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Lazio, bilancio: confermati finanziamenti TPL

Oltre 330 milioni per i Comuni del Lazio

redazione martedì 11 dicembre 2018
sala mechelli copy
LAZIO - La parte della legge di stabilità che riguarda Lavori Pubblici, tutela del territorio e mobilità è stata illustrata in commissione Bilancio dall'assessore Mauro Alessandri, che ha tratteggiato un panorama positivo per quanto riguarda le diverse poste assegnate nel bilancio 2019.

La parte del leone la fa ovviamente il trasporto pubblico: oltre 330 milioni che confermano, nella sostanza, lo stanziamento del 2018, in particolare per quanto riguarda Roma che avrà a disposizione 240 milioni, nonostante la penalità del Fondo nazionale trasporti.

Sempre per quanto riguarda i trasporti di rilievo è anche il finanziamento per il completamento della linea C della metropolitana della Capitale (quasi 64 milioni di milioni di euro). Il capitolo della difesa del suolo, invece, subisce un forte incremento. "Stanziamo un milione e mezzo per la difesa delle coste, in particolare per finanziare il protocollo firmato con Latina e Sabaudia, 12 milioni per il risanamento idrogeologico e quasi quattro milioni per la manutenzione dei corsi d'acqua", ha illustrato l'assessore. Un impegno che crescerà ancora negli anni successivi.

Il programma viabilità e infrastrutture stradali, altro capitolo di rilievo avrà complessivamente a disposizione 63 milioni, di cui circa 58 a disposizione dell'Azienda strade Lazio, che da gennaio dovrà occuparsi anche di parte della viabilità finora affidata alle Province, ma cederà 700 chilometri delle ex strade statali all'Anas. "Sottolineo anche il finanziamento, incrementato rispetto al passato, del Fondo regionale per il completamento delle opere pubbliche (4,6 milioni), destinato ad aiutare i Comuni sotto i 20mila abitanti in difficoltà nella realizzazione di infrastrutture già cofinanziate con la Regione.

Per la parte che riguarda il servizio idrico sono stanziati più di 8 milioni di euro. In questo caso la parte del leone la fanno i 6 milioni riservati alla realizzazione di dissalatori per Ponza e Ventotene. Attenzione anche alla promozione dei bacini lacuali ai quali sono riservati 200mila euro. Passando ai porti "abbiamo stanziato oltre 9 milioni – ha dichiarato ancora Alessandri – per la manutenzione e l'adeguamento. In particolare è di rilievo l'acquisto di una draga per la zona Latina-Sabaudia: con la sabbia recuperata da porti e canali procederemo al rinascimento in altre zone. Un modello che vorremmo riproporre anche in altre zone della Regione".

Avrà un notevole finanziamento anche il comprensorio sciistico del Terminillo: 6 milioni di euro per la ristrutturazione e l'ampliamento degli impianti.

Alla relazione è seguito un ampio dibattito con domande e considerazioni su molti argomenti. Sono intervenuti: Giancarlo Righini (FdI), Gaia Pernarella, Silvia Blasi, Valentina Corrado e Devid Porrello (M5s), Enrico Panunzi (Pd), Sergio Pirozzi (Pirozzi presidente), Massimiliano Maselli (Noi con l'Italia), Antonio Aurigemma (FI), Gino De Paolis (Lista civica Zingaretti).

In particolare i consiglieri hanno chiesto che siano ampliati su scala regionale gli interventi contro l'erosione costiera. Pirozzi ha sollevato la necessità, accolta dall'assessore, della redazione di un vero e proprio piano complessivo. Molte perplessità sui metodi per la ripartizione fra i Comuni del fondo per il trasporto pubblico locale. Annunciati emendamenti per ripristinare il fondo per la ripubblicizzazione dell'acqua, diverse perplessità avanzate anche per lo stanziamento di 1,6 milioni destinati al finanziamento dell'attività dell'Agenzia regionale per la mobilità che dovrebbe chiudere entro luglio.

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Lazio, Stabilità E BILANCIO: VIA aI LAVORI

La manovra all'esame della Commissione Bilancio

redazione venerdì 7 dicembre 2018
ingresso consiglio regionale
LAZIO - Con la relazione illustrativa dell'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, la quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Marco Vincenzi (Pd), ha iniziato oggi l'esame della legge di Stabilità regionale 2019 (proposta di legge n. 85) e del Bilancio di previsione 2019-2021 (pl n. 86).

Al termine della relazione dell'assessore, Vincenzi ha comunicato alla commissione il seguente calendario dei lavori della commissione:

- Lunedì 10 dicembre, dalle ore 11 alle 20 audizioni degli assessori della Giunta;

- Martedì 11 dicembre, dalle 10 alle 13, audizioni delle parti sociali, dalle 15 alle 18 audizioni delle parti datoriali;

- Mercoledì 12 dicembre, dalle ore 11 alle 14 presentazione emendamenti, dalle ore 15 alle 20, discussione generale;

- Giovedì 13 dicembre, dalle 11 alle 12 presentazione subemendamenti, dalle ore 15 alle 20, esame articolati;

- Venerdì 14 dicembre, dalle ore 10 esame articolati e votazione finale.

Le principali misure della manovra 2019

Con la legge di stabilità regionale si definisce il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione, vale a dire il triennio 2019-2021, attraverso l'adozione di norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio di previsione. La proposta della Giunta per il 2019 si compone di 10 articoli, più l'entrata in vigore. Con l'articolo 1 si provvede al rifinanziamento, al definanziamento e alla rimodulazione delle leggi regionali di spesa. Con un aumento da 324 milioni di euro a 344 mln per il 2019 del fondo per riduzione della pressione fiscale, si confermano le esenzioni e le riduzioni dell'addizionale Irpef del 2018 (articolo 2 della pl 85). In più, si prevede l'abbassamento dell'Irap per quelle imprese regionali che generano una quota maggiore del fatturato all'estero.

La legge di Stabilità 2019 interviene sulla governance del Servizio sanitario regionale con tre articoli, dal 3 al 5. Si prevede l'istituzione dell'azienda sanitaria denominata "Azienda Zero" (art. 3 della pl 85), finalizzata a ottimizzare gli assetti istituzionali e organizzativi del servizio sanitario regionale, attraverso l'integrazione funzionale dei servizi sanitari e operativi di supporto a valenza regionale, con l'obiettivo di limitarne i costi gestionali.

Per dare avvio all'Azienda Zero, si intende favorire l'interscambio di risorse umane tra il personale della Regione e il personale delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale (art. 4). Le norme contenute nell'articolo 5 intervengono in materia di certificabilità dei bilanci degli enti del Ssr. L'articolo 6 contiene l'aggiornamento delle disposizioni finanziarie di leggi finanziarie di leggi regionali alla normativa vigente in materia di contabilità.

Con l'articolo 7 s'interviene per agevolare il processo di trasformazione delle comunità montane in unioni di comuni montani, secondo il procedimento previsto dalla legge di Stabilità 2017. Inoltre, per tutti i comuni del Lazio in dissesto finanziario sono previste agevolazioni nella compartecipazione agli investimenti in conto capitale, finanziati con risorse regionali, già previste per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. L'articolo 8 spinge nella direzione della fusione dei consorzi di bonifica del Lazio, disciplinata dalla legge 12/2016. L'articolo 9 della legge di Stabilità regionale interviene nella normativa relativa alla valorizzazione del patrimonio immobiliare e del patrimonio immobiliare agricolo della Regione Lazio. L'articolo 10 contiene disposizioni varie, in materia di: avvocatura regionale; dismissione della totalità delle azioni di Lazio Ambiente SpA; sanzioni derivanti da violazioni accertate dal personale di sorveglianza dei parchi regionali (guardaparco).

Il Bilancio di previsione 2019-2021 (pl 86)

La proposta di legge n. 86 si compone di sei articoli, oltre all'articolo 7 relativo all'entrata in vigore. Sono quantificate le entrate complessive che, al lordo delle poste tecniche e delle partite di giro, ammontano rispettivamente a 35,63 miliardi di euro per il 2019, al pari delle spese complessive, a euro 30,75 mld per il 2020 e a 30,31 mld per il 2021, in termini di competenza, e a 30,42 mld in termini di cassa (incassi e pagamenti effettivi) per l'esercizio finanziario 2019. Al netto, le entrate e le spese sono pari, in termini di competenza, a 19,432 mld di euro per l'anno 2019, a 16,361 mld per l'anno 2020 e a 15,941 mld per l'anno 2021.

Il bilancio di previsione finanziario 2019-2021 è articolato in titoli e tipologie per le entrate e in missioni e programmi per le spese. È competenza del Consiglio regionale l'approvazione del cosiddetto Bilancio decisionale, distinto dal Bilancio gestionale, alla cui adozione provvede la Giunta regionale. Con la legge di Bilancio, inoltre, si autorizza il ricorso al mercato finanziario, nel limite massimo di 650,94 milioni di euro, e si approvano i bilanci degli enti regionali elencati ed allegati alla legge stessa.

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Lazio, il DEFR 2019-2021 all'esame dell'aula

Illustrato dall'assessora al Bilancio Sartore

redazione giovedì 6 dicembre 2018
aula pisana due
LAZIO - Con la relazione dell'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha iniziato l'esame del Documento di economia e finanza regionale 2019 – Anni 2019-2021, (Defr, Proposta di deliberazione consiliare n. 22 del 12 novembre 2018, d'iniziativa della Giunta regionale).

Propedeutico alla manovra di bilancio, che è all'ordine del giorno della quarta commissione, Bilancio, convocata per domani, il Defr della Regione Lazio analizza e sintetizza i risultati dell'attuazione delle politiche pubbliche regionali (in tema economico, sociale, territoriale e finanziario) del medio periodo. "I pilastri strategici del ciclo 2018-2023 – ha spiegato Sartore - convergeranno verso l'obiettivo di coniugare la crescita economica sostenibile e la riduzione delle diseguaglianze, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica". Il documento all'esame dell'Aula consiliare è il frutto di un lavoro di affinamento da parte della quarta commissione che ha esaminato nelle scorse settimane numerosi emendamenti delle opposizioni e ne ha approvati 34.

"Nel corso dell'esame del Defr Lazio in commissione – ha riferito Sartore a tale proposito - proprio in tema di sviluppo, crescita e occupazione, sono stati definiti, ulteriormente, interventi e azioni per rafforzare le politiche regionali per il tessuto produttivo della micro-impresa, delle Pmi, delle imprese artigiane e delle start-up".

Gli interventi della Regione saranno finalizzati ad agevolare l'accesso al credito, per la semplificazione amministrativa, per favorire l'acquisto di tecnologie innovative e sistemi organizzativi e per stimolare la domanda estera con nuovi percorsi di internazionalizzazione.

"Ulteriori contributi migliorativi da parte della quarta commissione – ha proseguito Sartore - hanno riguardato: lo sviluppo delle attività economiche territoriali (il sostegno alle filiere produttive e distributive presenti nei parchi regionali; la creazione di 'vetrine regionali' dell'agro-alimentare in ogni provincia dove esporre e commercializzare i prodotti tipici regionali); il mercato del lavoro (sostegno ai percorsi di alternanza scuola-lavoro; aumento del sostegno ai tirocini extracurricolari; reinserimento lavorativo degli over-40); la valorizzazione del patrimonio artistico, storico, culturale e architettonico, attraverso il riuso dei borghi storici abbandonati e il completamento delle misure relative alle città di fondazione della provincia di Latina, ovvero Latina, Sabaudia, Pontinia e Aprilia e della provincia di Roma, ovvero Pomezia e Guidonia; il sostegno alle opere pubbliche, in primis, quelle relative alla portualità e alla messa in sicurezza di alcuni tratti di viabilità della via Pontina".

E proprio sulla portualità sono previsti interventi significativi. "E' stato concesso dalla Banca Europea per gli Investimenti – ha riferito a tale proposito Sartore - un finanziamento di 195 milioni per l'ampliamento del porto di Civitavecchia e la costruzione di un nuovo porto commerciale a Fiumicino. L'investimento complessivo è pari a 515 milioni. Il nuovo porto di Fiumicino sarà destinato a traghetti passeggeri e merci, pesca e navi da crociera (per implementare l'attività di Civitavecchia); per Civitavecchia le opere riguarderanno, tra l'altro, lo sviluppo delle banchine per le navi da crociera, con un parcheggio di 15 ettari, oltre al collegamento ferroviario (passeggeri e merci) diretto con la Capitale".

I conti della Regione Lazio

Sartore è passata poi al capitolo delle fonti di finanziamento: le risorse del bilancio libero; i trasferimenti correnti dello Stato per il sostegno delle politiche regionali in materia di sanità, trasporti, welfare e istruzione; il co-finanziamento Ue dei piani e programmi per la conclusione del ciclo 2014-2020 e per l'avvio del nuovo ciclo 2021- 2027; i co-finanziamenti statali per il sostegno alle politiche regionali in materia di reti infrastrutturali, ambiente, sviluppo economico, turismo, cultura.

"Relativamente alle risorse libere del bilancio regionale – ha spiegato Sartore - il volume di spesa che ragionevolmente si ritiene possa finanziare le politiche della strategia del Documento di programmazione strategica 2018 (Dsp) sono pari a circa 919 milioni all'anno, quasi tutte destinate alle politiche redistributive, in primis la riduzione della pressione fiscale".

In merito ai trasferimenti correnti dello Stato per sanità, trasporti, welfare e istruzione, proiettati nel medio-lungo periodo, questi hanno una dimensione media annua stimata in circa 11,3 miliardi di cui oltre il 94 per cento è rappresentato dalle attribuzioni alla Regione Lazio del Fondo sanitario nazionale (10,6 miliardi nella media del periodo) per le politiche sanitarie regionali. Al netto dei trasferimenti annuali per le politiche sanitarie, il volume di spesa stimato per le politiche redistributive è pari a circa 665 milioni all'anno. Per il periodo 2018-2023 – anche con le risorse co-finanziate dalla Ue (Fondi per lo Sviluppo e gli investimenti europei) – la stima complessiva delle risorse a disposizione per le politiche di sviluppo sostenibile raggiunge i 2,56 miliardi. Le risorse per le reti infrastrutturali invece ammontano a 4,2 miliardi. In merito alle politiche di finanza pubblica regionale, Sartore ha ricordato che nel medio-lungo termine (2013-2017), la strategia adottata ha consentito, complessivamente, una riduzione del disavanzo prossima al 91 per cento (da -4,97 miliardi a -450 milioni) portando il risultato di amministrazione effettivo, a -1,578 miliardi. Il disavanzo consolidato (al lordo dello stock di perenzione) è stato determinato in -2,484 miliardi. In tema di finanza pubblica e pareggio di bilancio, Sartore ha spiegato che "la Regione Lazio, per l'esercizio finanziario 2017, ha ridotto il disavanzo, rispetto al 2016, del 55,5 per cento passando da un risultato di amministrazione lordo di -1,02 miliardi agli attuali -450 milioni".

Per quanto riguarda le politiche sanitarie, Sartore ha riferito che "nel 2017 l'andamento del Conto consuntivo presenta un disavanzo (prima delle coperture fiscali) di 45,7 milioni (era pari a 604,3 milioni nel 2012); l'indice sintetico della griglia Lea (Livelli essenziali di assistenza) – che indica la qualità/quantità dell'assistenza dell'attività ospedaliera, territoriale e negli ambienti di vita e di lavoro – si è attestato, nel 2016, a 179 (era pari a 152 punti del 2013). L'aggiustamento sia dei fondamentali finanziari, sia dell'offerta di servizi sanitari, ha costituito la premessa per procedere alla conclusione del commissariamento ad esito della completa attuazione del programma operativo 2016-2018".

Sartore ha toccato anche il tema del riordino delle partecipazioni societarie regionali, avviato nel 2013, che dovrebbe portare a un risparmio complessivo di spesa prossimo ai 40 milioni di euro l'anno e a ricavi da dismissioni per 97 milioni di euro. Sartore ha ricordato anche il processo di riordino delle 55 Ipab, la razionalizzazione dei consorzi di bonifica, la valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, le iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Dopo la relazione dell'assessore al Bilancio, si è aperto il dibattito generale, nel corso del quale sono intervenuti i consiglieri Devid Porrello (M5s) e Giancarlo Righini (FdI). Porrello tra l'altro ha evidenziato che "se la manovra nazionale passasse così come il governo l'ha pensata le ricadute positive sul bilancio o sul Pil regionale sarebbero di gran lunga superiori a una manovra governativa ritoccata, così come pensata. Significa – ha proseguito Porrello - che l'azione governativa oggi posta in essere comunque è un beneficio per la Regione Lazio". Secondo Righini, invece, "è da abolire l'addizionale Irpef più alta d'Italia".

Dopo la replica di Sartore, i lavori del Consiglio sono ripresi con l'esame degli emendamenti al Defr. Diciotto le proposte emendative approvate oggi, molte delle quali riformulate dall'assessore Sartore oppure collocate in altre parti del documento, rispetto a quelle individuate dai proponenti, per motivi di maggiore congruità. I primi firmatari degli emendamenti approvati sono Davide Barillari del Movimento 5 stelle e Giancarlo Righini di Fratelli d'Italia con quattro ciascuno, poi Sergio Pirozzi con tre, Valentina Corrado e Gaia Pernarella (entrambe M5s) con due a testa, infine Roberta Angelilli (Lazio 2018), Antonello Aurigemma e Pasquale Ciacciarelli (entrambi di Forza Italia) con uno ciascuno. Tra i temi degli emendamenti, prevalgono l'ambiente, in quelli di Righini (riqualificazione della Valle del Sacco, percorso ferroviario Mandela-Subiaco e la ciclovia tra via dei Laghi e il parco dei Castelli romani), la sanità in quelli di Barillari (trasparenza nelle gare per gli approvvigionamenti del SSR), misure in favore delle aree colpite dal terremoto, in quelli di Angelilli, Aurigemma e Pirozzi, e infine alcune esigenze della provincia di Latina, come la valorizzazione dell'ex ospedale civile di Terracina e la messa in sicurezza della rete idraulica della pianura pontina, in quelli di Pernarella.

Alle ore 18 il vicepresidente del Consiglio regionale Devid Porrello ha sospeso i lavori aggiornando la seduta, non prima di aver fatto osservare all'Aula, su invito del consigliere Fabio Refrigeri, un minuto di silenzio per le vittime del grave incidente occorso oggi in una stazione di servizio al km 39 della via Salaria, che ha causato due morti, tra cui un vigile del fuoco, e alcuni feriti.

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Lazio, bando per consigli dei giovani e bambini

Tutti i Comuni possono partecipare

redazione martedì 4 dicembre 2018
RegioneLazio PrimoPiano
LAZIO - Con i Consigli dei Giovani e dei Bambini la Regione sostiene forme di partecipazione democratica per le nuove generazioni del Lazio. L'obiettivo è rendere i ragazzi protagonisti della politica attiva e coinvolgerli il più possibile nel governo locale e regionale.

Così un comunicato della Regione Lazio.

Il Lazio è stata la prima Regione ad istituzionalizzare le forme di partecipazione democratica dei giovani in linea con la Convenzione ONU sui diritti del Fanciullo e la Carta Europea di partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale.

Il nuovo avviso pubblico sostiene la creazione di una filiera di partecipazione democratica che va dagli 8 ai 25 anni. Circa 125mila euro le risorse a disposizione per favorire la nascita di nuovi Consigli e le loro attività. Ogni Comune potrà richiedere un finanziamento per l'attivazione di un nuovo Consiglio (fino a 6.000€) oppure un contributo per la realizzazione dei progetti di un Consiglio già attivo (fino a 5.000€). Inoltre, la Regione Lazio attiverà a breve una conferenza dei Consigli attivi al fine di poter coordinare le attività e creare una rete per diffondere le buone prassi, per realizzare progetti e iniziative.

In particolare:

I Consigli dei Bambini, dagli 8 ai 14 anni, sono organi democratici di rappresentanza istituiti dai Comuni insieme alle istituzioni scolastiche per portare nelle Amministrazioni un punto di vista differente da quello degli adulti.

I Consigli dei Giovani, dai 15 ai 25 anni, oltre ad essere un'opportunità e un'occasione per i ragazzi e le ragazze di avere un luogo dove far sentire la propria voce e proporre le proprie idee, rappresentano un cambiamento epocale nel processo decisionale delle amministrazioni locali. Infatti Municipi e Comuni, in presenza di un Consiglio dei Giovani, prima di adottare decisioni riguardo le politiche giovanili, dovranno consultare le ragazze e i ragazzi. Viceversa, il Consiglio dei Giovani potrà sviluppare iniziative nonché promuovere attività per informare i ragazzi e coinvolgerli nella vita amministrativa.

Ad oggi nel Lazio sono attivi 14 Consigli dei Giovani con oltre 150 ragazzi coinvolti: in provincia di Roma, protagonisti di questa esperienza sono i ragazzi di Grottaferrata, Albano, Bassano Romano, Capena, Affile, Cave e del II Municipio della Capitale. Nel viterbese i Consigli dei Giovani sono attivi a Oriolo Romano, Vejano, Gallese e Vallerano e nel frusinate a Paliano. In provincia di Latina i ragazzi sono al tavolo delle decisioni sia a Priverno che ad Aprilia.

Vai qui per tutte le informazioni e modalità di adesione: http://www.regione.lazio.it/rl_giovani/?vw=documentazioneDettaglio&id=46973 

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 12 del 31 gennaio 2019.

"Con la riattivazione delle forme di partecipazione democratica per le ragazze e i ragazzi del Lazio avviamo una nuova stagione di protagonismo giovanile nella nostra regione. Reinvestiamo sui Consigli dei Giovani, dei Ragazzi e dei Bambini per aprire le porte delle Amministrazioni alle nuove generazioni dimostrando, ancora una volta, che il Lazio è la regione dei giovani, attenta a costruire politiche per abbattere quella barriera che esclude intere generazioni – parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: con il sostegno economico e con la creazione della Rete dei Consigli diamo una spinta e cittadinanza a quelle ragazze e quei ragazzi che vogliono dire la propria e cambiare democraticamente la propria città e Regione. Ora tocca ai Sindaci e ai Presidenti di Municipio attivare questa progettualità: creare una città ascoltando le fasce più dimenticate significa costruirla a misura di tutti".

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Lazio, respinta mozione di sfiducia a Zingaretti

Frattura nel gruppo di Forza Italia

redazione sabato 1 dicembre 2018
aula pisana quattro
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha respinto oggi la mozione di sfiducia al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, presentata da dodici consiglieri dell'opposizione di centrodestra nei giorni scorsi. L'esito della votazione, anzi, rafforza la coalizione del presidente, visto che ai 25 voti contrari di tutti i consiglieri del centro sinistra si è aggiunto anche quello di Laura Cartaginese, consigliera di Forza Italia, che non aveva sottoscritto la mozione e che ha portato il totale dei contrari a 26 su 51, vale a dire la maggioranza assoluta del Consiglio regionale.

I voti favorevoli alla mozione – e quindi contro Zingaretti – sono stati 22: hanno votato compatti i gruppi Fratelli d'Italia (3), Lega (3), Lazio 2018 (2), Noi con l'Italia (1) e il Movimento 5 stelle (10). Divisa invece Forza Italia, col voto favorevole di Antonello Aurigemma e Giuseppe Simeone e quello contrario di Laura Cartaginese. Il ventiduesimo voto a favore è arrivato da Giuseppe Cangemi (Misto), il quale ha dichiarato in Aula di essersi adeguato alla volontà del suo partito, Forza Italia, pur "restando valido il cosiddetto Patto d'Aula", stipulato con la maggioranza di centrosinistra insieme al collega del gruppo Misto, Enrico Cavallari, oggi assente, come già annunciato nei giorni scorsi. Assente anche Pasquale Ciacciarelli (FI), che però aveva sottoscritto la mozione, mentre Sergio Pirozzi (Pirozzi presidente) non ha votato perché ha dovuto lasciare anticipatamente la seduta per impegni precedentemente presi.

Il dibattito che ha preceduto il voto finale ha visto intervenire numerosi consiglieri di opposizione e solo il presidente del gruppo del partito democratico, Mauro Buschini, per il centrosinistra. Dalla discussione sono emerse critiche a Zingaretti, ma anche accuse reciproche tra centrodestra e Movimento 5 stelle, nonché una frattura politica nel centrodestra e, in particolare, in Forza Italia, con la consigliera Cartaginese che ha dichiarato di "non sentirsi più rappresentata dal capogruppo Antonello Aurigemma".

Stefano Parisi, capogruppo di Lazio 2018 e promotore della mozione, ha illustrato all'Aula i motivi della richiesta: "Fare chiarezza – ha detto – su quali siano le forze politiche che sostengono questa Giunta, visto che non ha la maggioranza in Consiglio regionale. Importante per tutti, soprattutto per il centrodestra, per capire se rispetta in tutti i suoi eletti quanto promesso nel corso della campagna elettorale".

Parisi ha detto anche che "occorre ridare dignità all'Aula", criticando Zingaretti non solo su tematiche specifiche come la gestione dei rifiuti e la Sanità, ma anche perché a suo avviso il presidente non sta svolgendo in pieno il suo incarico, in quanto appare più proiettato verso la corsa per la segreteria nazionale del Partito democratico. Critiche condivise anche da Fabrizio Ghera (capogruppo FdI), Orlando Angelo Tripodi (capogruppo Lega), Antonello Aurigemma (capogruppo FI), Massimiliano Maselli (NcI), Roberta Angelilli (Lazio 2018) e Valentina Corrado (M5s).

Roberta Lombardi (capogruppo M5s), pur annunciando il voto favorevole alla mozione da parte del suo gruppo, ha criticato le modalità con le quali i consiglieri di centrodestra l'hanno presentata, senza coinvolgere le altre opposizioni. Opinione condivisa da Sergio Pirozzi, il quale si è dichiarato anche disponibile alle dimissioni di tutti i consiglieri di opposizione, ma solo di fronte a un progetto credibile e alternativo a questa maggioranza. Anche Giuseppe Cangemi e Laura Cartaginese hanno criticato – per motivi diversi – il comportamento di chi ha presentato la mozione.

Il dibattito si è concluso con l'intervento di Mauro Buschini (Pd), che ha criticato l'atteggiamento del centrodestra. "Non si può presentare una mozione di sfiducia per una ragione politica interna a una coalizione – ha detto – perché è irrispettoso delle istituzioni e rischia di arrecare un danno ai cittadini". Il capogruppo del Pd ha anche respinto le accuse di immobilismo e di confusione del Consiglio contenute nella mozione, ribattendo con i dati relativi ai provvedimenti discussi e approvati in questi sei mesi.

Al termine della seduta consiliare, il presidente Zingaretti e la Giunta regionale hanno tenuto una conferenza stampa nella sala Etruschi del Consiglio regionale per presentare la manovra di Bilancio 2019-2021.

Prima di spiegare i provvedimenti economico-finanziari, Zingaretti ha rilasciato una dichiarazione sull'esito della votazione della mozione di sfiducia. "In questi giorni sono stato in assoluto silenzio per rispetto delle dinamiche consiliari e per la legittimità di un atto messo in campo da alcuni consiglieri regionali – ha detto – assistendo anche oggi a una giornata di discussione che si è conclusa con i numeri che avete visto e che hanno respinto la mozione di sfiducia".

Zingaretti ha ringraziato i consiglieri che hanno votato contro la mozione, sottolineando che "la cosa peggiore che poteva accadere oggi per i cittadini del Lazio sarebbe stata la conclusione della legislatura alla vigilia di una sessione di Bilancio. La crescita in Italia è a quota zero – ha aggiunto – aumenta la disoccupazione, il Governo italiano non ha ancora approvato la sua manovra di Bilancio mentre ieri la Giunta regionale ha approvato quella del Lazio e il Consiglio ora è pronto per i cittadini ad andare avanti con grande determinazione".

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