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Covid-19: disposta Zona Rossa a Campagnano

Divieto di accesso e allontanamento fino al 2/5

Redazione domenica 19 aprile 2020
posto blocco esercito
LAZIO - Fino al 2 maggio divieto di allontanamento delle persone presenti dal territorio comunale di Campagnano. In relazione ai casi riscontrati presso il centro di riabilitazione Santa Maria Del Prato che ha registrato su un totale di 105 utenti, 51 COVID positivi e 28 operatori su un totale di 61 unità, e con altri test in attesa di referto e considerato che il presidio è posizionato nel centro abitato del Comune con diversi dipendenti residenti nel Comune stesso. È stato deciso, sentiti il Prefetto e il Sindaco e per le vie brevi il Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile nazionale, di ordinare con decorrenza immediata e fino al 2 maggio compreso il divieto di allontanamento.

Lo comunica la Regione Lazio.

Disposto il divieto di accesso, la sospensione delle attività degli uffici pubblici fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, la soppressione delle attività lavorative per le imprese ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali o di pubblica utilità. La soppressione di tutte le attività commerciali ad esclusione dei negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, distributori di carburante, servizi di rifornimento di bancomat e postamat, servizi di trasporto connessi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti o consegna a domicilio di farmaci.

Sono soppressi tutti i cantieri di lavoro, chiusi i parchi pubblici, orti comunali, aree sportive a libero accesso. Il passaggio in ingresso e uscita dal comune di Campagnano Romano è consentito al personale militare, di protezione civile, delle forze di Polizia dei Vigili del Fuoco, del personale medico e sanitario e dei farmacisti e veterinari. Sono soppresse tutte le fermate dei mezzi pubblici ed è disposta la chiusura al pubblico dei cimiteri comunali.

"Misure che si sono rese necessarie – commenta l'Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato - per garantire innanzitutto i cittadini di Campagnano e la salute pubblica. Con l'ordinanza non vogliamo certamente additare in nessun modo i cittadini di Campagnano come untori, ma chiediamo un sacrificio per limitare e circoscrivere il 'cluster' che ad oggi sembra essere un cosiddetto 'cluster di comunità chiuso', ma va completata l'indagine epidemiologica da parte della Asl Roma 4 e un audit clinico sulle procedure adottate in conformità delle disposizioni emanate. E' un sacrificio che chiediamo ai cittadini ai quali va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, ma resosi assolutamente necessario vista l'incidenza dei casi. E' demandata alla Asl ogni iniziativa che riterrà utile per il contenimento, il monitoraggio e la salute degli ospiti della struttura secondo i protocolli emanati".

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Lazio, D'Amato: Così affronteremo la 'Fase 2'

Test sierologi, smart working, mascherine

redazione venerdì 17 aprile 2020
sala mechelli copy
LAZIO - Trecentomila test sierologici per forze dell'ordine e personale sanitario, in maniera da poter valutare la circolazione del virus nel Lazio, smart working diffuso nella pubblica amministrazione, pannelli divisori negli uffici che hanno contatto con il pubblico, distanziamento sociale, mascherine soprattutto nei luoghi chiusi, norme puntuali per una riapertura progressiva delle attività produttive, vaccino anti-influenzale obbligatorio per gli ultrasessantacinquenni.

Questo il quadro disegnato oggi dall'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, nel corso dell'audizione in videoconferenza nella commissione regionale, presieduta da Giuseppe Simeone, per quanto riguarda la programmazione della "fase 2" nel Lazio, una volta superata la fase più acuta dell'emergenza.

"Siamo in attesa di avere un'indicazione tecnica uniforme a livello nazionale, per quanto riguarda i test sierologici – ha spiegato D'Amato – se il Comitato tecnico scientifico non provvederà entro stasera, domani pubblicheremo comunque la nostra gara per acquisire i test. Si tratta di prelievi venosi, che abbiamo sperimentato a Nerola, Contigliano e a Tor Vergata, hanno un elevato livello di attendibilità e accertano la presenza o meno degli anticorpi. A noi serve per capire quanto il virus abbia circolato nel Lazio, rispetto ai casi positivi già accertati. Nella sperimentazione il risultato è stato molto basso, poco più del'1 per cento, vedremo se lo studio confermerà o meno questo dato".

L'assessore ha anche svolto una relazione sullo stato della rete ospedaliera nelle province del Lazio (di Roma si era già parlato nel corso dell'audizione precedente) e ha spiegato che, se continuerà la discesa nella curva dei contagi, già a partire da maggio si potrà procedere con una rimodulazione delle strutture, lasciando in attività i presidi esclusivamente dedicati al Covid-19 e la rete per le malattie infettive, mentre il resto degli ospedali potranno tornare all'attività normale.

"Stasera (ieri, ndr) - ha proseguito D'Amato – scade il termine per l'adesione dei medici alle Unità per l'assistenza domiciliare (Uscar). Al momento sono circa 900 le domande arrivate. Si tratta di un elemento essenziale, insieme alle cosiddette Api, (infermieri), per l'assistenza a chi è in isolamento domiciliare e per accelerare la nostra capacità di effettuare i tamponi a chi ne ha bisogno".

Infine l'assessore ha toccato i tema dei controlli nelle Rsa e nelle case di riposto: "Abbiamo effettuato 335 ispezioni in tutto il Lazio, sono molte le carenze rilevate: quando avremo superato l'emergenza bisognerà ripensare tutto il sistema", ha spiegato D'Amato. "In particolare vorrei ricordare l'accertamento sulla Rsa di Rocca di Papa dove ci sono stati numerosi positivi - ha concluso – ha permesso di appurare che non solo non erano state rispettate le disposizioni inviate a tutte le strutture già a gennaio ma che, addirittura, il direttore sanitario non aveva i titoli necessari. Tutta la vicenda è stata già portata all'attenzione della Procura".

Numerosi gli interventi dei consiglieri. Il presidente Simeone ha ripetuto la richiesta di una maggiore condivisione con la commissione delle strategie adottate dalla Giunta. Stessa richiesta da parte di Davide Barillari e Francesca De Vito (M5s), che hanno parlato di disorganizzazione e confusione nel sistema sanitario. Mentre Loreto Marcelli, anche lui M5s, ha chiesto informazioni sul protocollo inviato alle Rsa per i nuovi pazienti. Antonio Aurigemma (Fdi) ha chiesto di accelerare la costituzione delle Uscar: "I tempi per i tamponi sono troppo lenti". Un dato rilevato anche da Roberta Lombardi (M5s). Silvia Blasi (M5s) ha posto una serie di domande su casi specifici che riguardano le strutture di assistenza del viterbese. Nel mirino dei consiglieri anche la scarsità dei dispositivi di protezione (Dpi) per i medici. Su questo sono intervenute sia Gaia Pernarella (M5s) che De Vito, mentre Chiara Colosimo (FdI) ha chiesto di rifornire di Dpi anche le strutture "ex articolo 26", come il centro di via Ramazzini: "Luoghi a rischio, con pazienti molto fragili". Secondo Stefano Parisi (Lazio 2018) va "rafforzata la rete territoriale e bisogna aumentare il numero dei tamponi se non vogliamo arrivare al 4 maggio completamente al buio". Massimiliano Maselli (Fdi), infine, ha puntato sulla "necessità di continuare i controlli nelle Rsa e in tutte le strutture simili".

L'assessore D'Amato, nella replica ha ribadito che "il Lazio è una delle Regioni in cui il virus ha il più basso tasso di letalità e una di quelle che ha fatto più tamponi: in tutto sono più di 75 mila, di cui il 93 per cento negativi: le strutture ospedaliere hanno risposto in maniera soddisfacente all'emergenza che siamo riusciti ad arginare. Per quanto rigurda i Dpi, infine, abbiamo approvvigionamenti sufficienti, se si eccettua una difficoltà sulle tute impermeabili: il carico dovrebbe arrivare domani. Ora guardiamo a una riapertura graduale e prudente, nell'ambito delle misure che stabilirà il governo nazionale".

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Lazio, Coronavirus: 6 milioni per asili nido

Pubblici e privati accreditati non convenzionati

redazione giovedì 16 aprile 2020
asilo nido
LAZIO - La Regione Lazio, con due apposite delibere di giunta approvate oggi, interviene con circa 6 milioni di euro complessivi a sostegno degli asili nido, sia pubblici o convenzionati sia privati accreditati ma non in convenzione, sospesi a seguito dell'emergenza Covid-19.

"Quella decisa oggi dalla Giunta regionale è un'altra misura concreta e immediata che abbiamo voluto prendere per sostenere gli asili nido costretti ad affrontare questa emergenza sanitaria ed economica. Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Lazio tutte queste attività, una volta terminata la fase più difficile, potranno riprendere più agevolmente il lavoro, senza il peso di bollette e affitti arretrati, ma anzi avranno anche la possibilità finanziaria di fare nuovi acquisti informatici e provvedere alla necessaria pulizia e sanificazione della struttura"- così il presidente, Nicola Zingaretti.

"Questi provvedimenti coinvolgono le prestazioni socio-educative rivolte alla fascia di età 0-3 anni. Il nostro scopo è costruire le condizioni affinché, terminata l'emergenza, il servizio possa ripartire in sicurezza e continuità. Misure che rientrano nel quadro delle iniziative promosse dalla Regione Lazio per essere vicini alle famiglie e ai lavoratori in questa fase di crisi sanitaria che ha rivoluzionato le nostre vite"- Alessandra Troncarelli, assessore alle Politiche sociali Welfare ed Enti locali.

A oggi, nel Lazio risultano accreditate 486 strutture, di cui 259 pubbliche e 227 private. La capacità totale dei posti è di 21.938, di cui 14.329 pubblici e 7.609 privati.

Per quanto riguarda i nidi privati non convenzionati che si reggono esclusivamente sulle rette delle famiglie e rappresentano circa il 30% dei posti accreditati, la Regione Lazio stanzia 3 milioni di euro. Nello specifico, si tratta di 100 euro al mese per ogni posto accreditato dal mese di marzo fino alla ripresa delle attività educative e, comunque, non oltre il mese di luglio. Un contributo straordinario utilizzabile per il pagamento del canone di locazione, spese per le utenze, acquisto di materiale informatico per le attività a distanza e di dispositivi di protezione individuale, manutenzione del verde, spese amministrative, sanificazione e pulizia dei locali.

Per i nidi pubblici e convenzionati, la Regione Lazio ha rivisto l'originaria destinazione dei fondi per l'abbattimento delle rette, pari a 6 milioni di euro (che si aggiungono agli 11 milioni per la gestione dei nidi in base alla legge regionale 59 del 1980). La quota che potrà essere utilizzata per fronteggiare l'emergenza è quella riferita al periodo da marzo a luglio e ammonta a circa 3 milioni di euro. Risorse da spendere per sostenere i costi di gestione e rimodulare i servizi sospesi, come previsto dall'articolo 48 del decreto Cura Italia. La rimodulazione avverrà grazie alla co-progettazione tra gli enti gestori e i Comuni, come previsto dal protocollo di intesa promosso dalla Regione tra Anci Lazio, il Terzo settore, le Cooperative sociali e le Organizzazioni sindacali.

"Entrambi i provvedimenti – conclude l'assessore Troncarelli - rappresentano un ulteriore intervento concreto nell'ottica di una ripartenza che non escluda nessuno. La Regione Lazio conferma così l'attenzione continua verso le famiglie e i lavoratori, intervenendo per alleviare i contraccolpi della crisi sanitaria e gettare le basi per la fase 2".

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Lazio, bando Arsial (p)Orto Sicuro

10mila euro contributo per consegne a domicilio

redazione mercoledì 15 aprile 2020
Porto-Sicuro
LAZIO - C'è tempo fino al 24 aprile per partecipare al bando Arsial(p)ORTO SICURO "Il Lazio a casa tua, filiera agricola solidale" che concede un contributo di 10 mila euro a fondo perduto a copertura delle spese di consegna a domicilio dei prodotti agricoli e della pesca del Lazio.

Lo comunica l'Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione.

Il bando, per cui sono stati stanziati 250.000 euro, ha una duplice finalità: una di ordine sociale e sanitario per consentire, in questa fase emergenziale, la riduzione della circolazione delle persone e aiutare chi, pur volendo, vive una condizione di disagio ed è impossibilitato a muoversi dal proprio domicilio per ragioni di età o salute; la seconda, invece, di sostegno al comparto agricolo e della pesca, per incentivare il modello di acquisto con consegna domiciliare o online.

I soggetti beneficiari potranno essere aziende in forma associata, associazioni di produttori e consorzi di produzione, consorzi di tutela, cooperative, organizzazioni professionali e sindacali. Tutti operanti nel settore dell'agricoltura e della pesca. Potranno essere rendicontate spese per trasposto, comunicazione, promozione, software, logistica, personale e altre funzionali alla realizzazione dell'iniziativa.

Per info sul bando vai qui: http://www.arsial.it/arsial/avvisi/111

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Lazio, librerie riapriranno il 20 aprile

Prorogata al 3/5 attuale disciplina orari negozi

redazione martedì 14 aprile 2020
orario esercizio commerciale
LAZIO - La Regione Lazio informa che con l'ordinanza emanata ieri prevede, per la parte relativa al commercio, alcune importanti disposizioni. Viene stabilito anzitutto che le librerie potranno riaprire a partire da lunedì 20 aprile. Questo per dare il tempo agli esercenti per poter organizzare le misure di sicurezza previste dall'Allegato 5 del Dpcm del 10 aprile scorso, come ad esempio trovare soluzioni per garantire il distanziamento minimo tra le persone nell'accesso e nell'uscita dai locali e durante la loro permanenza, reperire dei guanti monouso da distribuire all'ingresso e favorire l'igienizzazione dei locali.

"Vogliamo che le librerie riaprano, ma questo deve avvenire nella sicurezza assoluta di lavoratori e clienti: per questo siamo in contatto con le associazioni delle librerie, sia quelle indipendenti sia quelle facenti parte di grandi catene, per concordare con loro, nei prossimi giorni, le modalità più adeguate per la ripresa delle attività di vendita al pubblico nella nostra regione", ha dichiarato Paolo Orneli, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione.

Oltre alla disposizione sulle librerie, l'ordinanza di prevede anche la proroga fino al 3 maggio della disciplina oraria dei negozi stabilita il 17 marzo scorso, ossia dalle 8.30 alle 19.00 nei giorni feriali e dalle 8.30 alle 15.00 la domenica, per tutte le attività autorizzate a rimanere aperte (dall'obbligo di rispettare questi orari sono esentati, come fino a oggi: farmacie, parafarmacie, edicole e aree di servizio).

Infine, analogamente a quanto fatto per i giorni di Pasqua e Pasquetta, è stata disposta la chiusura degli esercizi commerciali per la vendita di generi alimentari, esclusi centri agroalimentari all'ingrosso, per il 25 aprile e il 1 maggio.

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