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Cerveteri, 400mila euro per scuola Ceri

Inoltrata richiesta alla Regione

redazione martedì 7 novembre 2017
scuola
CERVETERI - "Un importante progetto per la scuola di Ceri. Avanzate due richieste di finanziamento alla Regione Lazio per oltre 400mila Euro e approvato uno stanziamento di fondi comunali pari a 60mila Euro per l'acquisto di attrezzature ludiche per le scuole dell'infanzia. Stiamo lavorando per realizzare un nuovo importante investimento nel mondo dell'edilizia scolastica e per poter consegnare ai nostri figli delle scuole sempre più belle, accessibili e sicure".

Lo ha dichiarato Giuseppe Zito, Vicesindaco e Assessore all'Edilizia Scolastica del Comune di Cerveteri.

"Nel dettaglio – ha detto il Vicesindaco Giuseppe Zito – abbiamo avanzato una richiesta di finanziamento pari a 267.608,00 euro per l'efficientemento energetico del plesso scolastico, quindi per la realizzazione del tetto ventilato, del cappotto termico e per la sostituzione degli infissi, e altri 158.402,00 euro per la messa in sicurezza delle aree esterne del plesso, compresa una nuova area ludica".

"Durante lo scorso Consiglio comunale inoltre – ha concluso Zito – abbiamo approvato uno stanziamento di ulteriori 60mila euro per l'acquisto di attrezzature ludiche da inserire nelle scuole dell'infanzia, tra cui anche quella di Ceri".

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Raccolta differenziata: Lazio +5% in un anno

Neanche un kg di rifiuti tal quali a impianti

redazione venerdì 3 novembre 2017
raccolta porta a porta
LAZIO - Raccolta differenziata, notizie positive per il Lazio dalla nuova edizione del Rapporto Rifiuti urbani dell'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ogni anno fornisce il quadro dettagliato e aggiornato su produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani a livello nazionale, regionale e provinciale nonché degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, e dell'import/export.

Lo rende noto un comunicato della Regione Lazio.

Nel Lazio la raccolta differenziata cresce all'incirca del 5% in un solo anno, passando dal 37,5% del 2015 al 42,4% del 2016. La Regione è al lavoro senza sosta per raggiungere le soglie di legge e superare la media nazionale. Dal 2013, anno di insediamento di questa giunta, la raccolta differenziata è cresciuta di 25 punti percentuali permettendo di sottrarre allo smaltimento 1,3 mln di tonnellate di rifiuti ora avviati a riciclo. Dei tre milioni di tonnellate prodotte di rifiuti urbani nel 2016 soltanto 380mila, dopo i trattamenti meccanico biologici, sono state interrate in discarica (13%).

La Regione Lazio è una delle quattro regioni che non invia a discarica neanche un chilogrammo di rifiuti tal quali poiché, nei dieci impianti regionali, tutti i rifiuti indifferenziati vengono resi innocui.

"Sostanzialmente, negli ultimi tre anni, il Lazio è la Regione italiana che è più cresciuta nella percentuale di raccolta differenziata – ha detto Mauro Buschini, assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, che ha aggiunto: confermando questo trend della raccolta differenziata si conferma, di conseguenza, la riduzione della necessità di ricorrere a discariche e inceneritori che sarà ulteriormente minore, nei prossimi anni, grazie ai 57 milioni messi a bando dalla Regione Lazio per il compostaggio e le isole ecologiche".

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Lazio, via a regolamento per Registro tumori

Definite le modalità di funzionamento

redazione martedì 31 ottobre 2017
Sanità-ospedale-lavoro
LAZIO - La Commissione regionale Poliiche Sociali e Salute si è espressa favorevolmente, all'unanimità, sullo schema di delibera riguardante l'approvazione del regolamento di attuazione della legge regionale n. 7 del 2015 che ha istituito il Registro tumori nel Lazio.

Il regolamento, illustrato alla Pisana dal direttore regionale Vincenzo Panella, definisce le modalità di funzionamento del Registro, specificando i tipi di dati sensibili trattabili e le operazioni eseguibili da determinati soggetti qualificati. Si tratta pertanto di uno strumento normativo e tecnico ritenuto indispensabile per dare sostanza e seguito alla normativa regionale in materia.

Via libera, dunque, alla raccolta, elaborazione e registrazione di dati statistici completi e validati scientificamente su incidenza, prevalenza e sopravvivenza dei casi di tumore tra la popolazione regionale, secondo un andamento sia spaziale che temporale, così da consentire interventi mirati di prevenzione primaria e l'attivazione di campagne di diagnosi precoce e screening oncologici.

Il Registro verrà insediato presso il Dipartimento di Epidemiologia (Dep) del Servizio sanitario regionale e sarà collegato a cinque unità funzionali: una per la Città metropolitana di Roma e per ciascuna delle quattro province, più una unità a carattere regionale specifica per i tumori infantili.

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Lazio, sì unanime a nuova legge elettorale

Cancellato listino e introdotta parità di genere

redazione venerdì 27 ottobre 2017
RegioneLazio PrimoPiano
LAZIO - Scompare il listino. Introdotte la parità di genere e la garanzia di almeno un consigliere regionale per ogni provincia. Istituito il divieto del terzo mandato consecutivo per il presidente della Regione. Elezioni entro tre mesi in caso di scioglimento anticipato del Consiglio. Ampliati i casi di esenzione dall'obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali. Sancita l'ineleggibilità dei sindaci dei comuni con più di 20 mila abitanti.

Sono queste alcune delle novità introdotte dal Consiglio regionale con l'approvazione all'unanimità (44 voti a favore su 44 votanti) della proposta n. 372 di riforma della legge elettorale del Lazio. Dichiarazioni di voto a favore da parte di tutti i gruppi, sebbene con alcuni distinguo, e in gran parte manifestando soddisfazione per l'avvenuta abolizione del listino.

La principale innovazione è infatti questa: è stata cancellata dalla legge la lista di 10 consiglieri collegati al presidente vincitore che entravano alla Pisana senza aver bisogno di preferenze. L'80 per cento dei seggi continuerà, comunque a essere assegnato con metodo proporzionale, il restante 20 per cento sarà attribuito, come premio, direttamente alle liste circoscrizionali che sostengono il presidente e non più, come accaduto fino a oggi, attraverso il "listino".

Gino De Paolis (Insieme per il Lazio) a questo proposito ha voluto spendere delle parole per i colleghi eletti nel listino, di cui ha avuto occasione, ha detto, di rimarcare "l'abnegazione e la generosità" in questi anni. Ciononostante si è detto favorevole a questa decisione, che sarà ricordata, ha aggiunto, come un risultato della presidenza Zingaretti. Bocciati gli emendamenti del M5s che puntavano a introdurre nel Lazio il doppio turno e uno sbarramento al 3 per cento per i gruppi di liste.

Cinque le circoscrizioni regionali (Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo e Città metropolitana di Roma), che vedranno assegnarsi i seggi in proporzione alla popolazione risultata residente all'ultimo censimento generale. Particolarmente discusse la scelte sulla soluzione per garantire almeno un consigliere regionale per ciascuna provincia. Alla fine l'Aula ha votato un emendamento di mediazione, fatto proprio dall'assessore Mauro Buschini, che assegna all'Ufficio centrale regionale il compito di individuare, per le circoscrizioni prive di eletti, la lista con più voti collegata al presidente vincitore delle Regionali assegnandole un seggio. Seggio che è corrispondentemente sottratto, con un complesso meccanismo, ad altre liste collegate al nuovo presidente della Regione che abbiano raccolto minori consensi. Daniele Fichera (Psi) ha espresso preoccupazione per questo sistema di voto che "depotenzia il valore della partecipazione alla coalizione per le forze più piccole". "Vincerà un monopartito" ha invece profetizzato Pietro Sbardella (Misto) sin dall'inizio dei lavori, per il quale la legge elettorale segna la fine della coalizione che ha sostenuto Nicola Zingaretti.

GRUPPI ESENTATI DALLA RACCOLTA FIRME

Altro punto sul quale i gruppi consiliari hanno cercato un accordo nelle lunghe conferenze dei capigruppo che, da ieri, hanno preceduto la seduta è quello dell'esonero dalla raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Si è scelto di sollevare da questo obbligo le liste espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari o parlamentari già presenti in Consiglio o in almeno una delle due Camere alla data di indizione delle elezioni. Inoltre, il presidente di un gruppo consiliare potrà dichiarare collegata una lista pur se questa avrà denominazione diversa da quella del gruppo. Esonerate dalla raccolta firme, infine, le liste che abbiano un contrassegno nel quale compaia anche il simbolo di un partito o di un movimento già esente. "Forse qualcuno ha paura di scendere in strada a chiedere il consenso", ha osservato Gaia Pernarella (M5s). Anche Giancarlo Righini (FdI) si è mostrato particolarmente critico.

Fissati i limiti per il numero dei candidati per ciascuna lista nelle circoscrizioni: da 22 a 32 nella Città metropolitana di Roma Capitale, da 4 a 6 a Latina e Frosinone, da 2 a 4 a Viterbo e 2 a Rieti. Un emendamento del centrosinistra ha poi aggiunto ai "non eleggibili", oltre ai presidenti delle province della regione, anche il sindaco della Città metropolitana di Roma Capitale e, novità, i sindaci dei comuni aventi una popolazione superiore ai 20 mila abitanti (prima erano ineleggibili solo quelli dei comuni capoluogo). Una scelta contestata da Francesco Storace (Mns): "Così scateniamo il partito dei sindaci contro la Regione".

Quanto al resto della riforma, tre norme si sono rese necessarie per adeguare il sistema elettorale del Lazio alla novità introdotte a livello nazionale. La prima è la cosiddetta preferenza di genere, in base alla quale ogni elettore potrà esprimere fino a due preferenze purché a candidati di sesso diverso. Introdotto contestualmente il limite del 50 per cento ai candidati dello stesso sesso nelle liste circoscrizionali. Una scelta che Olimpia Tarzia (Lista Storace) ha apprezzato perché "non si limita a un semplice sistema di 'quote rosa'".

Un altro allineamento alla normativa nazionale (legge 165 del 2004) introduce il divieto del terzo mandato consecutivo per il presidente della Regione Lazio (salvo che uno dei due mandati precedenti sia durato meno di due anni, sei mesi e un giorno per causa diversa dalle dimissioni volontarie). Infine è stato definitivamente chiarito che, in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale, si andrà a votare entro tre mesi.

"RISULTATO UNITARIO DOPO UN PERCORSO TORTUOSO"

Si è arrivati all'approvazione poco dopo mezzanotte e mezza. I lavori hanno preso il via alle ore 19 in coincidenza con il deposito di un piccolo pacchetto di emendamenti da parte della Giunta "che – come ha precisato il presidente del Consiglio, Daniele Leodori – ha recepito il lavoro della capigruppo".

Il testo originario della proposta di legge – elaborato nel marzo scorso dalla commissione speciale per le Riforme istituzionali presieduta da Mario Abbruzzese (Forza Italia) – prevedeva da subito l'eliminazione del listino. Ma, sebbene sottoscritta da quasi tutti i gruppi, una volta approdata a giugno in commissione Affari istituzionali, presieduta da Fabio Bellini (Pd), l'ipotesi di abolizione del listino ha iniziato a vacillare, impedendo che si cominciasse a esaminare il testo articolo per articolo. La proposta è stata poi "chiamata in Aula" dalla Conferenza dei capigruppo. Una volta in Consiglio sono stati depositati alcuni emendamenti per non abolire il listino, ma ridurne il numero dei consiglieri da 10 a sei. Questa "mediazione", come l'ha definita lo stesso Zingaretti, ha scatenato critiche e proteste da parte delle opposizioni, inducendo il presidente della Regione a fare un passo indietro per mantenere l'unità e la collegialità.

Per Luca Malcotti (Cuoritaliani), è una "giornata importante" per la riscoperta da parte del Consiglio delle proprie prerogative. Infine il capogruppo del Pd, Massimiliano Valeriani, chiudendo la seduta ha affermato che "condividere le regole" è una cosa fondamentale per un sistema democratico, anche se ognuno ha dovuto "rinunciare a qualcosa" per conseguire un risultato unitario, sebbene alla fine di un percorso "tortuoso". Con l'abolizione del listino si è data realizzazione a un punto del programma elettorale e Valeriani ha espresso l'orgoglio di questo risultato, che "non si dava per scontato da nessuno" fino a qualche giorno fa.

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Zingaretti: sì a consiglio di soli eletti

Ok ad abolizione listino, domani voto in aula

redazione mercoledì 25 ottobre 2017
aula pisana tre
LAZIO - "Credo che sia corretto, a questo punto, procedere con l'esame della proposta approvata in commissione, figlia di un confronto di mesi. Dal mio punto di vista non c'è nessun problema".

E' quanto ha dichiarato oggi pomeriggio Nicola Zingaretti, prendendo la parola durante la seconda giornata di discussione in Consiglio regionale sulla proposta di riforma della legge elettorale del Lazio.

"Portiamo insieme collegialmente davanti agli elettori – ha aggiunto – una proposta istituzionale che vedrà, se saremo d'accordo, il Consiglio regionale eletto per la prima volta al 100 per cento dai cittadini". Con questo annuncio, il presidente della Regione Lazio ha, di fatto, aperto all'abolizione del listino bloccato, contenuta nella proposta di legge n. 372 uscita dalla commissione speciale per le riforme istituzionali della Pisana, presieduta da Mario Abbruzzese, e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, tranne il Movimento cinquestelle.

"Ho assistito sia ieri che oggi alla discussione, agli elementi di critica, di preoccupazione, anche di denuncia, che sono stati fatti, rispetto all'iniziativa politica che si era presa come maggioranza", ha spiegato Zingaretti riferendosi agli emendamenti del centrosinistra che avrebbero invece mantenuto il listino, sia pure ridotto da dieci a sei consiglieri. Ipotesi che aveva provocato numerose critiche e proteste da parte delle opposizioni per il cambio di direzione rispetto alla posizione inizialmente favorevole alla cancellazione del listino contenuta nel testo "Abbruzzese".

Sul punto il presidente della Regione ha chiarito che da parte del centrosinistra "non c'era nessun elemento di volontà di imporre, ma di fornire un iter legislativo, qualora si fosse incontrata la disponibilità al confronto che andasse oltre la maggioranza". Un confronto "soprattutto sul tema delle regole". "Ma dobbiamo prendere atto – ha aggiunto –che questa proposta non ha queste caratteristiche di unità e di collegialità, che anzi vengono vissute, al contrario, come un elemento di rottura, di frammentazione e di imposizione".

Quindi, Zingaretti ha auspicato di procedere "a questo punto, all'approvazione di una legge elettorale condivisa e credo in questo di rappresentare fino in fondo il ruolo di presidente, leader di una parte maggioritaria in questo Consiglio, ma non di una maggioranza che sulle regole vuole imporre a chicchessia forme o modi di comportamento, ma rincorrere fino in fondo il ruolo di garante del percorso democratico di tutta la Regione Lazio".

L'intervento del presidente della Regione ha di fatto interrotto il dibattito odierno che proseguirà domani 26 ottobre, a partire dalle ore 11, secondo le indicazioni fornite dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, convocata per oggi pomeriggio dal presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, prima di sospendere la seduta.

Dalla discussione svolta in questi due giorni era emersa la volontà di tutti i gruppi consiliari di recepire le norme nazionali sulle pari opportunità tra donne e uomini, attraverso la doppia preferenza di genere e le quote fisse nelle liste circoscrizionali. Allo stesso modo, non ci sono stati interventi contrari a mantenere il premio di maggioranza attuale, pari al 20 per cento dei seggi da assegnare, a chiarire meglio il divieto del terzo mandato da presidente della Regione e a fissare in tre mesi il termine entro cui eleggere il nuovo Consiglio in caso di scioglimento anticipato.

Restava aperta la questione dell'abolizione del listino e quelle relative alla rappresentanza delle province, alle soglie di sbarramento e all'esonero dalla raccolta delle firme per presentare le liste elettorali. Chiarito il primo punto, gli altri tre dovrebbero essere risolti attraverso l'esame dei 10 articoli del testo, più i 53 emendamenti e i relativi 808 subemendamenti. Una mole di proposte di modifica che però potrebbe essere oggetto domani stesso di una riduzione.

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