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Lazio: 2 mld di opere pubbliche per ripartire

Relazione di Zingaretti su emergenza Covid

redazione giovedì 14 maggio 2020
ingresso consiglio regionale
LAZIO - Un piano di opere pubbliche per far ripartire l'economia del Lazio, due miliardi di investimenti da mettere in campo subito, per strade, scuole, opere innovative. E' la vera novità annunciata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso della seduta del Consiglio regionale sull'emergenza Covid, presieduta da Mauro Buschini.

La seduta è partita con l'intervento di Fabrizio Ghera (FdI) che ha illustrato le ragioni per cui l'opposizione ha richiesto questa seduta, mettendo in evidenza il ruolo che "il Consiglio regionale deve tornare a svolgere: è importante che finalmente si occupi dell'emergenza. Abbiamo fatto da subito una battaglia per la trasparenza, la maggioranza dovrebbe ringraziarci, una battaglia per i cittadini. E invece si è usato il sito istituzionale della Regione per far passare il gruppo di Fratelli d'Italia come diffusore di notizie false. Non era una battaglia politica: a noi interessava che il personale sanitario avesse i necessari dispositivi di sicurezza, a partire dalle mascherine. Chi ha sbagliato deve pagare".

Il presidente Zingaretti, dopo aver chiesto un minuto di silenzio per ricordare le vittime della pandemia, ha parlato di "contributo prezioso delle opposizioni" e ha ringraziato tutti quelli che si sono adoperati per contenere il contagio, a "partire dal nostro personale sanitario, la rete delle emergenze, il personale della Regione".

LA GESTIONE DELLA PANDEMIA

Il presidente della Regione ha ripercorso tutte le tappe di questi mesi: "La nostra – ha ricordato – è una Regione a forte vocazione internazionale, ancora a marzo ci sono stati 10 mila voli, con circa 700mila passeggeri. A Roma gravitano ogni giorno più di 4 milioni di persone. Eppure su 6 milioni di cittadini abbiamo a oggi 7.250 contagiati, una percentuale molto al di sotto della media nazionale. Intanto un ringraziamento particolare va all'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato. Siamo riusciti a contenere il contagio grazie a tre fattori: in primo luogo la valorizzazione delle qualità medico scientifiche che abbiamo nel nostro territorio. Penso innanzitutto allo Spallanzani e al Servizio di prevenzione delle malattie infettive (Seresmi), ma anche alla rete fondamentale dei medici di base; il secondo fattore è stata la tempestività: fin dal 21 gennaio abbiamo presentato le linee guida predisposte dall'assessorato alla Sanità; infine la collaborazione: la task force sulla Covid-19 si riunisce ogni giorno per fare il punto sulla situazione".

Il presidente ha poi ricordato i numeri attuali della pandemia nel Lazio: "Abbiamo 123 casi ogni 100mila abitanti, uno dei tassi più bassi d'Italia, lo stesso avviene per quanto riguarda il tasso di letalità, al 7,8 per cento, quasi la metà dell'indice a livello nazionale. I ricoveri sono in calo, ora dobbiamo puntare a evitare i cluster familiari, anche potenziando il ricorso alla rete degli alberghi per l'isolamento dei contagiati".

LA FASE 2 NEL LAZIO

"Non abbiamo sconfitto il virus – ha spiegato Zingaretti – dobbiamo vivere questa fase, quella della riapertura graduale, con il massimo rigore possibile, tenendo l'epidemia sotto controllo. Le priorità è adesso intercettare rapidamente i casi e isolarli. Grazie ai fondi stanziati ieri dal Governo potremo mantenere e potenziare la rete Covid che abbiamo costruito, a partire dai 434 posti letto di terapia intensiva. Siamo stati rapidi, in questi mesi, a istituire le zone rosse a livello comunale. Ove ce ne fosse la necessità dovremo continuare a farlo. Puntare sul territorio: appena superata la fase più critica, abbiamo subito attivato le Unità di continuità assistenziale (Uscar), nei prossimi giorni attiveremo anche l'assistenza proattiva inferimieristica (Api). Abbiamo avviato la più grande indagine sierologica in Italia, 300mila persone, tutto il personale sanitario, le forze dell'ordine, le Rsa. Infine puntare sempre più sulla telemedicina. Dobbiamo ripensare il sistema dell'assistenza agli anziani. L'epidemia ha messo in evidenza quante cose non funzionano: abbiamo aperto le prime due Rsa pubbliche, a Genzano e ad Albano, continueremo a lavorare in questo senso, anche rivedendo il sistema delle case di riposo. Troppe cose non hanno funzionato".

IL CASO DELLE MASCHERINE

"Massima trasparenza, il Consiglio scelga gli strumenti che riterrà più opportuni per seguire questa vicenda". Zingaretti nella sua relazione ha descritto "la situazione drammatica per quanto riguarda l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione che abbiamo vissuto nel mese di marzo. Sui comportamenti delle persone coinvolte nella mancata consegna delle mascherine sta indagando la magistratura alla quale abbiamo assicurato la massima collaborazione. Con la Ecotech è stato stabilito un piano di rientro puntuale dell'anticipo che abbiamo versato: la prima rata è stata onorata, vigileremo perché l'impegno sia rispettato. Abbiamo anche avviato l'escussione delle polizze, il termine scade il 15 maggio. Abbiamo, infine, avviato un'audit per rivedere le procedure: nel prossimo futuro avremo bisogno di strumenti più adeguati per affrontare l'emergenza. Tante persone per bene hanno lavorato senza sosta in questi mesi. Bisogna fare chiarezza, certo. Ma bisogna fare chiarezza anche sulle campagne diffamatorie che hanno seminato inaccettabili veleni, non parlo ovviamente dei consiglieri regionali. La Regione è parte lesa in questa vicenda, lavoreremo per recuperare tutte le somme impegnate".

FAR RIPARTIRE IL LAZIO

Sarà il vicepresidente della Giunta, Daniele Leodori a coordinare i progetti per la ripresa. Zingaretti ha ricordato le somme già stanziate dalla Regione per aziende e famiglie, complessivamente circa 750 milioni di euro. "Siamo la Regione che ha lavorato più rapidamente le pratiche per la cassa integrazione. Eppure su 70mila domande, solo 15mila sono arrivate a conclusione: sono solo 28mila, a oggi, i lavoratori che hanno ricevuto i soldi. Qualcosa non ha funzionato nelle procedure troppo farraginose. Speriamo che le nuove norme decise ieri siano più funzionali".

"Da lunedì cambierà molto – ha annunciato Zingaretti – aspettiamo il nuovo decreto nazionale, ma visto il nostro tasso di contagio noi potremo essere in grado di far ripartire gran parte delle attività ancora chiuse, dal consumo sul posto in bar e ristoranti, a parrucchieri e centri estetici, ai negozi al dettagli, ai centri commerciali, ai centri sportivi all'aperto. Abbiamo stabilito, con le categorie, un protocollo per ogni settore. Per quanto riguarda la stagione balneare, dobbiamo aspettare: ma dico subito che dovremo pensare anche alle spiagge libere, aiutando i Comuni nella gestione".

"Dobbiamo costruire tutti insieme un modello di sviluppo per far ripartire l'economia della Regione - ha concluso il presidente - presenteremo un piano di opere pubbliche da mettere subito in campo, per un valore di due miliardi, dovremo anche puntare sul sisma bonus e sull'ecobonus, che permetterà un rimborso ai privati fino al 120 per cento della spesa. Un'occasione unica per mettere in sicurezza e rendere più efficienti dal punto di vista energetico gli appartamenti".

IL DIBATTITO IN AULA

Chiara Colosimo (Fratelli d'Italia) ha aperto gli interventi della discussione generale. "Le mascherine sono l'immagine simbolo di questa epidemia – ha detto – una bandiera che nel Lazio è stata ammainata. Il 31 gennaio, quando il Governo ha proclamato lo stato di emergenza sanitaria, avrebbe dovuto subito pensare all'approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza, essenziali per garantire i nostri operatori sanitari. Non è stato fatto questo e la reazione della Regione Lazio è stata affannosa e disordinata. In questa situazione si sono inseriti approfittatori e sciacalli, fino alla verosimile truffa della vicenda Ecotech, che ho denunciato prima con un'interrogazione e poi anche alla magistratura fin dal 7 aprile". Colosimo ha poi chiamato in causa l'amministrazione: "La Regione è parte lesa, dice il presidente. Ma è anche vero che ci sono responsabilità precise dei vertici della protezione civile regionale che non sono stati all'altezza: 36 milioni di euro destinati a Dpi che non sono mai arrivati, mettendo a rischio il personale sanitario. Una società sconosciuta, che commerciava in lampadine, ha firmato un contratto con un anticipo di 14 milioni senza alcuna preliminare valutazione sul fornitore e senza copertura assicurativa. Caro presidente: dobbiamo cacciare i mercanti dal tempio delle istituzioni", ha concluso.

Subito dopo è intervenuto Sergio Pirozzi (FdI): "C'è una responsabilità politica del presidente della Regione, che ha tenuto per sé la delega alla protezione civile. Perché c'è un errore iniziale che ha causato tutto questo. Non è stato fatto un bando iniziale con una manifestazione di interesse, come ha fatto ad esempio la Campania, cito una regione amministrata dal centro sinistra. Questo errore iniziale ha dato spazio a ditte improbabili, magari presentate dall'amico dell'amico". "Non è vero che tutto si è svolto nella massima trasparenza, come ha detto lei – ha detto Pirozzi rivolgendosi a Zingaretti – ho chiesto le certificazioni dei dispositivi, le polizze fideiussorie fin da aprile. E poi quali controlli sono stati fatti? La certificazione prodotta dalla Ecotech è fatta con Photoshop, il codice fornito non si riferisce a dispositivi di protezione ma al riconoscimento facciale. Lo ha scoperto mia figlia di 11 anni con una ricerca su internet. Possibile che nessun dirigente della protezione civile se ne sia accorto? I responsabili di questo pasticcio devono essere cacciati per manifesta incapacità".

Massimiliano Maselli (FdI) ha iniziato il suo intervento criticando la Giunta perché nonostante i continui appelli a lavorare insieme, la gestione è stata completamente della cabina di regia. Poi Maselli ha ribadito le proposte avanzate in questi giorni: "Occorre ripensare il sistema delle Rsa e delle case di riposo; serve una riorganizzazione ospedaliera con concentrazione in 4-5 Covid Hospital nel Lazio, perché non ha funzionato aprire reparti Covid che hanno creato disagi generali agli altri reparti e alle liste di attesa". Infine, Maselli ha indicato nel Veneto il modello da seguire, perché nel Lazio "l'emergenza ha dimostrato una debolezza strutturale del territorio su cui bisogna fare il primo investimento: i medici generali sono stai lasciati soli, l'assistenza domiciliare non esiste, non ci sono più le diagnosi precoci, sono stati fatti pochi tamponi", ha concluso.

Daniele Giannini (Lega) ha criticato la gestione dell'emergenza da parte del presidente Zingaretti, perché a suo giudizio non ha funzionato la condivisione e non c'è alcun 'modello Lazio' da seguire in quanto è la regione del centrosud che sta messa peggio. "All'inizio si è sottovalutata l'emergenza – ha detto Giannini – il direttore dello Spallanzani l'aveva bollata come una banale influenza e su questa linea si è attestata anche la Giunta, tant'è che il presidente si recò anche in Lombardia". Giannini ha quindi elencato le conseguenze dei ritardi: "Pochi tamponi, numero verde che ha funzionato male, mascherine che mancano perché ci si è affidati a emissari inaffidabili e mancato ascolto dei territori. Basti citare l'esempio dell'ospedale chiuso a Palestrina e riconvertito in covid senza neanche sentire il sindaco", ha concluso.

Giuseppe Cangemi (Forza Italia) ha lanciato un appello al presidente Zingaretti affinché si faccia presto a dare sostegno alle famiglie e alle imprese. "Mi auguro – ha detto – che arrivino le risorse a tutti quelli che ne hanno diritto, fondamentale per la ripresa di tante piccole attività. La regione si assuma la responsabilità di consentire una vera apertura". Poi Cangemi ha elencato una serie di interventi da fare: garantire nelle carceri il rispetto degli stessi diritti nella salvaguardia della salute; riaprire gli stabilimenti; far ripartire l'attività sportiva. Sulla questione mascherine, infine, il vice presidente del Consiglio regionale ha chiesto a Zingaretti l'impegno affinché i responsabili che hanno sbagliato ne paghino le conseguenze.

Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali) ha espresso apprezzamento per l'operato della Giunta nella gestione di questa crisi. "Le opinioni sono tutte rispettabili – ha detto – ma i numeri vanno tenuti in considerazione, perché dietro c'è un lavoro minuzioso e coscienzioso, quotidiano e infaticabile, nonostante le difficoltà oggettive su tanti fronti. Non può essere solo una questione di fortuna, come qualcuno ha detto ingenerosamente. In due mesi c'è stato un enorme calo dei contagi nel Lazio, con decrescita costante. Anche il dato sui morti è in costante miglioramento, rispetto alle altre regioni del centro Italia se teniamo conto che nel Lazio ci sono 6 milioni di abitanti: dieci morti ogni 100mila abitanti è il dato migliore tra le regioni centrali".

Davide Barillari (gruppo Misto) ha chiesto le dimissioni del presidente Zingaretti per una serie di errori commessi nell'emergenza: "1) Non aver predisposto piano pandemico regionale perché il Lazio non ha ancora recepito quello nazionale. Avremmo avuto uniformità di comportamenti e preparazione appropriata; 2) non sono state requisite le strutture private per aumentare numeri i posti letto; 3) non sono stati riaperti ospedali dismessi come Forlanini e San Giacomo; 4) non aver aumentato subito il personale sanitario e ospedaliero, pur avendo molti strumenti a disposizione per farlo; 5) non aver predisposto percorsi separati nei pronto soccorso e negli ambulatori; 6) poche ambulanze non sufficienti a gestire l'emergenza; 7) ritardo nella distribuzione di materiale di protezione per la sicurezza del personale sanitario; 8) il Servizio telefonico regionale è andato in tilt perché non è stato potenziato sin da subito; 9) mancanza di una campagna informativa per medici e pediatri sul territorio; 10) non aver predisposto servizi di monitoraggio telematico".

Giancarlo Righini (FdI) ha incentrato il suo intervento sulla questione delle mascherine non consegnate, parlando di "sciatteria non consentita in un momento così delicato". Righini ha puntato il dito soprattutto contro la superficialità dei controlli sugli interlocutori: "Basta vedere gli atti – ha detto – gli impegni contrattuali fatti con società dall'esiguo capitale sociale e create solo pochi mesi prima degli affidamenti ricevuti dalla Regione per milioni di euro. Oppure società inattive con capitali sociali non ancora interamente versati e altre che hanno ricevuto anticipi senza neanche fornire garanzie fideiussorie".

Paolo Ciani (Centro solidale-Demos) ha sottolineato la bontà dell'azione amministrativa e della risposta sanitaria della Regione all'emergenza da coronavirus. "Dovremmo parlare dell'eccezionalità del momento vissuto, innanzitutto il dramma della sanità e meno male che abbiamo un servizio sanitario pubblico – ha detto – in un tempo in cui in altri paesi si decide se curare un pluripatologico o una persona che non ha reddito". Ciani ha poi invitato tutti a un "ripensamento sulla medicina di prossimità, di territorio e della cura domiciliare degli anziani rispetto a un modello di istituzionalizzazione che drammaticamente ha mostrato tutti i suoi limiti in questa crisi, non solo in Italia".

Orlando Tripodi (Lega) ha chiesto l'istituzione di una commissione di inchiesta sulla questione mascherine e di affidarne la presidenza alla Lega "che ha già presentato una richiesta in tal senso". Il capogruppo ha poi lanciato un allarme sul controllo del territorio perché "la crisi economica in atto offre opportunità a usurai e malavita organizzata". Tripodi ha concluso il suo intervento sottolineando che "i cittadini del Lazio hanno dimostrato grande forza e senso di responsabilità, a differenza della politica".

Pasquale Ciacciarelli (Lega) nel corso del suo intervento ha lamentato la scarsa attenzione della Giunta alle proposte dei consiglieri regionali: "Ho scritto 18 lettere agli assessori – ha detto – ricevendo zero risposte. Erano spunti su come poter agire in modo efficace sul territorio, visto che noi siamo stati eletti dai cittadini. Ci sono risparmi possibili da fare per reperire fondi da utilizzare in favore di quelle categorie che oggi sono più in difficoltà".

Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti) ha parlato di "risposta straordinaria" della Regione dal punto di vista sanitario. "In commissione lo abbiamo detto tutti, abbiamo messo in campo una risposta all'altezza all'emergenza sanitaria – ha spiegato Bonafoni. "Penso innanzitutto alla centralizzazione della gestione della crisi allo Spallanzani, alla creazione degli hub, agli spoke con percorsi protetti, alle assunzioni del personale sanitario, ai posti di terapia intensiva, dove siamo sempre rimasti sotto il 70 per cento di occupazione e li abbiamo messi anche a disposizione delle altre regioni". Per Bonafoni ora "è importante potenziare il nostro sistema territoriale e va ripensato il sistema della Rsa: mai più i nostri anziani devono essere trattati in quella maniera. Fuori dal sistema sanitario regionale chi non rispetta le regole". Dal punto di vista delle misure economiche, Bonafoni ha detto che "abbiamo provato a ridurre le diseguaglianze, con provvedimenti importanti, dai fondi per i buoni spesa, al sostegno all'affitto. Sono stata orgogliosa dei provvedimenti per gli 'invisibili', dai rider alle colf e alle badanti, delle iniziative contro la violenza sulle donne".

Anche Laura Cartaginese (Lega) ha insistito sulla questione delle mascherine: "Qui si tratta dei soldi dei cittadini, il presidente non sapeva nulla di quello che stava accadendo? Come è possibile un ordine di 35 milioni di euro a una società fantasma. Non è stato fatto nessun controllo? Mi sembra strano. Quel servizio poteva essere affidato a società più serie con prezzi molto più bassi. E invece abbiamo fatto ridere tutto il mondo. Dovreste sentirvi responsabili per quello che sta succedendo". Cartaginese poi ha contestato chi dice che i numeri sull'emergenza sono positivi: "L'assessore D'Amato dice che va tutto bene, ma non va bene per niente. I numeri sono bassi solo perché non sono stati fatti i tamponi. Non va bene niente, basti pensare a quello che è successo al Nomentana Hospital dove sono stati spostati anziani positivi senza mettere in sicurezza la struttura e il personale".

Roberta Lombardi (Movimento 5 stelle) ha sottolineato l'enorme sforzo profuso: "Siamo impegnati in una sfida senza precedenti, non avevamo nessuna esperienza a cui fare riferimento. Abbiamo imparato a lavorare facendo squadra e guardando agli aspetti essenziali. Non solo il nostro apparato immunitario era impreparato al virus, ma anche il nostro sistema sanitario, devastato da anni di tagli. Dieci anni di spending review in questa regione sono stati drammatici. Questo virus ci ha anche insegnato che non funziona il nostro sistema sanitario su base regionale. Ci siamo trovati con un sistema che faceva acqua da tutte le parti. In appena 40 giorni il governo ha raddoppiato i posti letto in terapia intensiva, assunto nuovo personale. Le condizioni di lavoro del personale sanitario sono state terribili. Nelle regioni del Nord sono stati lasciati soli a combattere a mani nude, mentre i loro governatori andavano in televisione tutti i giorni per lanciare accuse al governo nazionale". Lombardi ha poi fatto una serie di proposte: "Il 37 per cento delle morti nelle Rsa dipende dalla Covid-19, è arrivato il momento, anche nella nostra regione, di ripensare alla cura degli anziani, dei malati cronici, dei fragili. Forse sarebbe il caso di pensare a una commissione regionale per capire come vivono i nostri anziani in queste strutture. La fase 2 è ancora più delicata della prima, c'è bisogno di una stretta sinergia fra ospedali e territorio, individuando con grande rapidità i contagiati. Dobbiamo garantire la mobilità sicura, garantire il rafforzamento dei Covid Hospital, studiare soluzioni di isolamento per contenere il contagio. Sarà una stagione in cui la rete ospedaliera dove essere ripensata territorialmente". Due punti, infine, sul sostegno alle imprese: "Serve un contributo a fondo perduto per sostenere i costi delle misure di sicurezza per la Covid-19 e dobbiamo promuovere la riconversione delle imprese per la produzione dei Dpi", ha detto.

Marietta Tidei (gruppo Misto) ha ricordato tutte le azioni messe in campo dalla Regione Lazio, non solo in campo sanitario, ma anche in termini di misure a sostegno dei lavoratori, del mondo produttivo, della cultura e dello sport. "Ora però c'è la necessità di essere veloci – ha detto – di erogare le risorse al più presto perché è fondamentale dare supporto a un mondo che è sofferente. Dobbiamo semplificare, dare regole sulla ripartenza chiare e rapidamente. Doveroso anche partire subito con un piano di rilancio delle infrastrutture".

Anche Laura Corrotti (Lega) ha denunciato la scarsa attitudine della Giunta a condividere con i consiglieri le scelte attuate. Poi la consigliera ha contestato i numeri forniti da Ciani, sostenendo che ad una più attenta lettura risultano negativi.

Marta Leonori (Pd) ha sottolineato "la vicinanza della Regione a tutti i settori attaccati dalla pandemia, come testimoniano i provvedimenti che abbiamo anche votato in commissione. Grande lavoro fatto sulla cultura, bonus per le famiglie, misure di semplificazione per erogare i contributi, fondi per il terzo settore, per gli asili, il bando "Fare Lazio", quello per le librerie, l'impegno per lo smartworking. Insomma – ha detto – un panorama di interventi molto ampio, che va incontro a quello che ci chiedono operatori e cittadini".

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Lazio, attività: sì a interventi per riapertura

Per prevenzione e contenimento contagio

redazione mercoledì 13 maggio 2020
negozi
LAZIO - In attesa dell'emanazione del Dpcm che individuerà ufficialmente le categorie abilitate alla riapertura dal 18 maggio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato ieri un'ordinanza con cui autorizza, da oggi 13 maggio 2020, le attività commerciali sospese, parzialmente sospese o limitate dal Dpcm del 26 aprile 2020, ad eseguire gli interventi necessari alla predisposizione delle misure di prevenzione e contenimento del contagio finalizzate alla riapertura.

Lo comunica la Regione Lazio.

Sarà consentito l'accesso alle strutture e agli spazi aziendali esclusivamente al personale impegnato in attività di manutenzione, ristrutturazione, montaggio, pulizia e sanificazione, nonché a operatori economici ai quali sono commissionate tale attività e che, pertanto, devono rientrare tra quelle non sospese. I suddetti interventi sono consentiti anche ai gestori di strutture e circoli sportivi, allo scopo di eseguire gli interventi necessari ad assicurare lo svolgimento di attività sportiva individuale nel rispetto del distanziamento fisico dei singoli atleti.

La Regione, per facilitare la messa in opera di questi interventi, pubblicherà progressivamente sul sito www.regione.lazio.it le linee guida per tipologia di attività economica, definite in confronto con le organizzazioni di categoria e basate sulle indicazioni contenute nel Dpcm del 26 aprile 2020, nei documenti tecnici elaborati dall'Inail, nel "protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro", sottoscritto il 14 marzo 2020 da Governo e parti sociali, nelle linee guida nazionali in materia di sanificazione e nell'ambito della disciplina degli orari di apertura degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive eventualmente stabilite con provvedimento del sindaco del comune di riferimento.

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lazio, 1,5mln per strutture agrituristiche

Per il riavvio attività dopo emergenza Covid-19

redazione lunedì 11 maggio 2020
agriturismo
LAZIO - Approvato in Giunta regionale, nell'ambito delle misure a sostegno del settore turistico, lo stanziamento di 1 milione e mezzo di euro per le strutture agrituristiche, che offrono ospitalità in alloggi, compresi gli agricampeggi, autorizzate e iscritte nell'elenco regionale del Lazio.

Il sostegno, sino a un massimo di 2.500 euro, è destinato alle strutture che sono state attive, in termini di offerta, alla data del 31 dicembre 2019, per supportare le aziende nelle spese di riavvio dell'attività, di sanificazione dei locali e di attuazione delle prescrizioni igienico-sanitarie relative all'emergenza COVID19.

"È un primo passo importante, che rientra nel più ampio piano di sostegno e rilancio per il settore agrituristico e delle attività multifunzionali su cui siamo a lavoro con le nostre strutture amministrative, e ringrazio le Assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, e al Turismo, Giovanna Pugliese, per il preziosissimo lavoro svolto insieme" - lo dichiara in una nota l'Assessore Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati.

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Lazio, tavolo con Comuni del Demanio lacuale

Per la riapertura della stagione balneare

redazione sabato 9 maggio 2020
Lago4
LAZIO - La Regione Lazio ha istituito in stretta collaborazione con l'Anci un tavolo di coordinamento permanente tra i sindaci del demanio lacuale con l'obiettivo di preparare al meglio e in totale sicurezza la stagione balneare estiva e per rilanciare i territori delle aree interne del Lazio.

Lo rende noto la Regione Lazio.

L'obiettivo della Regione è quello di non lasciare soli i sindaci dei Comuni nella gestione della ripresa delle attività economiche e della riapertura delle attività turistico-ricreative nei laghi. Per questo l'impegno della Regione Lazio è quello di continuare il lavoro già avviato anche con i Comuni del demanio marittimo, predisponendo insieme all'assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mauro Alessandri e al delegato alle Politiche dello sport Roberto Tavani, linee guida semplici e chiare per la sicurezza degli operatori economici e per i cittadini.

"L'obiettivo principale è quello di fornire nel più breve tempo possibile le indicazioni operative utili per riavviare la stagione balneare in sicurezza e in coerenza con quanto già predisposto in linea generale dal presidente Zingaretti nel vademecum "Ripartire sicuri" che prevede accessi limitati, segnaletica sui comportamenti e misure certe per il distanziamento sociale"- così in una nota l'assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli.

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Consiglio Lazio:via libera a sedute telematiche

Approvate modifiche a Regolamento d'Aula

redazione giovedì 7 maggio 2020
aula pisana cinque
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), ha approvato, con 31 voti a favore e un voto contrario, la proposta di deliberazione consiliare n. 44, concernente alcune modifiche al Regolamento dei lavori del Consiglio regionale del Lazio che consentiranno lo svolgimento delle sedute dell'Aula, delle commissioni consiliari e degli altri organi istituzionali in modalità telematica, in caso di comprovate situazioni di gravità ed emergenza nazionale, deliberata dal Consiglio dei ministri.

A inizio seduta, la prima da quando è iniziata l'emergenza Covid-19, l'Aula ha osservato un minuto di silenzio, in memoria di tutte le persone che hanno perso la vita in questa emergenza.

Il testo originario della Pdc 44 prevedeva l'introduzione della modalità telematica per le sole riunioni delle commissioni e degli altri organi istituzionali. Un subemendamento che vede come primi firmatari i consiglieri del Movimento 5 stelle Devid Porrello e Roberta Lombardi, riformulato dal vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, ha allargato la modalità telematica anche ai lavori del Consiglio.

Poco prima del voto i consiglieri di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega, contrari alla previsione sulle sedute del Consiglio a distanza, hanno abbandonato i lavori.

Le modifiche regolamentari approvate oggi seguono le due delibere dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che hanno permesso in queste settimane lo svolgimento delle riunioni in modalità telematica delle commissioni, grazie a un'interpretazione evolutiva del regolamento, formulata dalla Giunta per il regolamento nella seduta del 26 marzo scorso, "nelle more dell'adozione delle opportune modifiche al Regolamento dei lavori del Consiglio regionale".

Il provvedimento introduce nel Regolamento dei lavori un apposito capo, il capo tredici bis, che si compone di tre articoli, il primo dei quali, il 50 bis, così recita: "Nel caso in cui l'Aula, per comprovate situazioni di gravità ed emergenza nazionale deliberata dal Consiglio dei ministri, non possa riunirsi secondo le modalità ordinarie, il Presidente del Consiglio regionale, sentito l'Ufficio di presidenza, convoca la relativa seduta in modalità telematica". Per seduta in modalità telematica si intende la seduta con la partecipazione a distanza dei componenti, "attraverso l'utilizzo di strumenti telematici idonei a consentire l'identificazione certa di ogni partecipante, la comunicazione in tempo reale a due vie attraverso il collegamento audio-video simultaneo fra tutti i partecipanti, nonché idonei a permettere l'espressione del voto anche a scrutinio segreto".

"La seduta in modalità telematica dell'Aula – si legge nel provvedimento - si svolge con la partecipazione in presenza, presso la sede del Consiglio, del presidente del Consiglio regionale e di almeno un Vicepresidente e due consiglieri segretari, uno dei quali in rappresentanza della minoranza, nonché di un componente della Giunta regionale". Le votazioni si svolgono per appello nominale.

Anche le commissioni consiliari possono riunirsi sia in modalità telematica sia in forma mista, vale a dire con la partecipazione a distanza di una parte dei componenti e in presenza, nella sede del Consiglio regionale, di un'altra parte tra cui almeno il presidente e un componente dell'ufficio di presidenza della commissione. L'articolo 50 ter stabilisce che sia accertata l'identità dei componenti e che siano assicurate "adeguate forme di tracciabilità e di pubblicità della seduta".

Spetta all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale il compito di dettare le disposizioni attuative del capo tredici che "si applicano altresì alle sedute dell'Ufficio di presidenza, della Giunta delle elezioni, della Giunta per il regolamento, della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, del Comitato regionale di controllo contabile e degli altri organi interni del Consiglio regionale, in quanto compatibili".

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