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Bracciano, Padre Pio: inaugurati nuovi reparti

Nuovi locali per analisi, sala gessi e W.S

redazione lunedì 18 marzo 2019
ospedale padre pio
BRACCIANO - L'assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato accompagnato dal Commissario straordinario della Asl Roma 4, Giuseppe Quintavalle ha inaugurato questa mattina il nuovo laboratorio di analisi, la sala gessi e la Week Surgery dell'ospedale Padre Pio di Bracciano.

I lavori di riqualificazione sono stati finanziati con circa 1,3 mln di euro (di questi 300 mila a carico della Asl) e hanno riguardato un'intera ala dell'ospedale Padre Pio. E' stata realizzata un'ampia sala d'aspetto con bellissima vista sul panorama della città e del lago, un'accoglienza sia per la sala prelievi che per le nuove sale gessi i e tre nuovi ambulatori generici. Tutta l'area è dotata di aria condizionata e illuminazione a led. La nuova area Week Surgery permetterà ricoveri in degenza in stanze confortevoli, moderne, migliorando così l'accoglienza.

"Questo ospedale rappresenta un paradigma di come la sanità del Lazio sia cambiata e stia rinascendo. Era un ospedale che era stato chiuso con un decreto, lo abbiamo salvato e torniamo ad investire con un nuovo laboratorio di analisi – ha commentato D'Amato nel corso della cerimonia - più moderno e funzionale che permetterà di incrementare l'attività e il numero delle analisi. La nuova sala gessi e la week surgery ci permetteranno di offrire un servizio sempre più rivolto alla cura del paziente. Gli spazi sono stati ristrutturati per migliorare l'accoglienza e la funzionalità in un processo di umanizzazione delle cure".

"I lavori non finiscono qui, stiamo predisponendo la riqualificazione del piano secondo per adibirlo a spogliatoio di tutto il personale infermieristico e medico operante nell'ospedale. Inoltre – ha concluso Quintavalle - sono in fase di consegna i lavori di adeguamento e messa a norma antincendio con la realizzazione di due nuove scale di emergenza".

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Rifiuti: Cerveteri impugna al Tar aree bianche

Contro la determina della Città Metropolitana

redazione venerdì 15 marzo 2019
palazzo valentini
CERVETRI - Il comune di Cerveteri ha impugnato al Tar del Lazio la determina della Città Metropolitana di Roma che individua le cosiddette aree bianche, ovvero i territori all'interno della provincia di Roma nei quali è possibile conferire i rifiuti o impianti di gestione degli scarti prodotti da Roma Capitale.

A renderlo noto è un comunicato del sindaco Alessio Pascucci che in Città Metropolitana è consigliere di opposizione e presidente della commissione bilancio.

Nell'atto di impugnazione si chiede: "l'annullamento della Determinazione Dirigenziale R.U. 5545 del 20/12/2018, che stabilisce i criteri di localizzazione degli impianti individuati dal Piano di Gestione dei Rifiuti del Lazio approvato con D.C.R. n. 14 del 18 gennaio 2012 in quanto tale localizzazione non tiene conto delle osservazioni portate dal Comune di Cerveteri relative a puntuali riferimenti a vincoli diretti relativi alle c.d. zone bianche rimasti inspiegabilmente prive di riscontro e valutazione nei provvedimenti della Città Metropolitana".

Sotto altro ma non meno rilevante profilo: "le aree appresso identificate come nn. 1, 2 e 3, risultano essere ricomprese nel perimetro del Piano di Gestione UNESCO di Cerveteri e Tarquinia il quale rappresenta lo strumento principale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, storico ed archeologico del Comune di Cerveteri ed è il punto cardine dell'intera azione amministrativa". Tanto basterebbe a far ritenere "radicalmente inidonee ad ospitare discariche ed impianti tutte le aree bianche, nessuna esclusa, erroneamente indicate all'interno del Comune di Cerveteri da Città Metropolitana".

Deve tuttavia ulteriormente rilevarsi: "come non solo in prossimità, ma addirittura all'interno di tutte e sei le aree classificate come "bianche" da Codesta Amministrazione, come più dettagliatamente precisato in seguito, si rilevi la presenza di case sparse e/o edifici, oltre ad una serie di aziende con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità di cui all'art. 21 del D.lgs. 18 maggio 2001 n. 228, che costituiscono una risorsa di particolare interesse provinciale e regionale che questa stessa Amministrazione considera essere fattori di attenzione progettuale, ritenendo penalizzati gli impianti che sorgono in prossimità di tali aree".

Considerato che il 78% dei rifiuti prodotti nel territorio di Città Metropolitana proviene da Roma Capitale "è ovvio che qualsiasi sito destinato ad ospitare la detta percentuale non possa essere individuato come nel caso di specie all'estremo nord in posizione indiscutibilmente decentrata. Le strade di collegamento verso i siti ipotizzati sono costituite da carreggiate di campagna insufficienti ed inidonee ad ospitare il traffico dei mezzi pesanti provenienti da una realtà come Roma; non risulta presente alcun collegamento ferroviario trattandosi di zone prettamente rurali".

"Come sindaco di Cerveteri ho il dovere di tutelare il mio territorio e farò tutto quanto in mio potere per impedire che i rifiuti di Roma vengano scaricati nel nostro territorio che è fra l'altro sito Unesco. Il nostro Comune - afferma Alessio Pascucci - per quanto riguarda la raccolta differenziata a febbraio del 2019, anche grazie al grande lavoro dell'Assessora all'ambiente Elena Gubetti, ha raggiunto il 70,34%, ben 25 punti percentuali sopra la media della regione Lazio che è al 45.5%. Numeri che sono frutto del lavoro di questa Amministrazione con il contributo dei nostri concittadini. La sindaca Raggi prenda esempio dai tanti comuni come il nostro che rappresentano un modello virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti e abbandoni l'idea ingiusta e irresponsabile di scaricare sui nostri territori l'incapacità e l'incompetenza nel gestire l'emergenza rifiuti della Capitale", conclude il sindaco Pascucci.

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Lazio, una legge ad hoc per tutelare i rider

Di Berardino: colmare un vuoto normativo

redazione mercoledì 13 marzo 2019
aula pisana tre
LAZIO - Con la relazione introduttiva dell'assessore al Lavoro, Claudio Di Berardino, il Consiglio regionale del Lazio, presieduto dal vicepresidente Giuseppe Cangemi (Gruppo misto), ha iniziato l'esame della proposta di legge regionale n. 40, "Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali", un provvedimento che mira alla tutela dei lavoratori della cosiddetta "gig economy", vale a dire quel modello economico in cui il lavoro è on demand, cioè solo quando c'è richiesta per i propri servizi, prodotti o competenze, e domanda e offerta vengono gestite online attraverso piattaforme e app dedicate.

"Esiste un vuoto normativo a cui i governi nazionali che si sono succeduti non hanno pensato di porvi rimedio", ha spiegato l'assessore al Lavoro, Claudio Di Berardino, aprendo la sua relazione illustrativa.

"Secondo le stime della Cgia di Mestre – ha riferito Di Berardino - nel Lazio sono quasi 100 mila i lavoratori e le lavoratrici digitali, di cui 7 mila sono rider che svolgono assieme ad altre figure la loro attività quotidiana, senza le più elementari tutele e diritti come la malattia, l'infortunio sul lavoro, la maternità, e senza una retribuzione contrattata, bensì lasciata esclusivamente alle condizioni dettate dai datori di lavoro".

La nuova proposta ha come principio la promozione dello sviluppo responsabile della nuova economia legata alle piattaforme digitali, proteggendo i lavoratori indipendentemente dalla natura subordinata o autonoma del rapporto di lavoro. Tra le misure che la proposta di legge introduce: la tutela della salute e della sicurezza, incentivando la formazione obbligatoria a carico delle piattaforme e stabilendo la manutenzione dei mezzi di lavoro a carico della piattaforma; la tutela assistenziale e previdenziale, con l'obbligatorietà della copertura assicurativa e la promozione di forme di tutela integrative.

Inoltre, viene stabilito un principio sul compenso che non può in ogni caso essere inferiore alla misura oraria minima determinata dai contratti collettivi di settore. La proposta di legge dispone, dunque, un divieto per le piattaforme digitali di ricorrere al compenso a cottimo e indica anche gli strumenti operativi di cui la Regione si dota al fine di promuovere lo sviluppo responsabile del lavoro e dell'economia digitale: portale del lavoro digitale, che si compone dell'anagrafe regionale del lavoro digitale e del registro regionale delle piattaforme digitali; consulta dell'economia e del lavoro digitale, quale organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro digitale; programma annuale degli interventi, che individua le misure, le agevolazioni e le attività che si intende mettere in atto in materia di lavoro digitale, con particolare riferimento al sistema bilaterale; protocolli di intesa con Inps e Inail per l'attuazione delle tutele previdenziali e assicurative.

Lo stanziamento previsto è di 2,1 milioni di euro: un milione per ciascuna annualità 2019 e 2020 è destinato al "Fondo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali", centomila euro servono alla creazione del portale del lavoro digitale della Regione Lazio.

L'esame della proposta di legge che riguarda i cosiddetti rider, ma non solo, ha superato lo sbarramento di due questioni, una pregiudiziale e una sospensiva, entrambe respinte, avanzate dai consiglieri del Movimento 5 stelle e di centrodestra. La prima si basava sull'analisi tecnica normativa dell'Ufficio legislativo del Consiglio regionale che aveva sollevato diversi profili di incostituzionalità presenti nel testo. La questione sospensiva, invece, conteneva la proposta di trattare il testo "successivamente l'entrata in vigore della riforma nazionale dei lavoratori digitali".

Prima del voto sulle due questioni sollevate, sono intervenuti i consiglieri Ghera, Parisi, Giannini e Pirozzi. E' poi intervenuta la relatrice di maggioranza, Eleonora Mattia (Pd), secondo la quale "la dignità del lavoro e la sua tutela devono passare per il rispetto della persona, e questo è il punto di partenza della discussione e l'intento della proposta di legge".

Assoluta contrarietà a questa proposta di legge ha espresso la relatrice di minoranza Roberta Lombardi. "Sembra – ha spiegato Lombardi – una gara a mettere una bandierina a chi fa prima, dopo l'annuncio del Governo di voler intervenire nella materia". A tal proposito, Lombardi ha spiegato che, a suo avviso, la proposta di legge viola direttamente le competenze statali in materia di ordinamento civile e indirettamente quelle in materia di giurisdizione e norme processuali, quelle in materia di tutela della concorrenza e quelle sulla previdenza sociale. Lombardi ha anche criticato la "rigidità" che questo provvedimento darebbe a un settore dinamico del mercato del lavoro, in un momento di difficoltà economiche.

Ultimo intervento, Marta Bonafoni (Lista Zingaretti) ha invitato a non chiudere le porte a una discussione che offre una possibilità di ascolto a una categoria di lavoratori che oggi non ha tutele, "soggetti che ci chiedono di legiferare come Regione, di esprimere una volontà politica rispetto a una situazione che non è più tollerabile".

Nel corso della seduta, l'Aula ha osservato un minuto di silenzio per le vittime del disastro aereo avvenuto domenica ad Addis Abeba, in Etiopia e che ha coinvolto anche tre cittadini del Lazio, Paolo Dieci, Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti. Nell'occasione il presidente Cangemi ha voluto ricordare anche il dipendente del Consiglio regionale Mauro Corsi, scomparso domenica scorsa dopo una lunga malattia.

L'esame della proposta di legge 40 riprenderà giovedì 14 marzo alle ore 11.

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LAZIOSound:grande successo, oltre 450 iscritti

Tutti giovani di età compresa tra 15 e 35 anni

redazione martedì 12 marzo 2019
lazio sound
LAZIO - Grande successo per LAZIOSound, il programma di sostegno ai giovani talenti musicali del Lazio. Oltre 450 gli iscritti al concorso lanciato nel mese di febbraio, tutti giovani di età compresa tra 15 e 35 anni che hanno deciso di cogliere questa straordinaria occasione per fare emergere il proprio talento musicale con l'ambizione, la voglia e la concreta possibilità di trasformare una grande passione in una vera e propria professione.

Lo rende noto un comunicato della Regione Lazio.


Il bando scade il prossimo 15 marzo e prevede la selezione delle proposte migliori su RadioRock e 5 eventi nei migliori locali di Roma. Saranno selezionate, attraverso una giuria di esperti, le migliori 16 band/artisti. Promozione, distribuzione, partecipazione ai migliori festival, anche di caratura internazionale: questi i premi messi a disposizione anche grazie alla collaborazione di realtà musicali ed etichette come Atcl, Meeting delle Etichette Indipendenti, Dominio Pubblico, Marte Live System, Arte2o, Smash, Blond Records e CinicoDisincanto. Ai finalisti sarà offerta anche la possibilità di partecipare a tour di livello internazionale nei migliori locali di Tokyo con la possibilità di esibirsi a Montreal, in occasione del Canadaday.

Molti i generi in cui si sono cimentate le band che stanno partecipando al concorso: duecento hanno scelto l'Indie, il Pop e ancora Country, Unplugged, quasi 90 hanno preferito Rock - Rock'Roll, Reggae, Punk Rock e Heavy Metal. Composizione, Classica, Jazz, Elettronica e ancora Hip-Hop, Rap, R&B, Soul, Funk, sono i settori che hanno catalizzato l'attenzione dei giovani artisti del Lazio.

"Mancano solo pochi giorni alla chiusura del concorso e mi auguro che i partecipanti possano aumentare, si tratta di un'occasione speciale per dare un palcoscenico al proprio talento e alle proprie capacità artistiche. I sogni si possono realizzare, e allora perché non provarci?",  così il presidente, Nicola Zingaretti.

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Regione Lazio: le nuove misure per il lavoro

180 milioni di euro per oltre 70mila persone

redazione giovedì 7 marzo 2019
RegioneLazio PrimoPiano
LAZIO - Sostegno ai giovani. 8mila giovani fino a 29 anni che non lavorano né studiano saranno interessati dal Bando da 13 milioni di euro (con fondi FSE) per partecipare a tirocini extracurriculari. Il tirocinio durerà 6 mesi con indennità di 800 euro mensili, di cui 300 a carico della Regione.

Lo rende noto la Regione Lazio.

Bando per il contratto di apprendistato giovanile da oltre 11 milioni di euro per 12mila giovani, mediante il finanziamento della formazione in raccordo con le Università, le scuole (ITS e secondo grado) e gli enti di ricerca.

Lotta al precariato. Per il lavoro di qualità il Bonus assunzioni da 34 milioni di euro (fondi FSE) con incentivi fino a 8mila euro per chi assume con contratto a tempo indeterminato. Coinvolte oltre 4mila persone.

Il bando "Aeromobile" da 2,5 milioni di euro per sostenere lo sviluppo delle imprese dell'indotto del settore dell'aeromobile e stabilizzare il personale del comparto.

Interventi a sostegno di crisi aziendali: 5,5 milioni di euro per 3 mila lavoratori coinvolti in crisi aziendali che vengono sostenuti con un percorso di aggiornamento professionale e inserimento lavorativo.

Inclusione delle categorie più fragili

Partito anche il bando (con fondi FSE) per il tirocinio o il reinserimento di soggetti disabili da 16,5 milioni di euro. Il tirocinio ha una durata massima di dodici mesi e prevede un'indennità di 800 euro mensili a carico della Regione.

Contratto di ricollocazione di 3500 ultratrentenni disoccupati (7 milioni di euro per 6 mesi di aggiornamento professionale a 800 euro mensili con fondi FSE).

Reddito Solidale che coinvolgerà 1000 persone sopra i 58 anni che faticano a ricollocarsi. Con un investimento di 12 milioni di euro si prevede una indennità di 580 euro per 24 mesi, per attività e servizi a beneficio della comunità.

Indipendenza delle donne

Per la creazione di nuove imprese e startup femminili, attraverso incentivi a fondo perduto con una particolare attenzione all'autoimprenditorialità femminile (3,5 milioni di euro).

"Ci sono 180 milioni dedicati al sostegno al lavoro, cioè a coloro che stanno entrando nel mondo del lavoro e non debbono essere lasciati soli. Tredici milioni per tirocini pagati fino a 800 euro al mese per un lavoro vero, non tirocini che diventano forme di sfruttamento dei ragazzi, e poi 11 milioni di euro per contratti di apprendistato – parole del presidente, Nicola Zingaretti, cha ha aggiunto: 16,5 milioni per persone diversamente abili, i soggetti più fragili che pagano due volte le crisi e strumenti per chi rischia di essere espulso dal mondo del lavoro in età adulta".

"Con questo pacchetto, d'accordo con le parti sociali, pensiamo di preparare e stimolare le imprese e le persone al lavoro. Queste misure sono rivolte a tutti, perché non vogliamo che nessuno resti indietro" - così l'assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Claudio Di Berardino.

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