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Categoria: primo piano

Lazio, in aula la nuova legge elettorale

Nodo listino, tre sedute a partire da oggi

redazione lunedì 23 ottobre 2017
aula pisana due
LAZIO - La nuova legge elettorale del Lazio approda oggi n Consiglio regionale dopo lo stallo delle settimane corse in Commissione Affari Costituzionalie Statutari.

Il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, a seguito della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, ha convocato per questa mattina alle ore 12 la seduta ordinaria del consiglio regionale per trattare della proposta di legge n. 372 "Modifiche alla legge regionale 13 gennaio 2005, n. 2 (Disposizioni in materia di elezione del presidente della regione e del consiglio regionale e in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei componenti della Giunta e del Consiglio regionale) e successive modifiche". Il testo è di iniziativa dei consiglieri Abbruzzese, Sabatini, Ciarla, De Paolis, Fichera, Petrassi, Righini, Sbardella, Storace, Tarzia, Valeriani e Aurigemma.

I lavori proseguiranno secondo il seguente calendario:

- martedì 24 ottobre 2017: dalle ore 10 alle ore 17;

- mercoledì 25 ottobre 2017: dalle ore 12 a oltranza.

La nuova legge elettorale è un atto dovuto. Con l'approvazione della legge costituzionale 22 novembre 1999 n. 1, infatti, ogni regione a statuto ordinario è tenuta a dotarsi di una propria legge elettorale, seppure nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legislazione statale.

L'attività del legislatore regionale, nell'ambito di questa materia, ha dato vita, a tredici anni di distanza dalla riforma costituzionale e dall'attribuzione di tale potere, a sistemi elettorali differenziati; un certo numero di regioni ha approvato una propria organica legge elettorale, altre si sono limitate, almeno per il momento, a emanare norme integrative delle vigenti disposizioni statali introducendo minimi correttivi a tale disciplina.

Il Lazio e la Puglia hanno recepito le leggi 108/1968 e 43/1995, apportando alcune modifiche. Con la pdl n. 372 (che riguarda l'abolizione del listino, la parità di genere per l'accesso in Consiglio, le disposizioni per eleggere il presidente della Regione (anche indiretta) e del Consiglio regionale, la riduzione del numero dei consiglieri e le cause di ineleggibilità e incompatibilità) si propongono nuove soluzioni alla riforma del sistema elettorale della Regione.

Il principale nodo da sciogliere è l'abolizione o meno del cosiddetto listino (dieci consiglieri eletticome premio di maggioranza senza prendere un voto perché legati alla vittoria del candidaro Presidente). Su questo punto le opposizioni hanno accusano il governatore Zingaretti di aver fatto dietrofront circa la volontà di abolire il listino, come invece previsto dal provvedimento votato all'unanimità in Commissione Riforme Istituzionali presieduta da Mario Abbruzzese. Posizione che ha contrastato con la sottoscrizione della proposta di legge n. 372 da parte del capogruppo del partito democratico, Massimiliano Valeriani.

Fatta chiarezza nel Pd, la proposta della maggioranza è di mantenere il listino, che scende da dieci a sei consiglieri (tutte le province devono essere rappresentate e deve esserci lo stesso numero di uomini e donne), e di garantire lo stesso il premio di maggioranza del 20 per cento che prevedeva i dieci eletti nel listino, confermando i quattro consiglieri di differenza alla coalizione del governatore vincente.

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