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Zona 167, Tar affonda Pizzorno

Manciuria: "Previsto ingente danno erariale"

redazione martedì 24 settembre 2013
Tar lazio
ANGUILLARA - "Il Tar del Lazio, con sentenza 8322 del 18 Settembre 2013, ha annullato definitivamente la determina di assegnazione del bando per imprese nella Zona 167 Le Fontane. Il protrarsi della gara comporta un danno erariale di oltre un milione e ottocentomila euro di mancati introiti per le casse comunali la cui responsabilità è unicamente da attribuire all'incapacità gestionale del sindaco Pizzorno".

Lo dichiara il Presidente del Movimento "ScegliAmo Italia" Sergio Manciuria, dopo aver preso visione del dispositivo emesso dal Tribunale amministrativo con giudizio definitivo sul ricorso proposto dall'ATI DAMA S.r.l. esclusa dalla sinistra senza alcuna valida motivazione tecnico-giuridica.

"Da attenti osservatori della macchina amministrativa sabatina – spiega il Capogruppo Consiliare – avevamo denunciato politicamente errori ed omissioni perpetrati dalla Commissione esterna voluta e nominata dal Primo cittadino. Oggi tutti i nodi arrivano al pettine e dopo due anni di "Disamministrazione Pizzorno" il calvario della Zona 167 Le Fontane ricomincia dal nastro di partenza".

"Dopo quest'ennesimo fallimento, i cui costi legali è bene li paghi il Sindaco e non la collettività, l'azione conseguente che persone serie e politicamente corrette dovrebbero assumere per rispetto della propria dignità morale, è la rinuncia al mandato. Constatiamo purtroppo, in questo momento di antipolitica spinta, che la rinnovata classe dirigente del partito democratico, divisa su tutto e sorda nell'ascoltare le proposte costruttive della minoranza - conclude Manciuria- è più interessata ad occupare le poltrone senza dar luogo a soluzioni decenti per risolvere i problemi e rendere finalmente dignitosa quantomeno la vita ordinaria dei cittadini di Anguillara".

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Rifiuti, la replica di Civita e Zingaretti

Intervenuti al termine del Consiglio straordinario

redazione martedì 24 settembre 2013
aula pisana tre
LAZIO - Al termine del dibattito in Consiglio regionale sono intervenuti l'assessore Michele Civita e il presidente Nicola Zingaretti.
L'assessore con delega ai Rifiuti ha precisato il percorso messo in campo dalla Giunta regionale negli ultimi mesi. "Ci siamo mossi spinti dall'emergenza, ma provando anche a guardare al futuro. Arrivati in Regione abbiamo lavorato, intanto, perché tutti i rifiuti interrati a Malagrotta fossero trattati. Per la prima volta nella sua storia abbiamo fatto accordi per il trattamento anche con altre Regioni. L'interramento del talquale è il motivo dell'infrazione europea. Abbiamo messo in campo anche tutte le misure di controllo per far rispettare questa disposizione".

"E' importante - ha spiegato Civita - che i cittadini sappiano che noi saremo intransigenti su questa materia: le discariche saranno sempre più piccole e potranno essere interrati solo rifiuti trattati. In secondo luogo abbiamo affrontato il tema della chiusura di Malagrotta. Non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità. Abbiamo collaborato con il commissario. La Regione ha fornito tutte le autorizzazioni già rilasciate con le volumetrie ancora disponibili. Il tavolo tecnico ha preso in esame anche altri siti, non solo quelli già in attività. Abbiamo fornito ai gruppi consiliari tutta la documentazione. Ma le altre aree non ci lasciavano tranquilli dal punto di vista ambientale: sono state tutte 'impallinate' per questi problemi".

"Ma comunque non ci siamo nascosti dietro un dito - ha proseguito l'assessore - il 30 luglio in Consiglio regionale ho detto che per noi Falcognana era un sito idoneo, perché aveva tutte le autorizzazioni necessarie, addirittura per rifiuti pericolosi e non pericolosi. Sono sempre stati interrati rifiuti speciali. Non c'è, dunque, un problema di nuova autorizzazione, serve solo una variante non sostanziale perché si migliora l'impatto ambientale. Faccio presente che abbiamo tenuto conto delle preoccupazioni degli abitanti, limitando la quantità di rifiuti che sarà conferita a Falcognana: la proposta del commissario parla di 300 tonnellate di rifiuti al giorno, appena dodici camion. Un impatto irrilevante sul traffico. Questo perché contemporaneamente, a luglio, il Comune di Roma ha fatto la scelta di un bando europeo per portare fuori dal Lazio i rifiuti trattati e di una gara ristretta per garantire lo smaltimento in attesa della conclusione del bando. E' una piccola rivoluzione che dobbiamo governare. Ma Falcognana serve: con quale faccia possiamo portare i rifiuti fuori dal Lazio se non utilizziamo un impianto che già esiste?"

"Sicuramente i costi saranno inferiori rispetto al portare fuori i rifiuti - ha concluso Civita - Nel Lazio oscillano fra i 103 e i 75 euro a tonnellata. Vedremo se il commissario riuscirà a spuntare il costo più basso di questa forchetta. L'affidamento diretto, inoltre, è obbligatorio: a Ecofer non possiamo chiedere di rinunciare alla sua attività imprenditoriale, un esproprio costerebbe un'enormità. Non avrebbe senso. Ora dobbiamo lavorare per chiudere e riqualificare Malagrotta. Per noi è una priorità. Chiudere una storia che è durata 35 anni non è un gioco. Lavoriamoci tutti insieme. Come tutti insieme dobbiamo lavorare sulla differenziata, sulla prevenzione e sul riuso dei rifiuti. E' un lavoro faticoso: ci vuole tempo e disponibilità da parte dei Comuni. Mi impegno a presentare già a dicembre le linee guida per il nuovo piano rifiuti per arrivare poi alla discussione in Consiglio regionale".

Il dibattito è stato concluso dalla replica del presidente Nicola Zingaretti: "Siamo una fase di sperimentazione che richiederà il coinvolgimento di tutti, dei sindaci, delle forze politiche. Per questo, nell'introduzione, ho fatto appello al senso di responsabilità di tutti, nel rispetto dei propri ruoli. I risultati straordinari che abbiamo raggiunto in Provincia sono il frutto della collaborazione con la giunta regionale e con tante amministrazioni locali, al di là del colore politico. Questo non è successo nel rapporto con il Comune di Roma, all'epoca guidato da Alemanno".

"Condivido e sono contento della richiesta di protagonismo e partecipazione che viene dal Consiglio regionale - ha proseguito Zingaretti - Ma bisogna considerare che nel Lazio c'è il commissariamento. Che di fatto esautora le sedie elette democraticamente. Questo è il quadro: il commissario fa la sua proposta al ministro e chiede la collaborazione alle istituzioni. In questo senso siamo stati partecipi della scelta e quando ci è stato proposto il sito di Falcognana lo abbiamo valutato idoneo in base alle nostre competenze. In questi 35 anni, il centro sinistra e il centro destra si sono trovati a governare Regione e Comune insieme. La verità è che, malgrado questo, tutte le soluzioni proposte sono state "impallinate". Per questo il commissario sceglie una discarica già aperta e autorizzata, per uscire da questa spirale".

"Io non penso che coloro che manifestano contro la discarica di Falcognana siano populisti - ha spiegato il presidente della Regione - il populismo sta nelle bugie che vengono raccontate ai cittadini. Non sarà mai una nuova Malagrotta. L'obiettivo vero che ci siamo dati è quello di avere un sito agibile al massimo per due anni. Le preoccupazioni sono legittime, ma una politica responsabile deve raccontare la verità e la verità è che non ci saranno problemi né per la salute dei cittadini, né per l'ambiente. La riduzione della quantità dei rifiuti che saranno portati a Falcognana sta in questo quadro. Il Comune punta sulla differenziata e sul riuso. La Regione sosterrà Roma. Abbiamo le carte in regola: siamo l'area italiana dove negli ultimi cinque anni il porta a porta è cresciuto di più. Continueremo con quel lavoro. La scelta è quella di limitare al massimo l'impatto, insomma. Falcognana sarà un'esperienza provvisoria e limitata al supporto di una rivoluzione nel ciclo dei rifiuti".

"Il tema delle legalità - ha dichiarato ancora Zingaretti - è sicuramente una nostra preoccupazione. Il ministro della Giustizia, in risposta a un'interrogazione, ha dichiarato che gli approfondimenti di polizia giudiziaria non hanno evidenziato alcun coinvolgimento della società Ecofer e delle sue controllate con la criminalità organizzata. Il ministro ha garantito la massima attenzione e vigilanza. Questi atti messi in campo dagli organi investigativi e il continuo controllo sono la nostra bussola".

"Non credo che la soluzione - ha concluso il presidente - sia convocare tutti i ministri e chiedere il loro parere. L'interlocuzione con il governo c'è, ma è con chi ha avuto l'incarico di confrontarsi con i poteri locali, il commissario Sottile. Quindi, avete ragione a dire che il processo è complesso e molto accidentato: ma vogliamo lavorare per uscire da questa situazione. E anche la scelta di Falcognana, ridotta ai minimi termini, è un segnale che vogliamo dare: Roma e il Lazio fanno il proprio lavoro".

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Falcognana unica soluzione

Così Zingaretti in Consiglio regionale

redazione lunedì 23 settembre 2013
falcognana
LAZIO - "Abbiamo fornito al commissario per l'emergenza rifiuti una lista di tutti gli impianti di smaltimento autorizzati. Dopo i dovuti approfondimenti il commissario ha scelto il sito di Falcognana, scelta che abbiamo condiviso. Sarà una piccola discarica, temporanea, dove verrà scaricato solo materiale trattato. Dai 60 camion della prima ipotesi siamo arrivati a 12, non ci sarà mai una nuova Malagrotta: Falcognana con le sue 300 tonnellate al giorno di materiale trattato, aiuterà Roma a superare l'emergenza e ad avviare la chiusura della più grande discarica d'Europa. Come potremmo chiedere aiuto ai cittadini delle altre Regioni se non cominciamo a fare la nostra parte?".

Così il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha introdotto la seduta del Consiglio regionale, presieduta da Daniele Leodori, dedicata all'emergenza rifiuti.

"Non siamo al giorno zero - ha spiegato Zingaretti - Il nostro obiettivo è costruire una nuova gestione dei rifiuti. La nostra Regione deve diventare un modello a cui guardare: abbiamo già compiuto scelte importanti. Se vogliamo possiamo cambiare, serve collaborazione istituzionale, pianificazione e programmazione. Abbiamo stanziato 150 milioni di euro per la differenziata porta a porta, già distribuiti alle amministrazioni. E' stato avviato l'iter di revisione del Piano regionale dei rifiuti, con l'abolizione dello scenario di controllo. E' partito il monitoraggio che permetterà di ridefinire il fabbisogno di impianti. Il nuovo piano punterà fortemente sulla riduzione, sul riuso e sul riciclo. Ci sarà un percorso partecipato e pubblico, con il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale".

"Per quanto riguarda l'emergenza Roma - ha proseguito il presidente - i dati sono chiari: la differenziata è ferma al 26 per cento, frutto di lunghi anni di cattivo servizio, di scelte opinabili, di impianti sottoutilizzati. Ci siamo impegnati per evitare il disastro: abbiamo chiesto la collaborazione di tutta la Regione, con il trattamento negli impianti di Colfelice, Viterbo, Albano, e anche delle altre Regioni, Abruzzo e Toscana in particolare. Adesso Roma tratta tutti i suoi rifiuti, non viene più conferito 'talquale' in discarica".

"C'era la necessità di individuare nuova discarica provvisoria, visto che il 30 settembre scade la proroga per Malagrotta. La relazione del commissario Goffredo Sottile al ministro dell'Ambiente ha evidenziato l'impossibilità tecnica di realizzare una nuova discarica nei tempi dati, non sono state trovate discariche di rifiuti inerti già esistenti idonee. Si è quindi deciso di utilizzare una discarica già autorizzata per rifiuti pericolosi. La fase istruttoria ha ristretto il campo al solo sito di Falcognana. E' l'unico sito - si legge nella relazione di Sottile - che offre le necessarie garanzie per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. E' stato studiato un piano per la viabilità che esclude l'uso dell'Ardeatina e prevede l'utilizzo di 12 camion al giorno. Nessun coinvolgimento dell'area del Divino Amore. Nessuna criticità dal punto di vista legale".

"Adesso siamo nella condizione di voltare pagina. Serve senso di responsabilità da parte di tutti - ha concluso Zingaretti - faccio mia la proposta di un comitato con il Municipio e i cittadini per controllare la discarica, perché la partecipazione è fondamentale. La Regione si impegnerà stanziando 10 milioni di euro per la riforestazione di Malagrotta che diventerà un grande parco".

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Caccia, nessuna interruzione

Accolto in parte ricorso al tar delle associazioni

redazione sabato 21 settembre 2013
cacciatori
LAZIO - "L'ordinanza presentata dal Tar del Lazio non dispone l'interruzione dell'attività venatoria, ma accoglie parzialmente il ricorso presentato dalle Associazioni ambientaliste (WWF, Lega Antivivisezione, Lega Abolizione della Caccia, Lega Ambiente, ENPA e LIPU), determinando la sospensione di caccia per alcune specie.

L'effetto dell'Ordinanza del Tar riguarda la posticipazione dell'attività venatoria al 2 ottobre per le seguenti specie: alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, fagiano, fischione, folaga, frullino, gallinella d'acqua, gazza, germano reale, ghiandaia, lepre europea, marzaiola, mestolone, moriglione, pavoncella, porciglione, quaglia. Mentre rimane confermato l'inizio dell'attività venatoria per la data del 2 ottobre, come già previsto dal calendario approvato dalla Regione Lazio per le seguenti specie: beccaccia, cesena, colombaccio, cornacchia grigia, starna, tordo bottaccio, tordo sassello e allodola. Per quest'ultima il carniere complessivo della stagione viene limitato a 50 capi, mentre viene confermato il carniere giornaliero già previsto di 10 capi.

Sempre per effetto dell'ordinanza del Tar, il merlo e la tortora restano cacciabili dal 21 al 30 settembre, esclusivamente nella forma di appostamento fisso con un carniere giornaliero massimo di 5 capi per cacciatore. Inoltre, fino alla data del 2 ottobre, la stagione venatoria resta aperta con le modalità previste dal calendario, relativamente al coniglio selvatico e alla volpe. Per il capriolo, il cervo, il cinghiale, il daino e il muflone, valgono le previsioni già disposte dalla programmazione regionale.

L'ordinanza del Tar è stata immediatamente comunicata alle Province, mentre sin da oggi è possibile consultare dal sito regionale dell'agricoltura www.agricoltura.regione.lazio.it le variazioni alle disposizioni dell'esercizio venatorio.

Questo del Lazio segue ai ricorsi già accolti dalla giustizia amministrativa delle regioni come la Campania, la Sardegna, il Piemonte, l'Abruzzo e l'Umbria.

Pur ritenendo il calendario venatorio del Lazio il frutto di una sintesi di pareri e richieste espressi dai protagonisti del territorio, dai rappresentanti del mondo venatorio e da quelli delle associazioni ambientaliste, dalle Organizzazioni agricole, non ultimo dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), prendiamo atto di quanto contenuto nell'Ordinanza e procediamo valutando tutte le possibili azioni da intraprendere".

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Modificato il Piano Casa

Ecco le nuove norme

Redazione venerdì 20 settembre 2013
RegioneLazio PrimoPiano
LAZIO - Tra le modifiche alla legge, l'eliminazione della possibilità di deroghe edilizie che possano stravolgere la pianificazione ambientale nelle aree protette, da cui era nato uno scontro con il Governo.

"Con queste riforme importanti – ha spiegato Michele Civita, assessore alle Politiche del Territorio – abbiamo cancellato gli articoli della precedente legge che erano stati oggetto di ricorso alla Corte Costituzionale da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali". Finisce così una stagione di ritardi e confusione.

Ecco cosa prevedono le nuove norme:

Alloggi a canone calmierato. Il prezzo di affitto non potrà superare i 5 euro al metro quadro, iva esclusa. Inoltre saranno previsti degli organi di controllo. I Comuni devono dotarsi di uffici ad hoc che controllino gli elenchi, forniti dagli operatori, delle persone che usufruiranno degli alloggi ad affitto calmierato.

Rigenerazione urbanistica. Gli interventi di rinnovo del tessuto edilizio saranno più facili. Questo per semplificare e garantire interventi come demolizioni e ricostruzione e cambi di destinazione d'uso così come per vincolare risorse per la realizzazione delle opere pubbliche nei territori. Ogni comune nel proprio bilancio dovrà inserire tali risorse in un capitolo speciale affinché siano destinate per fornire nuovi servizi nell'ambito degli stessi interventi e non per altre finalità. Sono stati precisati i meccanismi procedurali per garantire trasparenza, parità di trattamento nella valutazione delle proposte e tempi certi sul rilascio del permesso di costruire e sulla realizzazione delle opere di urbanizzazione.

Via libera agli agriturismo nelle fattorie. Chi ha un'attività agricola potrà dar vita ad attività connesse come agriturismo, vendita diretta dei prodotti, ristorazione e degustazione. Inoltre, è stata inserita nella procedura relativa al Pua - Piano di utilizzazione aziendale – la possibilità di demolire, ricostruire con sagoma diversa e delocalizzare all'interno della stessa azienda gli edifici esistenti e consentire un nuova funzione per altre attività agricole o per quelle connesse e compatibili.

"Vogliamo avviare – ha detto il presidente Nicola Zingaretti - una nuova urbanistica più sostenibile, semplificata e più sociale".
La Regione è inoltre al lavoro per un nuovo Testo unico dell'urbanistica che cancellerà le 72 leggi ora in vigore.

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