, che la legge approvata oggi non incide sulle procedure di stabilizzazione dei precari della sanità, avviate in forza del cosiddetto "decreto Madia".

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Rifiuti: Pascucci domani a Buongiorno regione

In diretta alle 7,30 da Pizzo del Prete

redazione martedì 26 giugno 2018
ciclo rifiuti
CERVETERI - Mercoledì 27 giugno a partire dalle ore 7.30 il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci sarà ospite della trasmissione del Tgr Lazio, Buongiorno Regione, che affronterà il tema dei rifiuti della Capitale.

L'appuntamento è in Via di Castel Campanile, 581 presso l'azienda biologica "Il Casale del Castellaccio".

"L'obiettivo - afferma Pascucci in una nota - è ribadire il No alla discarica a Pizzo del Prete. Roma, come tutti gli altri comuni d'Italia ha il dovere di chiudere il ciclo dei rifiuti nel suo territorio senza andare a scaricare i rifiuti nei comuni attigui. Cerveteri ha già fatto la sua parte e vogliamo difendere Pizzo del Prete dalla speculazione. Si tratta di un'area con un centro urbano, scuole e aziende agricole che sono un fiore all'occhiello per il nostro territorio e l'intera Regione. Come abbiamo fatto in questi anni continueremo la battaglia insieme ai comitati affinché Pizzo del Prete e Cerveteri non diventino la discarica di Roma".
 

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Lazio, Rifiuti: Varata la tariffazione puntuale

Sconti e agevolazioni per chi produce meno scarti

redazione venerdì 22 giugno 2018
raccolta differenziata
LAZIO - Approvata la delibera per l'applicazione della tariffazione puntuale dei rifiuti nei Comuni del Lazio entro il 2020: un provvedimento che punta ad incentivare la riduzione della produzione di rifiuti urbani e la crescita della raccolta differenziata attraverso un maggiore riciclo delle varie tipologie di scarti.

Così la Regione Lazio in un comunicato.

I criteri. Le linee guida per l'applicazione della tariffa puntuale, suddivisa in utenze domestiche e non domestiche, sono basate sul criterio della minimizzazione della produzione dei rifiuti e sul principio dell'equità. La Tarip, infatti, non sarà calcolata sulla base della superficie dell'abitazione e del numero dei componenti familiari, ma sarà definita, oltre ad una quota fissa, secondo la quantità dei rifiuti prodotti. Nella deliberazione, inoltre, sono individuate le azioni che gli Enti locali dovranno adottare per introdurre la tariffazione puntuale entro il 2020 e per la corretta verifica della produzione di rifiuti:

In particolare, i regolamenti comunali potranno essere aggiornati e prevedere una serie di misure volte a consentire una precisa "quantificazione" dei rifiuti prodotti dalle singole utenze con sistemi di identificazione, come l'utilizzo di contenitori dedicati (sacchi o bidoni) con codice a barra rimovibile; oppure dotati di trasponder o tessera magnetica che consentono la registrazione dei dati identificativi; o ancora contenitori con codice a barre serigrafato, che quantifichino i rifiuti conferiti mediante lettura laser.

"La Regione promuove un nuovo modello di gestione dei rifiuti con l'obiettivo di giungere a un piano tariffario basato su sconti e agevolazioni per gli utenti che produrranno meno scarti: vengono previsti anche sostegni economici per i Comuni, con specifici bandi per investimenti destinati all'acquisto di sistemi, strumenti e tecnologie utili a tracciare il ciclo dei rifiuti" dichiara il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

"Verranno premiati i cittadini maggiormente virtuosi in grado di differenziare correttamente i rifiuti e di ridurre al minimo gli scarti non riciclabili, con ricadute positive sull'efficienza del servizio e sulla diminuzione dei costi da corrispondere al proprio Comune" aggiunge Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti.

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Lazio, via a legge su rider e lavoro digitale

E' la prima in Italia, ora il testo in Consiglio

redazione giovedì 21 giugno 2018
RegioneLazio PrimoPiano
LAZIO - Presentata ieri alla Regione Lazio la legge sulle "Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali" approvata in Giunta. Il testo passa ora all'esame del Consiglio regionale per la discussione e l'approvazione.

Il percorso della legge. Il primo provvedimento il 15 maggio scorso, con la memoria di Giunta con cui avviare il percorso per approvare la legge. Dal 25 maggio al 14 giugno è stata invece a disposizione una consultazione pubblica online aperta a contributi, suggerimenti e proposte. Il 14 giugno c'è stato un tavolo con le parti sociali. Tanti gli incontri in queste settimane con tutti gli attori interessati.

Ecco quali sono i pilastri della legge, che non riguarda solo i rider ma in generale il lavoro digitale:

Salute e sicurezza. Si riconosce ai lavoratori la tutela sulla salute e la sicurezza. A carico della piattaforma l'assicurazione contro gli infortuni, malattia professionale e danni a terzi. E ancora: misure per la tutela psico-fisica del lavoratore, la manutenzione dei mezzi di lavoro, la formazione sulla sicurezza.

Tutela assistenziale e previdenziale. A carico della piattaforma l'assicurazione maternità e paternità.

Il compenso: aspetto sul quale si rimanda anche alla contrattazione collettiva, partendo però dalla base del rifiuto del compenso a cottimo e della ricerca di retribuzione su base oraria.

Obbligo di formazione e informazione. La piattaforma provvede alla formazione e offre chiarezza e trasparenza su tutte le condizioni contrattuali e lavorative.

Istituzione del portale del lavoro digitale e della Consulta dell'economia digitale. L'iscrizione al portale darà diritto all'accesso ai contributi messi a disposizione dalla Regione. La Consulta permetterà invece un continuo aggiornamento sulla legge e su un tema in continua evoluzione.

La risorse della Regione per garantire diritti La Regione stanzia un fondo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali per 2 milioni di euro per gli anni 2019/2020. Con queste risorse la Regione finanzia la formazione al lavoratore su salute e sicurezza e gli eroga forme di tutela integrative di natura previdenziale e assistenziale. Nel corso del 2018 viene stanziata la spesa di 100.000 euro per la realizzazione del Portale.

"Siamo molto contenti che una nostra suggestione lanciata agli inizi di maggio abbia trovato riscontro a livello di governo. Questo è un testo di legge che ha gettato un sasso nello stagno – ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questa legge non si fonda sull'idea del lavoro subordinato. Siamo contenti, invece, che la nostra idea sia stata presa seriamente a livello nazionale".

"È prevista inoltre la creazione del Portale del lavoro digitale composto dall'Anagrafe regionale e dal Registro regionale delle piattaforme digitali. I lavoratori e le piattaforme potranno iscriversi al Portale per accedere alle forme di tutela integrative che saranno finanziate con i 2 milioni di euro"- ha aggiunto Claudio Di Berardino, Assessore Lavoro e nuovi diritti, Politiche per la Ricostruzione.

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