Venerdì, 18 Settembre 2020
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Categoria: primo piano

Lazio, un Giorno per i caduti delle Forze Ordine

Scelto il 29 ottobre per celebrarne la memoria

redazione giovedì 6 agosto 2020
consiglio bandiere a lutto
LAZIO- Il Consiglio regionale di Lazio, presieduto da Mauro Buschini, ha approvato a con 38 voti favorevoli e un astenuto l'istituzione della Giornata della Memoria per gli appartenenti alle forze di polizia caduti nell'adempimento del dovere.

La proposta di legge, prima firmataria Valentina Grippo (Pd), è stata condivisa da consiglieri di tutte le forze politiche. Sarà celebrata il 29 ottobre, data in cui fu istituita, su proposta del giudice Giovanni Falcone, la Direzione investigativa antimafia: "Una data – ha spiegato Grippo nell'illustrazione - che rappresenta tutte le forze di polizia e ricorda anche la figura Falcone".

Il 29 ottobre di ogni anno, saranno promosse iniziative in tutto il territorio regionale. Per questo la Giunta e la presidenza del Consiglio regionale avranno a disposizione 120 mila euro nel triennio 2020-2022.

Nel corso della discussione generale, dopo la consigliera Grippo, sono intervenuti, Fabrizio Ghera (FdI), Giancarlo Righini (FdI), Massimiliano Maselli (FdI), Valentina Corrado (M5s), Enrico Cavallari (gruppo misto), Daniele Giannini (Lega), Laura Cartaginese (Lega) che hanno apprezzato l'iniziativa e sottolineato la necessità di farla diventare parte di interventi più ampi, a favore delle famiglie dei caduti e di diffusione della cultura della legalità fra le nuove generazioni. Davide Barillari (gruppo misto) ha sottolineato "che non basta una giornata della memoria" e ha ricordato la sua proposta di legge per la creazione di una commissione speciale sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel Lazio.

Nella legge, con due emendamenti, sono state inserite anche due norme che riguardano altri campi: la prima modifica la figura del segretario generale della Giunta, la seconda proroga di un anno la durata della commissione speciale sui piani di zona.

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Lazio, un Giorno per i caduti delle Forze Ordine

Scelto il 29 ottobre per celebrarne la memoria

redazione giovedì 6 agosto 2020
consiglio bandiere a lutto
LAZIO- Il Consiglio regionale di Lazio, presieduto da Mauro Buschini, ha approvato a con 38 voti favorevoli e un astenuto l'istituzione della Giornata della Memoria per gli appartenenti alle forze di polizia caduti nell'adempimento del dovere.

La proposta di legge, prima firmataria Valentina Grippo (Pd), è stata condivisa da consiglieri di tutte le forze politiche. Sarà celebrata il 29 ottobre, data in cui fu istituita, su proposta del giudice Giovanni Falcone, la Direzione investigativa antimafia: "Una data – ha spiegato Grippo nell'illustrazione - che rappresenta tutte le forze di polizia e ricorda anche la figura Falcone".

Il 29 ottobre di ogni anno, saranno promosse iniziative in tutto il territorio regionale. Per questo la Giunta e la presidenza del Consiglio regionale avranno a disposizione 120 mila euro nel triennio 2020-2022.

Nel corso della discussione generale, dopo la consigliera Grippo, sono intervenuti, Fabrizio Ghera (FdI), Giancarlo Righini (FdI), Massimiliano Maselli (FdI), Valentina Corrado (M5s), Enrico Cavallari (gruppo misto), Daniele Giannini (Lega), Laura Cartaginese (Lega) che hanno apprezzato l'iniziativa e sottolineato la necessità di farla diventare parte di interventi più ampi, a favore delle famiglie dei caduti e di diffusione della cultura della legalità fra le nuove generazioni. Davide Barillari (gruppo misto) ha sottolineato "che non basta una giornata della memoria" e ha ricordato la sua proposta di legge per la creazione di una commissione speciale sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel Lazio.

Nella legge, con due emendamenti, sono state inserite anche due norme che riguardano altri campi: la prima modifica la figura del segretario generale della Giunta, la seconda proroga di un anno la durata della commissione speciale sui piani di zona.

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Lazio, approvato il nuovo Piano gestione rifiuti

Sei sedute, circa 130 emendamenti approvati su 700

redazione mercoledì 5 agosto 2020
Aula 50 PrimoPiano
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio (la Proposta di deliberazione consiliare n. 40 del 10 dicembre 2019). Il voto finale è arrivato al termine di una seduta iniziata martedì 28 luglio e conclusa oggi, dopo sei sessioni di Aula in cui sono stati approvati circa 130 emendamenti sugli oltre 700 presentati. Alcuni di questi hanno innescato ampi dibattiti, come quelli sulla definizione degli ambiti territoriali ottimali e quelli sui termovalorizzatori.

Il nuovo Piano si articola in quattro parti: la "Sezione Rifiuti Urbani", che ha impegnato maggiormente l'Aula, con cinque sedute dedicate; la "Sezione Rifiuti Speciali"; la "Sezione Criteri di Localizzazione"; infine, la "Valutazione ambientale strategica" (Vas), non emendabile.

Nella seduta del 28 aprile, l'assessore Massimiliano Valeriani aveva illustrato i punti principali della proposta di delibera e replicato agli interventi della discussione generale. Oggi, il Consiglio ha concluso l'iter dopo aver ampiamente dibattuto sulle due questioni principali, che già avevano attirato l'attenzione nel corso della discussione generale. Si tratta della definizione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato), le zone in cui viene diviso il territorio regionale per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti stessi, e la questione dei termovalorizzatori.

Sul primo punto, alla fine, l'Aula ha approvato un emendamento dell'assessore Valeriani che prevede il ritorno alla definizione degli Ato su base provinciale, cancellando quindi la previsione di un sub ambito riferito alla città di Roma. Che però sarà comunque obbligata a essere autosufficiente per quanto riguarda gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, discariche comprese. Stesso principio si applicherà anche alla Provincia, quella che l'assessore ha definito "la ciambella": il territorio dell'area metropolitana escluso il Comune di Roma. In base all'emendamento di Valeriani (votato con alcuni subemendamenti), i cinque Ato dovranno essere autosufficienti, ma una volta raggiunto questo obiettivo non potranno essere autorizzati nuovi impianti se non di nuova tecnologia, nel rispetto dei principi dell'economia circolare.

I singoli Comuni, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del Piano, potranno chiedere di essere assegnati a un Ato differente da quello "territoriale". Fino al raggiungimento dell'autosufficienza, gli Ambiti potranno utilizzare impianti presenti in altri Ato, per un periodo massimo di 36 mesi. Entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del Piano sul bollettino ufficiale, infine, il Consiglio regionale dovrà approvare una legge che regoli il funzionamento degli Ato e degli enti di gestione.

Sulla questione dei termovalorizzatori, invece, la discussione è stata innescata da una serie di emendamenti presentati (e respinti dall'Aula) da Giuseppe Simeone. "Questo è un punto importante per noi – ha detto il presidente del gruppo di Forza Italia nell'illustrare le sue proposte emendative – per noi la termovalorizzazione chiude veramente il ciclo dei rifiuti nel Lazio". Per questo Simeone ha invitato la Giunta a "dire come avete intenzione di trattare questa materia che esce dai Tmb". L'assessore Valeriani ha replicato spiegando che "questo elemento della termovalorizzazione non ci convince. Lo abbiamo detto a più riprese, le opinioni sono nettamente differenti. Noi abbiamo costruito un Piano che punta a marginalizzare sempre di più gli impianti di smaltimento, termovalorizzazione e discariche, in cui abbiamo posto come obiettivo prioritario la riduzione dei rifiuti, l'aumento della raccolta differenziata e, coerenti con le previsioni dell'economia circolare, il recupero e il riuso. Da qui l'opzione di riconversione di tutti i Tmb presenti nel Lazio, che dovranno diventare, come Colleferro, impianti che recuperano la materia. Meno rifiuti. Più riciclo. Più riuso. Meno quantità da portare a smaltimento", ha detto Valeriani.

Al termine della seduta, il presidente Buschini ha comunicato all'Aula che la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha stabilito di rinviare a dopo la pausa estiva l'esame degli ordini del giorno collegati alla proposta di deliberazione consiliare.

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Lazio,Piano Rifiuti:ok a nuovo assetto degli ATO

Cancellata la previsione di un sub ambito per Roma

redazione mercoledì 5 agosto 2020
ingresso consiglio regionale
LAZIO - Prosegue, in Consiglio regionale, l'esame del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. Riguarda uno dei nodi più discussi di tutto il Piano rifiuti: la definizione e le caratteristiche degli Ambiti territoriali ottimali (Ato), ovvero le zone in cui viene diviso il territorio regionale per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti stessi.

Nell'emendamento approvato a maggioranza, con l'astensione delle opposizioni, si torna alla definizione degli Ato su base provinciale. E' stata cancellata, dunque, la previsione di un sub ambito per quanto riguarda la città di Roma. Che però sarà comunque obbligata a essere autosufficiente per quanto riguarda gli impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, discariche comprese. Stesso principio si applicherà anche alla Provincia, quella che l'assessore ha definito "la ciambella": il territorio dell'area metropolitana escluso il Comune di Roma.

I cinque Ato dovranno essere autosufficienti, ma una volta raggiunto questo obiettivo non potranno essere autorizzati nuovi impianti se non di nuova tecnologia, nel rispetto dei principi dell'economia circolare. I singoli Comuni, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del Piano, potranno chiedere di essere assegnati a un Ato differente da quello "territoriale". Fino al raggiungimento dell'autosufficienza, gli Ambiti potranno utilizzare impianti presenti in altri Ato, per un periodo massimo di 36 mesi.

Entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del Piano sul bollettino ufficiale, infine, il Consiglio regionale dovrà approvare una legge che regoli il funzionamento degli Ato e degli enti di gestione.

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Lazio, riparte il progetto 'Ossigeno'

10 milioni per una Regione sempre più green

redazione martedì 4 agosto 2020
alberi
LAZIO - Riparte il progetto OSSIGENO per la piantumazione di 6 milioni di alberi, uno per ogni cittadino della regione. La Regione Lazio investe in un nuovo Avviso di Manifestazione di Interesse rivolto agli Enti pubblici o di diritto pubblico, agli Enti di diritto privato accreditati dalla Regione Lazio e agli Enti del terzo settore per selezionare proposte progettuali volte alla piantumazione di alberi e arbusti, preferenzialmente autoctoni.

Il progetto OSSIGENO fa parte del più ampio programma di azioni LAZIO GREEN con l'obiettivo di contrastare il cambiamento climatico, compensare le emissioni di CO2, proteggere la biodiversità. Il 21 novembre 2019, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi e della Festa dell'Albero promossa da Legambiente, è entrata nel vivo la messa a dimora dei primi 5.000 alberi e arbusti provenienti dal Vivaio del Parco Regionale dei Monti Aurunci, con il coinvolgimento di scuole e università pubbliche del Lazio, ospedali e centri anziani, Parchi Regionali, Istituti Culturali, Dimore storiche, musei, biblioteche, beni demaniali, ATER, IPAB e tanto altro.

Oggi il progetto riparte con un nuovo Avviso pubblico, online da giovedì 6 agosto p.v. Le proposte progettuali dovranno essere inviate all'indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC): Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , secondo le specifiche riportate nell'Avviso, entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione.

Sia gli alberi sia le opere necessarie alla piantumazione saranno totalmente a carico della Regione Lazio e non prevedono alcun onere per i beneficiari, ad eccezione della successiva manutenzione delle piante.

Tutte le informazioni sono disponibili sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, nella sezione Avvisi e Bandi del sito www.regione.lazio.it, sul sito dedicato al progetto OSSIGENO www.regione.lazio.it/rl/ossigeno/ e sulla piattaforma "Sistema Acquisti Telematici della Regione Lazio – S.TEL.LA", accessibile sul sito della https://stella.regione.lazio.it/Portale/.

"Con 10 milioni di euro per il triennio 2020/2022 riprendiamo un discorso che si è interrotto qualche mese fa, riparte infatti il progetto OSSIGENO per fare del Lazio la prima regione green in Italia. Con l'emergenza Covid siamo stati costretti a riorganizzare l'agenda delle priorità, ma nel segno della ripartenza stiamo riavviando le grandi azioni strategiche che avevamo predisposto. Il progetto OSSIGENO è una di queste, e realizzarlo oggi è ancora più importante di prima, è il segno tangibile che la rinascita è possibile, e con grande entusiasmo torno a parlare in maniera concreta di questa iniziativa. Vogliamo non solo finanziare progetti di fornitura e messa a dimora degli alberi più interessanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma sostenere idee che si ispirino ai principi di educazione alla sostenibilità ambientale di tutta la cittadinanza. Usciremo dalla crisi sociale ed economica provocata dal Coronavirus solo se sapremo imprimere una vera svolta al nostro modello di sviluppo, a partire dalla valorizzazione dei beni naturalistici e dalla necessità di una lotta radicale alle cause dei cambiamenti climatici. La Regione Lazio c'è, non molliamo di fronte a nessuna difficoltà perché siamo convinti che la partecipazione mirata alla crescita del patrimonio ambientale di qualità rappresenta una garanzia di benessere delle nuove generazioni". Così il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti.

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