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Sindaci, 'Italia in Comune' si presenta a Bari

Convention degli amministratori aderenti

redazione giovedì 7 giugno 2018
italia in comune bari
BARI - 'Ambizione', 'Coraggio', 'Idee'. Sono parole cariche di speranza quelle utilizzate dal sindaco di Matera, che apre i lavori della convention regionale di 'Italia in Comune', il partito di nuova formazione politica che, dopo la tappa parmense e quella romana di maggio, si è presentato, lunedì 4 giugno, a Bari, all'interno del teatro Forma.

"E ve lo dice la preveggenza di un 83enne'', scherza sulla sua età De Ruggieri che ha fotografato una situazione in cui "i sindaci oggi sono stanchi di contare i giovani che vanno via, il Sud corre il serio rischio di diventare una zavorra nazionale e l'Italia un gerontocomio".

E la soluzione è proprio ridisegnare l'Italia. "È questo il senso di un partito dei sindaci - conclude il Primo Cittadino della città che, contro ogni pronostico, si appresta a essere la capitale nazionale della Cultura- a me hanno insegnato che noi dobbiamo essere giraffe e non struzzi, dobbiamo saper coniugare i verbi al futuro".

Hanno fatto seguito al suo, una serie di interventi dei Sindaci di Puglia che hanno raccontato la loro esperienza amministrativa, la loro storia, fino all'approdo, appunto, alla formazione del partito definito 'delle buone prassi'.

I pochi dipendenti all'interno dei Comuni meridionali, al centro dell'intervento di Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva, che sottolinea il divario tra Nord e Sud anche nella organizzazione della macchina amministrativa - a svantaggio di quest'ultimo- e la sinergia tra Sindaci come possibile soluzione. "Una soluzione semplice a un problema complesso", spiega.

Commosso il ricordo del sindaco Abbaticchio di Bitonto che cita Guglielmo Minervini e i suoi laboratori di 'Bollenti Spiriti" come buona prassi da portare avanti anche con 'Italia in Comune'.

"Politica non è una parolaccia. È ancora una bella parola. Noi ci crediamo - dice e lancia subito una proposta - anzi, partiamo subito: entro ottobre ogni comune porti sul tavolo di questo patito una idea, un suggerimento per il rilancio del Sud".

A prendere la parola, anche amministratori del Salento, della Valle d'Itria, del foggiano.

"Mi sento a casa - dice il Sindaco di Bari, Decaro, intervenuto in veste di Presidente ANCI - siete tanti amministratori come me. Siete, siamo, i terminali più esposti. Siamo un po' amministratori di condominio, un po' parroco di quartiere. Siamo un po' tutto per i cittadini. Ma siamo anche la figura istituzionale più penalizzata e trascurata dalla politica nazionale".

Più politico il discorso di Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, tra i fondatori del partito ed, oggi, coordinatore nazionale.

"Non condivido il concetto di 'uomo nuovo' in politica. L'esperienza è un valore non un difetto, come ci vogliono far credere". E ancora:" 'Non si può fare' è questa la frase che si sente dire più spesso un sindaco. Noi vogliamo dimostrare che, no, si può fare! Lo dimostreremo con i fatti. Faremo insieme questa piccola rivoluzione, ripartendo dai valori e dai territori".

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Grando: "su Punta di Palo solo insinuazioni"

"M5s smetta di insultare e fare slogan"

redazione mercoledì 6 giugno 2018
ladispoli veduta aerea
LADISPOLI - "Il Movimento 5 stelle la smetta di fare beceri ed inutili comunicati stampa caratterizzati solo da slogan, insinuazioni e insulti".

Con queste parole il sindaco Alessandro Grando ha risposto alla presa di posizione dei penta stellati di Ladispoli in merito alla lottizzazione a Punta di Palo.

"I titoli ad effetto contro il sottoscritto e la mia maggioranza – prosegue il sindaco - sono diventati oramai un marchio di fabbrica. L'ultimo è stato a dir poco esilarante: "Grazie al Sindaco Grando Ladispoli è condannata a morte!". Davvero incredibile! La prossima volta mi incolperanno di essere la causa del buco dell'ozono e di aver fatto sciogliere i ghiacciai del Polo nord".

"L'accusa questa volta - spiega Grando - sarebbe quella di non aver fatto nulla per fermare l'intervento urbanistico a "Punta di Palo", un piano di lottizzazione che aveva già espletato tutto il suo iter approvativo prima che arrivassimo alla guida della città, con tanto di permessi di costruire già rilasciati. Questo il Movimento 5 stelle di Ladispoli lo sa bene, ma preferisce tacere e raccontare un'altra verità, dimostrando tutta la propria malafede. I numeri forniti sul progetto, poi, sono tutti sbagliati, e questo la dice lunga sull'approssimazione con cui vengono trattati certi argomenti e sul fatto che i grillini non sappiano nemmeno di cosa stanno parlando. Ho chiesto agli uffici comunali di effettuare i dovuti controlli sull'intero iter approvativo e, se ci sono state delle irregolarità, non esiteremo a revocare tutto. Naturalmente l'inizio dei lavori comporterà una accelerazione della procedura di verifica già in atto".

"È di poche settimane fa – prosegue Grando - la delibera con la quale abbiamo interrotto l'iter di 6 programmi integrati ereditati dalla precedente amministrazione, su questo il Movimento 5 stelle non ha speso neanche due righe. Evidentemente quando non ci sono appigli per insultarci viene meno il loro interesse a scrivere i comunicati stampa. Per quanto riguarda le aree turistico ricettive, invece, il Movimento 5 stelle ha finalmente gettato la maschera. In campagna elettorale dicevano di voler destinare l'area di Primo Mantovani al turismo all'aria aperta, ora vogliono fare di tutto per bloccare uno sviluppo di cui la nostra città ha disperatamente bisogno".

"Potrei suggerire al Movimento 5 stelle - continua il sindaco - di chiedere direttamente alle imprese di Ladispoli cosa pensano sull'argomento, ma a quanto pare l'ultima volta che hanno chiesto un incontro non si è presentato nessuno! Si mettano l'anima in pace i grillini. Hanno perso le elezioni, sono rimasti soli e il loro piano per far fallire la nostra città non vedrà mai la luce. Ladispoli ha bisogno di turismo, le imprese del nostro territorio stanno soffrendo una crisi senza precedenti e i cittadini hanno disperatamente bisogno di posti di lavoro. Noi stiamo lavorando per questo, in silenzio, mentre il Movimento 5 stelle non riesce a fare una proposta seria e concreta per il bene della città".

(foto wikipedia)

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Microcredito: sostenute oltre 1770 imprese

Finanziate dalla Regione grazie a 'Fondo Futuro'

redazione martedì 5 giugno 2018
finanziamenti pmi
LAZIO - Microcredito, grazie a 'Fondo Futuro' , in meno di un anno, la Regione Lazio ha già sostenuto 1.770 progetti d'impresa in tutta la regione finanziando negozi, attività culturali, progetti creativi, artigiani, innovatori, imprese di servizi per la persona. Gioiellerie, banchi di frutta, piccole aziende dell'information technology, bar, artigiani, commercianti.

Lo rende noto un comunicato della Regione Lazio.

Ieri la premiazione di 'Fondo Futuro' e la presentazione del vademecum rendicontazione con 372 imprese che hanno avuto un'opportunità grazie alla seconda finestra di 'Fondo futuro', da 9 milioni di euro. Le risorse sono andate esaurite in soli tre giorni. Di queste, 189 si trovano in provincia di Roma, 81 in quella di Rieti, 51 in quella di Latina, 34 in quella di Frosinone e 17 in quella di Viterbo.

In particolare, per quanto riguarda i settori produttivi:

90 attività per il commercio,
87 servizi,
83 somministrazione alimenti e bevande,
63 artigianato,
26 turismo,
14 edilizia,
9 sanità.

188 erano imprese già costituite e operative, 184 nuove imprese in fase di avvio. I promotori dei progetti: 126 under 30, 107 tra i 31 e i 40 anni, 139 over 40, 190 uomini e 182 donne.

Oltre 30 milioni di investimenti entro il 2020. Previsto un investimento sul Fondo Futuro di 31,5 milioni di euro fino al 2020. La prossima primavera al via una nuova tranche di investimenti da 9 milioni di euro.

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Lazio, Ok Consiglio a Bilancio e Stabilità 2018

Ripristinato prelievo solidarietà su vitalizi

redazione sabato 2 giugno 2018
aula pisana quattro
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato con 25 voti a favore, 12 contrari, 13 astenuti, la legge di stabilità regionale 2018 (proposta di legge n. 23/2018) e il Bilancio di previsione 2018-2020 (pl 24). Presente il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il quale è intervenuto più volte nel corso della seduta, l'Aula ha approvato anche la Proposta di deliberazione consiliare n. 11/2018, "Bilancio di previsione del Consiglio regionale del Lazio 2018-2020". Al termine delle votazioni, Leodori ha aggiornato la seduta a mercoledì prossimo, 6 giugno, per l'esame degli ordini del giorno collegati alla manovra.

La proposta di legge di stabilità regionale (pl 23) definisce il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione attraverso l'adozione di norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio di previsione, vale a dire il 2018. In particolare, con l'articolo 1 si provvede al rifinanziamento e al definanziamento e alla rimodulazione delle leggi regionali di spesa riportate negli allegati A e B.

Il "Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2018-2020" (pl 24), cui la legge d'autorizzazione all'esercizio provvisorio fa riferimento, quantifica le entrate e le spese complessive, al netto delle poste tecniche e delle partite di giro, in 19,6 miliardi di euro per il 2018, in 16,4 miliardi per il 2019 e in 16,4 miliardi per l'anno 2020 in termini di competenza. Al lordo delle poste tecniche e delle partite di giro le cifre sono queste: 36,8 miliardi di euro per il 2018, 31,1 miliardi per il 2019 e 31,1 miliardi per il 2020 in termini di competenza, nonché in euro 31,8 in termini di cassa per il 2018. Il limite massimo di ricorso al mercato finanziario è fissato in 1,35 miliardi di euro per l'anno 2018 (articolo 5). Con il Bilancio di previsione, la Regione approva anche i bilanci degli enti regionali allegati in sintesi allo stesso.

Tra le proposte emendative approvate, un subemendamento sottoscritto da tutti i membri dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale in materia di vitalizi introduce nuovamente il cosiddetto contributo di solidarietà, un prelievo sugli assegni erogati agli ex consiglieri regionali. Si tratta di un provvedimento già adottato nella scorsa legislatura per tre anni, che a fine 2017 era cessato. Questa volta il contributo di solidarietà avrà durata quinquennale e i risparmi ottenuti serviranno a potenziare le misure per l'abbattimento delle liste e dei tempi di attesa nella sanità, attraverso un apposito fondo. Il risparmio atteso è stato quantificato in 12,5 milioni di euro per i prossimi 5 anni, così ripartito: 1,25 milioni per gli ultimi sei mesi del 2018 e per i primi sei del 2023; 2,5 milioni di euro per ciascuna annualità 2019, 2020, 2021 e 2022.

Nel campo della viabilità, un emendamento alla legge di bilancio stanzia cinque milioni di euro per l'anno 2019 per interventi di viabilità per le strade di Roma Capitale. L'emendamento si aggiunge a un altro stanziamento di 30 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria sulla rete viaria regionale. Un emendamento ad hoc interviene per la costruzione di una nuova rotatoria nella Pontina.

Altri emendamenti accolti riguardano: maggiori risorse per contrastare l'abusivismo, attraverso il monitoraggio; stanziamenti sono previsti per il contrasto agli incendi boschivi; il finanziamento del fondo regionale per la ripubblicizzazione dell'acqua; sostegno allo sviluppo e all'occupazione nella zona dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano (Fr); si finanzia anche il Registro regionale tumori; misure a sostegno delle famiglie con figli affetti da autismo; sostegno al reinserimento nel mondo del lavoro dei disoccupati over 40; fondi sono assegnati all'accordo di programma con i vigili del fuoco, per garantirne la presenza nelle isole pontine e nell'isola di Ventotene nei mesi di luglio e agosto; con un emendamento si stanziano fondi per la sicurezza e la polizia locale; 190 mila euro sono destinati al finanziamento delle rievocazioni storiche nei comuni del Lazio; fondi anche per interventi a sostegno della popolazione detenuta del Lazio; un emendamento incrementa i fondi destinati a promuovere l'internazionalizzazione delle imprese del Lazio.

Il bilancio di previsione del Consiglio regionale del Lazio per l'esercizio finanziario 2018-2020 (proposta di deliberazione consiliare n. 11 del 10 maggio 2018) prevede spese per circa 60,4 milioni di euro (al netto di 13,963 milioni di euro di servizi per conto terzi e partite di giro). A parte 1,57 milioni di euro di fondi accantonamenti – il totale delle spese riguarda la "Missione 1" (Servizi istituzionali, generali e di gestione) per un ammontare di 59.801.633,16 euro così ripartiti:

38.786.458,75 euro per il programma 1 ("Organi istituzionali), le cui voci più consistenti sono: 18,6 milioni di euro per i vitalizi; 10,7 milioni di euro per indennità consiglieri, assessori e organi di controllo; 3,78 milioni di euro per i gruppi consiliari; 2,3 milioni di euro di Irap.

17.527.500 euro per il programma 3 ("Gestione economica e finanziaria").

3.329.674,41 euro per il programma 6 ("Ufficio tecnico").

158.000 euro per il programma 10 ("Risorse umane") per la formazione del personale e i servizi sanitari.

Per quanto riguarda le entrate della Pisana, sono previsti 60 milioni di euro di trasferimenti dalla Giunta per il funzionamento del Consiglio regionale; poco meno di 203.000 euro di contributo dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), per l'esercizio delle funzioni delegate da parte del Comitato regionale delle comunicazioni (Corecom).

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Lazio, Consiglio regionale approva Defr

La manovra di Bilancio entra nel vivo

redazione giovedì 31 maggio 2018
aula pisana quattro
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato ieri a maggioranza il Documento di economia e finanza regionale 2018-2020 (Defr, Proposta di deliberazione consiliare n.9/2018). Si tratta di un documento propedeutico alla manovra di bilancio vera e propria, che è costituita dalla proposta di legge n. 23 del 2018 (legge di stabilità 2018) e dalla pl n. 24 del 2018 (Bilancio previsionale 2018-2020). L'approvazione di questi documenti dovrà porre termine alla gestione provvisoria in atto dal 31 marzo scorso, che ha fatto seguito al trimestre di esercizio provvisorio del bilancio, approvato a dicembre dell'anno scorso dal Consiglio della passata legislatura.

Alla presenza del presidente della Regione Zingaretti e dopo la comunicazione all'Aula del parere favorevole reso in mattinata dal Comitato regionale di controllo contabile sul bilancio degli enti, il testo è stato esaminato e quindi approvato, modificato in alcune sue parti da dodici emendamenti (di cui uno ne accorpa due e un altro tre, per un totale di quindici proposte emendative accolte) provenienti dalle opposizioni, ma per la maggior parte riformulati dall'assessore al Bilancio prima di essere votati dall'Aula. Vari altri emendamenti sono stati invece bocciati o ritirati dai presentatori, in alcuni casi perché non coerenti con la natura programmatoria e non gestionale dell'atto in esame.

Il Defr definisce gli obiettivi della manovra di bilancio regionale e costituisce lo strumento a supporto del processo previsionale. Vi si trovano le principali evidenze socioeconomiche, strutturali e congiunturali che hanno influito sulle scelte di politica economica regionale.

Tra le dinamiche illustrate dall'assessore al Bilancio: la crescita tendenziale del Pil reale superiore all'1 per cento nel 2017 che dovrebbe mantenersi nell'anno in corso, per poi ridursi nel 2019 e tornare a crescere nel 2020. I consumi dovrebbero aumentare complessivamente dell'1,5 per cento, gli investimenti fissi lordi dovrebbero manifestare tassi annui di crescita compresi tra il 3,5 e il 4 per cento. Il Defr fa anche il punto sulle politiche della Strategia Europa 2020: alla fine del 2017, il valore dei bandi per la selezione degli interventi era superiore a 1,6 miliardi di euro, circa il 62,1 per cento della dotazione complessiva. Gli impegni assunti ammontavano a 580 milioni di euro.

Nell'esercizio finanziario 2016, la Regione Lazio ha ridotto rispetto all'anno precedente il disavanzo di quasi il 50 per cento, passando da un risultato di amministrazione lordo di meno 2,03 miliardi di euro a meno 1,016 miliardi.

Nel 2017: meno 450 milioni di euro. Sul fronte della spesa sanitaria regionale, nel 2016, il risultato di esercizio, risultante dal Bilancio consolidato del sistema sanitario regionale (SSR), si è attestato a 136,5 milioni, con un miglioramento rispetto all'esercizio 2015 di 199 milioni. L'incidenza della spesa sanitaria sulla spesa regionale complessiva nel 2015 era pari al 75 per cento. Tra gli altri argomenti trattati dal Defr: le politiche di rientro dal debito; il riordino delle società partecipate regionali e le politiche sul patrimonio immobiliare; il quadro programmatico di finanza pubblica per il triennio 2018-2020.

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