Martedì, 7 Luglio 2020
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lazio, al lavoro per riaprire le attività

Abbigliamento, bar e ristoranti, servizi a persone

redazione mercoledì 6 maggio 2020
negozi
LAZIO - "Prosegue l'impegno della Regione Lazio per condividere insieme ai rappresentanti delle imprese e delle organizzazioni sindacali le linee guida che garantiranno la ripresa delle attività economiche nella regione in piena sicurezza e in coerenza con le prescrizioni nazionali" - così l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start Up e Innovazione Paolo Orneli.

"Dopo l'incontro di ieri con i Comuni del litorale anche quello di oggi si è svolto in un clima molto positivo e di grande collaborazione, condizioni imprescindibili per dare certezze a tutti gli operatori del commercio e dell'artigianato del Lazio e garantire sicurezza ai lavoratori e ai consumatori. Nello specifico abbiamo affrontato le possibili modalità operative di tre comparti strategici nella nostra regione, l'abbigliamento, gli esercizi al consumo come i bar e ristoranti, i servizi alla persona come per esempio centri estetici, parrucchieri e barbieri. Sulla base dalle 'prime indicazioni' fornite sabato scorso dal governatore Zingaretti e dal suo vice, Daniele Leodori, il nostro obiettivo è quello di stilare già nei prossimi giorni delle linee guida semplici e comprensibili che tengano conto, nel caso dell'abbigliamento per esempio, la garanzia del distanziamento sociale, l'indicazione di lavarsi le mani e indossare la mascherina quando si provano gli abiti, l'utilizzo di dispenser non solo all'ingresso dei locali ma anche in prossimità dei camerini di prova; nel caso di bar e ristoranti vale il distanziamento dei tavoli e tutte quelle norme che sono alla base dei protocolli che hanno già consentito il funzionamento in sicurezza della ristorazione collettiva. Sarà inoltre molto importante la raccomandazione di favorire le prenotazioni online e telefoniche e tutte le altre misure già contenute nelle linee guida per l'asporto".

"Per ciò che concerne i servizi alla persona, come parrucchieri, barbieri e centri estetici, molto importanti saranno le indicazioni per la garanzia delle norme igieniche attraverso la possibilità di ingressi contingentati, il distanziamento sociale, l'utilizzo di mascherine e di dispositivi monouso – conclude Orneli - ringrazio le parti sociali per aver compreso il senso del lavoro che sta facendo la Regione Lazio e per i contributi puntuali di idee e proposte che ci consentiranno di farci trovare pronti quando sarà possibile riaprire tutte le attività".

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Lazio, prima riunione con autorità balneare

Per la ripartenza delle attività

redazione lunedì 4 maggio 2020
litorale
LAZIO - Individuare le modalità con le quali – quando sarà di nuovo possibile la fruizione balneare del litorale marittimo – si potrà consentire ai cittadini l'accesso alle spiagge, libere o in concessione, del Lazio. Questo l'obiettivo della prima riunione che si è tenuta questa mattina in videoconferenza tra l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli, e i rappresentanti – sindaci e assessori – dei Comuni del litorale, delle prefetture di Latina, Viterbo e Roma e del Comando Regionale della Guardia Costiera.

Lo rende noto la Regione Lazio.

Tutti i partecipanti hanno chiesto di procedere in maniera più unitaria possibile, in modo che non ci siano disallineamenti tra un Comune e l'altro per quanto riguarda le attività consentite sul litorale e le modalità di gestione delle spiagge.

"Oggi, con un primo giro di tavolo, abbiamo istituito una vera e propria cabina di regia con i Comuni del litorale, le Capitanerie di Porto e le Prefetture delle Province costiere, iniziando, con metodo e responsabilità, un ragionamento su come gestire le spiagge, sia quelle in concessione sia quelle libere, che ci porti a una riapertura in sicurezza. Partendo dall'albo delle concessioni che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, e con il fondamentale aiuto della Guardia Costiera, potremo anzitutto procedere a una mappatura delle varie tipologie di spiagge per capire come si potrà intervenire. La nostra intenzione è stilare delle linee guida chiare, precise e condivise con tutti, partendo dall'esigenza prioritaria di assicurare la sicurezza delle persone che andranno al mare e lavorando sin da ora per garantire un accesso alle spiagge libere e senza rischi. Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari sicuramente si dovrà partire da quanto contenuto nel vademecum 'Ripartire Sicuri' presentato sabato dal presidente Zingaretti, che prevede accessi limitati, segnaletica sui comportamenti da adottare, limiti di spazio per i clienti e gli operatori, distributori gel igienizzante, distanziamento di ombrelloni, lettini e sdraio e loro igienizzazione dopo l'utilizzo ecc. Quanto alle spiagge libere, anche per queste sarà fondamentale garantire la fruibilità in piena sicurezza e per fare questo abbiamo chiesto ai Comuni quali azioni intendono mettere in campo e siamo disponibili a dare il nostro contributo. E devo dire che ho apprezzato l'atteggiamento di grande responsabilità e la volontà di collaborare che ho riscontrato oggi da parte di tutti". Così l'assessore Orneli al termine dell'incontro.
Un incontro con i rappresentanti degli imprenditori balneari avrà luogo giovedi mentre nuovo incontro con i sindaci del litorale, la Guardia Costiera e le Prefetture è previsto per l'inizio della settimana prossima.

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Lazio: 400mila euro per contrasto usura

Per chi si è indebitato causa emergenza covid-19

redazione domenica 3 maggio 2020
Usura
LAZIO - La Regione Lazio ha approvato un pacchetto di misure urgenti per contrastare l'usura che a causa delle conseguenze sociali ed economiche dovute all'emergenza sanitaria rischia di allargare gli spazi per la presenza delle mafie nei nostri territori. È stato costituito un fondo di emergenza di 400mila euro per piccoli contributi fino a 3.000 euro a fondo perduto a favore delle famiglie e delle piccole imprese, vulnerabili e sovraindebitate o vittime di usura o estorsione in considerazione della emergenza Covid-19.

I beneficiari dovranno possedere i seguenti requisiti: residenza nei Comuni del Lazio da almeno un anno, non essere in carico ai servizi sociali comunali, non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito e alla povertà erogate da Enti pubblici, aver subito in conseguenza dell'emergenza sanitaria da Covid-19, un peggioramento della propria condizione economica, da comprovare anche mediante autocertificazione. Le erogazioni avverranno attraverso le associazioni e fondazioni antiusura iscritte sia all'albo regionale che al Mef.

Sempre a disposizione delle Associazioni e Fondazioni Antiusura, riconosciute dal Mef, esiste già anche un fondo della Regione Lazio da 850mila per la concessione di garanzie a persone fisiche e a piccoli imprenditori per prestiti personali erogati da banche da restituire in base all'importo erogato nel termine massino di 10 anni. Il prestito garantito è destinato al consolidamento delle esposizioni debitorie verso banche ed intermediari finanziari o comunque per pagamento di debiti certificati elargiti da soggetti autorizzati. Provvedimenti che si aggiungono al fondo di 500mila euro, presentato dalla Regione Lazio qualche mese, per le vittime di usura che denunciano i propri aguzzini con contributi fino a 20mila euro immediatamente disponibili. Infine a giugno ci sarà un bando di 2,4 milioni per assistenza e sostegno alle vittime di usura e sovraindebitamento.

"Sono misure che si caratterizzano per la loro straordinaria rapidità di elargizione in grado di impattare efficacemente sulla condizione di famiglie e imprenditori che sono vittime o potenziali vittime di usurai in un momento di particolare fragilità economica – spiega il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti - l'intervento tempestivo nei casi di usura o sovraindebitamento è fondamentale e può decidere se la storia si trasforma in dramma o in rinascita. Abbiamo costruito un solido sistema di protezione per le potenziali vittime. Fermare immediatamente la spirale dell'usura o del sovraindebitamento può significare salvare la vita e comunque lasciarsi alle spalle un vero e proprio incubo. Queste misure contro l'usura si aggiungono ad un poderoso intervento che in questi giorni abbiamo realizzato a sostegno del nostro sistema delle imprese e delle famiglie in difficoltà che hanno garantito un'immissione di liquidità nel nostro territorio pari a 2 miliardi e 900.000 euro. Inoltre con i Buoni spesa, il sostegno agli affitti e il Pronto Cassa diamo un contribuito concreto per contrastare il tentativo delle mafie di approfittare di questa situazione di emergenza sanitaria e sociale" .

"L'indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l'acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali. Estorsione e usura costituiscono "reati sentinella" della presenza della criminalità organizzata e del controllo mafioso sul territorio. L'usura continua ad essere uno dei fenomeni criminali tipici, e perciò più diffusi, nella Capitale e nel Lazio – aggiunge il Presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Gianpiero Cioffredi - accanto ai soggetti che autonomamente si dedicano ai prestiti a tassi usurari (i c.d. "cravattari" di quartiere, da sempre presenti nel contesto criminale romano ), opera la criminalità organizzata, che anche attraverso questo canale acquisisce, in forma occulta, il controllo di attività commerciali, già nella titolarità di soggetti stritolati dai debiti. Chi è vittima di usura non è solo e ne può uscire solo con la denuncia e il sostegno dello Stato".

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Lazio, Covid-19: ordinanza misure TPL dal 4/5

Valide anche per Taxi e Ncc

redazione venerdì 1 maggio 2020
bus cotral euro 6
LAZIO - La Regione Lazio ha emanato un'ordinanza per stabilire i criteri e le misure da adottare dal prossimo 4 maggio, relative al servizio di Trasporto Pubblico Locale, di linea e non di linea (Taxi, Ncc).

L'ordinanza ha l'obiettivo di tutelare cittadini e lavoratori nella fase di ripartenza delle attività economiche, garantendo trasporti sicuri ed efficienti per tutti. Oltre a stabilire le prescrizioni relative al distanziamento sociale e all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l'ordinanza prevede che anche i Comuni programmino gli orari dei servizi urbani in modo da non favorire flussi troppo elevati negli orari di punta e che aziende e amministrazioni applichino il massimo ricorso allo smart working e la rimodulazione degli orari lavorativi, sempre per non favorire la creazione di assembramenti negli orari di entrata e uscita dai luoghi di lavoro. A tale scopo è anche prevista la chiusura delle attività commerciali non oltre le ore 21:30, con eccezione per farmacie, parafarmacie, aree di servizio e pubblici esercizi per attività di asporto.

Inoltre, sempre per garantire il massimo distanziamento sociale e un servizio efficiente, da lunedì 4 maggio saranno potenziati i collegamenti Cotral, Trenitalia e Atac e la chiusura dei servizi sarà posticipata alle 23:30.

Il testo e le misure indicate sono anche il frutto del lavoro di ascolto e confronto con parti sociali, aziende del trasporto, enti locali e comitati dei pendolari.

Di seguito il testo dell'ordinanza, nella parte relativa alle misure da applicare.

1. L'adozione da parte dei comuni di provvedimenti per la programmazione degli orari dei servizi urbani e delle attività commerciali allo scopo di coordinare e armonizzare i flussi di carico del trasporto pubblico e decongestionare i picchi di utilizzo nei cosiddetti orari di punta, con previsione di chiusura delle attività commerciali non oltre le ore 21:30, fatta esclusione delle farmacie, parafarmacie, aree di servizio e pubblici esercizi per attività di asporto.

2. L'adozione da parte delle aziende e delle amministrazioni, anche attraverso la figura del mobility manager, dei seguenti protocolli e regolamentazioni finalizzati al contenimento del contagio mitigando i picchi nell'utilizzo del trasporto pubblico:

a. articolazione del lavoro con orari differenziati che favoriscano il distanziamento fisico riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e impedendo assembramenti all'entrata e all'uscita con flessibilità di orari;

b. prolungamento dell'orario di apertura degli uffici e dei servizi al pubblico ovvero con rimodulazione dell'orario di lavoro, anche in termini di maggiori flessibilità giornaliera e settimanale, compatibili con l'utilizzabilità del servizio di trasporto pubblico locale o con altre forme di utilizzo di mezzi privati;

c. massimo ricorso allo smart working, con programmazione settimanali degli eventuali turni di presenza fisica presso le sedi di lavoro in modo che il personale di ciascuna azienda distribuisca le giornate di rientro in modo omogeneo sull'intera settimana, evitando la concentrazione su singole giornate.

3. L'adozione delle seguenti modalità organizzative dell'offerta di servizio da parte delle aziende di trasporto pubblico di linea:

a.
prolungamento orario di servizio alle ore 23:30;

b.
integrazione offerta di servizio da parte delle aziende di trasporto, con la gradualità necessaria a consentire l'adeguamento del sistema tecnico/manutentivo e l'organizzazione del personale. Tale integrazione deve essere effettuata assicurando particolare attenzione alle fasce pendolari;

c.
garanzia di mezzi di rinforzo sulle principali direttrici, pronti ad essere utilizzati in caso di necessità;

d.
rafforzamento dei sistemi di controllo e vigilanza sui mezzi, al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni a tutela della salute dei passeggeri;
e. adeguamento della frequenza dei mezzi nelle ore considerate ad alto flusso di passeggeri, nei limiti delle risorse disponibili.

4.
L'adozione delle seguenti misure sui mezzi di trasporto pubblico di linea:

a.
utilizzo obbligatorio delle protezioni individuali delle vie respiratorie (mascherine, anche di comunità) da parte di passeggeri, fermo restando l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per il personale delle aziende di trasporto pubblico di linea;

b. igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei mezzi di trasporto;

c. posizionamento di segnaletica nei posti che non possono essere occupati, in modo da consentire il rispetto della distanza fisica di un metro tra i passeggeri;

d.
tenuto conto dell'obbligo di utilizzo delle mascherine, qualora non sia possibile garantire continuativamente il distanziamento fisico all'interno dei mezzi, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, il servizio deve comunque osservare un carico massimo non superiore al cinquanta per cento della capacità di trasporto del mezzo desumibile dalla carta di circolazione;

e.
con riferimento ad autobus e tram, il conducente che rileva il raggiungimento della misura massima consentita ai sensi del richiamato art. 3, comma 2 del DPCM 26 aprile 2020, stabilita nella misura del cinquanta per cento della capacità di trasporto del mezzo, non effettua la fermata successiva in assenza di prenotazione della "richiesta di fermata" da parte del passeggero a bordo;

f.
implementazione sistemi elettronici di bordo, finalizzati a rendere efficace il monitoraggio delle frequentazioni sui mezzi di trasporto (in particolare, conta passeggeri);

g. al fine di tutelare l'autista, adozione di misure di delimitazione della distanza, o barriere, fra la postazione di guida e l'area di utilizzo dei passeggeri. Ove ciò non sia possibile, va inibito l'uso della porta anteriore. Il passeggero non può occupare il posto disponibile vicino al conducente;

h. installazione su ciascun mezzo di trasporto a lunga percorrenza di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri;

i.
sospensione dell'attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti. In caso di momentanea impossibilità di attuare tale misura, l'azienda di trasporto deve adottare tutte le misure idonee a tutelare la sicurezza dell'autista;

j.
evitare a bordo del mezzo, per quanto possibile, i contatti tra personale e viaggiatori e, comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;

k.
divieto di attivazione della funzione ricircolo dei sistemi di condizionamento dell'aria.

5.
L'adozione delle seguenti misure su stazioni, banchine portuali, luoghi di lavoro e fermate:

a.
utilizzo obbligatorio delle protezioni individuali delle vie respiratorie (mascherine) da parte di passeggeri prima di effettuare l'accesso in stazioni, banchine portuali e in prossimità delle fermate;

b.
igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei locali, con particolare riguardo alle parti frequentate da viaggiatori e/o lavoratori;

c. installazione nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, negli aeroporti e nei porti di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri. Tali dispenser vanno altresì installati in prossimità di pulsantiere, ad esempio in presenza di biglietteria elettronica;

d. adozione di interventi, ove necessari, per il contingentamento degli accessi alle stazioni, alle banchine portuali, agli aeroporti e ai porti al fine di evitare affollamenti e ogni possibile occasione di contatto, garantendo il rispetto della distanza interpersonale minima di un metro, prevedendo altresì l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e/o telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti, eventualmente con la possibilità di diffusione di messaggi sonori/vocali/scritti;

e.
con particolare riguardo alle stazioni della metropolitana, vanno previsti differenti flussi di entrata e di uscita, garantendo ai passeggeri adeguata informazione per l'individuazione delle banchine e dell'uscita e il corretto distanziamento sulle banchine e sulle scale mobili anche prima del superamento dei varchi. Vanno altresì predisposti idonei sistemi atti a segnalare il raggiungimento dei livelli di saturazione stabiliti;

f.
salita e discesa dei passeggeri dal mezzo deve avvenire secondo flussi separati. Negli autobus e nei tram, ove applicabile, prevedere la salita da una porta e la discesa dall'altra porta. Utilizzare idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi sale, anche eventualmente con un'apertura differenziata delle porte;

g.
regolamentazione nell'utilizzo di scale e tappeti mobili, garantendo sempre un adeguato distanziamento;

h.
consentire e agevolare l'accesso in sicurezza alle persone con diverse abilità, in gravidanza e anziani;

i.
evitare, per quanto possibile, i contatti tra personale e viaggiatori e, comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;

j. utilizzo modalità di vendita dei titoli di viaggio che consentano il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri e, ove ciò non sia possibile, obbligo da parte dei passeggeri di essere muniti di apposite protezioni individuali. L'acquisto dei biglietti deve essere previsto con modalità automatizzate o dematerializzate, possibilmente prevedendo biglietteria elettronica.

6. L'adozione delle seguenti misure con riferimento al trasporto pubblico non di linea:

a.
il passeggero non può occupare il posto disponibile vicino al conducente;

b.
sui sedili posteriori nelle ordinarie vetture, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati, distanziati il più possibile, più di due passeggeri qualora muniti di idonei dispositivi individuali di sicurezza. In mancanza di dispositivi potrà essere trasportato un solo passeggero;

c.
nelle vetture omologate per il trasporto di sei o più passeggeri dovranno essere replicati modelli che non prevedano la presenza di più di due passeggeri per ogni fila di sedili, fermo restando l'uso di mascherine;

d.
è preferibile dotare le vetture di paratie divisorie;

e.
il conducente deve indossare dispositivi di protezione individuali;

f.
igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei mezzi adibiti a trasporto.

7.
L'adozione delle seguenti modalità di informazione e comunicazione da parte delle aziende di trasporto:

a. adozione di sistemi di informazione e di divulgazione, nei luoghi di transito dell'utenza, relativi al corretto uso dei dispositivi di protezione individuale, nonché sui comportamenti che la stessa utenza è obbligata a tenere all'interno delle stazioni, degli aeroporti, dei porti e dei luoghi di attesa, nella fase di salita e discesa dal mezzo di trasporto e durante il trasporto medesimo;
b. indicazioni e opportuna informativa ai passeggeri tramite il proprio personale o mediante display o altra modalità di informazione:

- per evitare contatti ravvicinati del personale con la clientela, ad eccezione di quelli indispensabili in ragione di circostanze emergenziali e comunque con le previste precauzioni dei dispositivi individuali;

- per mantenere il distanziamento di almeno un metro tra i passeggeri;

- per assicurare una efficace comunicazione in ciascuna stazione o fermata del numero di passeggeri presenti sul mezzo in transito. Tale intervento è necessario per prevenire il rischio di superamento della massima capacità di trasporto del mezzo stabilita con la presente ordinanza.

Con specifico riguardo al settore del trasporto aereo, si rinvia alle disposizioni emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di misure di contenimento, che riguardano il corretto utilizzo delle aerostazioni e degli aeromobili, dirette a gestori, operatori aeroportuali, vettori e passeggeri.

clicca qui per visionare l'ordinanza: http://www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/wp-content/uploads/sites/72/Z00037_2020.pdf

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Lazio, Covid-19: 11mln di euro per nidi privati

Le domande vanno presentate entro l'11 maggio

redazione giovedì 30 aprile 2020
asilo nido
LAZIO - È pubblicato sul sito della Regione Lazio l'avviso in favore dei nidi privati accreditati le cui attività sono state sospese a causa dell'emergenza Covid-19. Le domande vanno presentate entro l'11 maggio. Il bando stanzia 3 milioni di euro, prevedendo un contributo di 100 al mese per ogni posto nido a decorrere dal mese di marzo fino a luglio 2020.

Ad annunciarlo è l'assessora alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli.

È, inoltre, in fase di elaborazione un ulteriore avviso che stanzia 8 milioni di euro per i nidi privati autorizzati ma non accreditati. Le eventuali economie risultanti da entrambi gli avvisi, verranno riassegnate, a titolo di premialità, alle imprese ammesse a contributo che, alla riapertura del servizio socio educativo, prendano in carico il personale attualmente con un rapporto di lavoro sospeso e che, quindi, usufruisca di ammortizzatori sociali. Il totale del contributo in favore dei nidi privati, accreditati e non, con questa ulteriore misura sale quindi a 11 milioni di euro.

I provvedimenti studiati per i nidi privati, accreditati e non, si affiancano a quelli in favore degli asili pubblici e in convenzione: a questi ultimi la Regione Lazio, nell'anno scolastico in corso, ha assicurato già 11 milioni di euro dalla legge regionale 59 del 1980 e 6 milioni dal Miur previsti per l'abbattimento delle rette, di cui 3 – in considerazione della sospensione da marzo - sono stati riallocati per la rimodulazione dei servizi ai sensi dell'articolo 48 del decreto Cura Italia.

Per la prossima annualità, la Regione Lazio stanzierà ulteriori 11 milioni della legge 59/80 e 10 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo per ridurre i costi delle rette a carico dei genitori.

Qui tutta la documentazione

"Gli interventi che stiamo mettendo in campo – spiega l'assessora Troncarelli – hanno un duplice fine: innanzitutto, garantire a settembre la prosecuzione di una prestazione fondamentale per le famiglie. Vogliamo far sì che i genitori possano tornare a usufruire del servizio socio-educativo in favore dei bambini nella fascia d'età 0-3 anni, uno dei pilastri per poter ripartire nella fase 2. Inoltre, l'azione permette di tamponare l'emergenza, consentendo alle strutture che si reggono esclusivamente sulle rette, ora non incassate per la sospensione del servizio, di sopravvivere e di poter riaprire per il prossimo anno educativo. La Regione Lazio è impegnata – conclude l'assessora Troncarelli – non solo nel superare nell'immediato la crisi attuale ma anche nel programmare il futuro. Le varie iniziative sono calibrate in modo da abbracciare tutti i soggetti che ruotano intorno ai nidi, sia come fruitori sia come lavoratori, tenendo conto delle esigenze di ciascuno. Nessuno può essere lasciato indietro e la ripartenza deve essere di tutti e per tutti".

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