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Anguillara, la difficile scelta dei candidati

Si delineano i nomi da mettere in campo

Andrea Camponi lunedì 22 giugno 2020
palazzo del comune
ANGUILLARA - Potrebbe essere questa la settimana decisiva per decidere il candidato a sindaco del centrodestra di Anguillara. Immagino possa essere lo stesso per il centrosinistra. Azzardo questa ipotesi in ragione di insistenti voci di piazza circolanti gli ultimi giorni. Sono circa quattro anni che manco da Anguillara avendo scelto Cerveteri come posto per vivere – vicino al mare, con un clima più secco e ampi orizzonti utili al mio stato umorale -, ma ho vissuto lì quarantadue anni di fila dopo avervi trascorso gran parte dell'adolescenza. Pur distante una trentina di chilometri continuo a seguire fatti e opinioni, soprattutto per questo giornale.

A conti fatti, ho seguito, più o meno attivamente, otto campagne elettorali. Diciamo che conosco i protagonisti storici che hanno determinato la politica anguillarina negli ultimi decenni e con – più o meno – tutti, al di là degli schieramenti, ho buoni rapporti e rispetto reciproco. So poco invece, o quasi nulla, dei neofiti che si sono affacciati alla scena recentemente (con risultati disastrosi) o che stanno per farlo (auguri). Il centrodestra, dicevo, dovrebbe essere vicino alla quadra. In tre a contendersi la pole: Sergio Manciuria, Antonio Pizzigallo ed Enrico Serami. Tutti e tre con le carte in regola per ambire alla candidatura. Pizzigallo è mio coetaneo, politico di lungo corso e due volte sindaco di Anguillara con ampio consenso. In passato siamo stati contrapposti e poi di nuovo uniti, la stima reciproca non è mai venuta meno. Ottimo medico, persona retta e inappuntabile per modi, ha dimostrato di avere la capacità di saper amministrare. In politica da un quarto di secolo, conosce a fondo il tessuto sociale cittadino.

Enrico Serami è giovane ed è sempre stato coerente con le scelte che abbracciò quando iniziò a interessarsi di politica. Volitivo e risoluto, ha sempre affrontato le sfide difficili mettendo in campo due doti rare: serietà e tenacia. Non vanta grande esperienza amministrativa ma sicuramente saprebbe dove mettere le mani, lo dico con consapevolezza per aver condiviso a lungo con lui un cammino comune.

Lascio Sergio Manciuria per ultimo perché è quello che conosco meglio, che ho frequentato di più e con il quale ho un'amicizia duratura, allargata poi alle famiglie che abbiamo messo in piedi. Carattere a tratti spigoloso ma che io preferisco definire deciso (compresa una dose di coraggio che gli va riconosciuta) è anche lui alla ribalta da diversi anni. E' il più "politico" tra tutti - nel senso positivo del termine - ovvero, ha nel dna la capacità di visione che è propria di chi proviene dal mondo cattolico di buona scuola e la sa applicare con dovizia. Quel mondo – al quale anche io, pur avendo seguito negli anni percorsi diversi, sono affezionato - che ha formato molti politici di razza. Basti pensare a Paolo Bianchini - se non ricordo male il più giovane sindaco di un comune sopra i diecimila abitanti – che all'epoca aveva una visione politica troppo avanti per Anguillara, a quel tempo non più un paese ma non ancora una città.

Tornando a Manciuria, nessuno a mio parere, conosce la macchina amministrativa come lui. Si muove tra determinazioni, ordinanze, delibere e quant'altro, con sicurezza e comprovata dimestichezza. In più, ha affrontato e continua a farlo – e questo è un elemento essenziale - battaglie civili senza esclusione di colpi (la vicenda containers insegna). E' un cavallo di razza Sergio, e secondo me avrebbe diritto a correre il derby della vita. Fossi nel comitato elettorale del centrodestra proporrei di giocare la partita delle amministrative proponendo agli elettori una squadra difficile da battere: Manciuria Sindaco, Serami vice sindaco con deleghe importanti e Pizzigallo presidente del Consiglio. Se poi l'ordine dei fattori dovesse cambiare, sarebbe lo stesso un'ottima squadra, il mio è un punto di vista personale e tale rimane, così come la stima e l'amicizia (spero dopo questo articolo...) con tutti i pretendenti candidati.

In conclusione, un accenno ai rumors provenienti da sinistra. Ho letto da qualche parte della possibile candidatura di Francesco Guidi, il mitico Comandante Orgone. Conosco Francesco da quasi mezzo secolo, per intenderci da quando portava una capigliatura alla Lucio Battisti e la tenuta d'ordinanza era eskimo e polacchine. Gran brava persona, è stato un buon comandante della Polizia Locale. Anguillarino doc, saprebbe rosicchiare consensi oltre il suo schieramento. Per il centrosinistra, uscito spaccato dalla competizione intestina che ha segnato l'ultima campagna elettorale, potrebbe essere la scelta migliore.

Riguardo agli ultimi attori affacciati recentemente alla piazza politica e che sembra abbiano intenzione di riproporre il loro movimento agli elettori nonostante la fine ingloriosa della loro esperienza, non mi sento di esprimere giudizi, lascio volentieri agli elettori.

Su coloro che nelle ultime ore hanno lanciato l'idea di una grande lista civica ispirata da un ex assessore, mi limito a dire che vincere una importante causa legale – e Dio solo sa quanto lo sia stata – per un bene comune come l'acqua del lago (ho pubblicato decine di comunicati del Comitato su questo giornale e continuerò a farlo) non autorizza a ragionare per sillogismo che si possa essere automaticamente dei bravi amministratori. Lì non ci sono leggi a cui appellarsi e ricorsi da presentare, Ci sono invece più di ventunomila abitanti da amministrare. E sono ventunomila problemi. Tutta un'altra cosa. In bocca al lupo a tutti.

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