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Zingaretti: sì a consiglio di soli eletti

Ok ad abolizione listino, domani voto in aula

redazione mercoledì 25 ottobre 2017
aula pisana tre
LAZIO - "Credo che sia corretto, a questo punto, procedere con l'esame della proposta approvata in commissione, figlia di un confronto di mesi. Dal mio punto di vista non c'è nessun problema".

E' quanto ha dichiarato oggi pomeriggio Nicola Zingaretti, prendendo la parola durante la seconda giornata di discussione in Consiglio regionale sulla proposta di riforma della legge elettorale del Lazio.

"Portiamo insieme collegialmente davanti agli elettori – ha aggiunto – una proposta istituzionale che vedrà, se saremo d'accordo, il Consiglio regionale eletto per la prima volta al 100 per cento dai cittadini". Con questo annuncio, il presidente della Regione Lazio ha, di fatto, aperto all'abolizione del listino bloccato, contenuta nella proposta di legge n. 372 uscita dalla commissione speciale per le riforme istituzionali della Pisana, presieduta da Mario Abbruzzese, e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, tranne il Movimento cinquestelle.

"Ho assistito sia ieri che oggi alla discussione, agli elementi di critica, di preoccupazione, anche di denuncia, che sono stati fatti, rispetto all'iniziativa politica che si era presa come maggioranza", ha spiegato Zingaretti riferendosi agli emendamenti del centrosinistra che avrebbero invece mantenuto il listino, sia pure ridotto da dieci a sei consiglieri. Ipotesi che aveva provocato numerose critiche e proteste da parte delle opposizioni per il cambio di direzione rispetto alla posizione inizialmente favorevole alla cancellazione del listino contenuta nel testo "Abbruzzese".

Sul punto il presidente della Regione ha chiarito che da parte del centrosinistra "non c'era nessun elemento di volontà di imporre, ma di fornire un iter legislativo, qualora si fosse incontrata la disponibilità al confronto che andasse oltre la maggioranza". Un confronto "soprattutto sul tema delle regole". "Ma dobbiamo prendere atto – ha aggiunto –che questa proposta non ha queste caratteristiche di unità e di collegialità, che anzi vengono vissute, al contrario, come un elemento di rottura, di frammentazione e di imposizione".

Quindi, Zingaretti ha auspicato di procedere "a questo punto, all'approvazione di una legge elettorale condivisa e credo in questo di rappresentare fino in fondo il ruolo di presidente, leader di una parte maggioritaria in questo Consiglio, ma non di una maggioranza che sulle regole vuole imporre a chicchessia forme o modi di comportamento, ma rincorrere fino in fondo il ruolo di garante del percorso democratico di tutta la Regione Lazio".

L'intervento del presidente della Regione ha di fatto interrotto il dibattito odierno che proseguirà domani 26 ottobre, a partire dalle ore 11, secondo le indicazioni fornite dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, convocata per oggi pomeriggio dal presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, prima di sospendere la seduta.

Dalla discussione svolta in questi due giorni era emersa la volontà di tutti i gruppi consiliari di recepire le norme nazionali sulle pari opportunità tra donne e uomini, attraverso la doppia preferenza di genere e le quote fisse nelle liste circoscrizionali. Allo stesso modo, non ci sono stati interventi contrari a mantenere il premio di maggioranza attuale, pari al 20 per cento dei seggi da assegnare, a chiarire meglio il divieto del terzo mandato da presidente della Regione e a fissare in tre mesi il termine entro cui eleggere il nuovo Consiglio in caso di scioglimento anticipato.

Restava aperta la questione dell'abolizione del listino e quelle relative alla rappresentanza delle province, alle soglie di sbarramento e all'esonero dalla raccolta delle firme per presentare le liste elettorali. Chiarito il primo punto, gli altri tre dovrebbero essere risolti attraverso l'esame dei 10 articoli del testo, più i 53 emendamenti e i relativi 808 subemendamenti. Una mole di proposte di modifica che però potrebbe essere oggetto domani stesso di una riduzione.

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