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Rifiuti, le risoluzioni votate

Votate 21 proposte di risoluzione

redazione martedì 24 settembre 2013
ingresso consiglio regionaleLAZIO - Dopo un lungo dibattito, seguito alle comunicazioni del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, con gli interventi di 27 consiglieri, il Consiglio regionale ha affrontato la discussione di 21 proposte di risoluzione presentate dai diversi gruppi consiliari.

E' stata approvata la risoluzione presentata dai gruppi di maggioranza con la quale si prende atto della decisione del commissario Sottile di individuare "Falcognana come unico sito idoneo allo smaltimento" dei rifiuti, si ribadisce "la piena fiducia nell'operato del presidente Zingaretti e dell'assessore Michele Civita" e si sottolinea la "ferma volontà di uscire dalla situazione di emergenza", la "necessità di chiudere Malagrotta e impedire l'apertura di discariche analoghe sul territorio laziale", la necessità di individuare "un sito idoneo all'interno del Comune di Roma, ritenendo ingiusto il trasferimento di tale onere verso gli altri territori laziali".

Nella risoluzione si sottolinea che la nuova discarica non "dovrà aggravare le condizioni di salute e ambientali del territorio", dovrà avere dimensioni contenute e dovrà avere carattere temporaneo.

La risoluzione inoltre propone l'istituzione di una commissione consiliare speciale con compiti di studio e ricerca sui temi relativi alla chiusura di Malagrotta e sulla riqualificazione dell'area, ma anche sull'attività temporanea del sito di Falcognana.
Per questo il Consiglio impegna la Giunta regionale su vari punti: dalla chiusura del ciclo dei rifiuti, al ripristino dell'area di Malagrotta, al ritiro dell'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal commissario Sottile per Monti dell'Ortaccio, alla garanzia che la discarica di Falcognana sia limitata dal punto temporale, da quello della quantità e della qualità dei rifiuti che saranno conferiti.

Nel documento, inoltre, il Consiglio riprende e fa propria la proposta del presidente di istituire un "comitato di controllo", con la partecipazione dei cittadini della zona. Tutti i dati relativi alla nuova discarica dovranno essere consultabili on line.
Infine la risoluzione approvata ripropone i temi dell'aumento della raccolta differenziata e del sostegno alle amministrazioni locali che si impegnano in questo senso, con esplicito riferimento al Comune di Roma. Particolare attenzione viene posta a iniziative legislative sulla riduzione dei rifiuti, sul contenimento degli sprechi e su riciclo.

Bocciate, al contrario, le mozioni presentate dal gruppo Pdl, da FdI, da La Destra, dalla Lista Bongiorno e dalla Lista Storace che prevedevano il "no" della Regione alla discarica di Falcognana.
Voto negativo anche su una risoluzione di tutte le opposizioni che chiedeva la revoca dell'incarico all'assessore Civita e su una risoluzione presentata da La Destra e dal M5S sulla riqualificazione della Valle Galeria e sull'effettiva chiusura della discarica di Malagrotta.

Approvate, invece, 6 risoluzioni presentate dal M5S sulla partecipazione dei cittadini alla fase di elaborazione del piano rifiuti, sulla riduzione dei rifiuti alla fonte, sugli incentivi per il riuso, sullo sviluppo di centri di riciclo di alta qualità, sugli incentivi al compostaggio aerobico domestico e di quartiere, sulla situazione degli impianti di Tmb nella Provincia di Latina.

Su proposta del presidente Zingaretti la questione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento alla discarica di Borgo Montello, a Latina, oggetto di un'altra risoluzione, sarà al centro di una seduta specifica delle commissioni Ambiente e Lotta alla criminalità.

Sono state respinte, inoltre, altre 4 risoluzioni presentate dal Movimento 5 Stelle, che riguardavano vari temi, dal no al sito di Falcognana, alla questione degli impianti a biomasse, all'utilizzo di combustibile derivato da rifiuti negli impianti industriali. Due ulteriori mozioni del M5S, infine, sono state ritirate prima della discussione. L'ultima è stata dichiarata assorbita dalla mozione di maggioranza.

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Il dibattito in Consiglio

I consiglieri replicano a Zingaretti

redazione lunedì 23 settembre 2013
consiglio straordinario sui rifiutiLAZIO - Dopo la relazione del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, nel Consiglio regionale del Lazio è iniziato il dibattito sull'emergenza rifiuti e sulla nuova discarica di Roma in particolare.

 
Luca Gramazio (Pdl) ha ribadito la forte contrarietà a Falcognana. Il capogruppo Pdl ha contestato la mancanza di chiarezza e l'assenza di confronto. "La Regione non si è voluta assumere la responsabilità di essere l'ente che ha scelto il sito di Falcognana". Tra le questioni sollevate da Gramazio le procedure di assegnazione della discarica senza gara, con l'affidamento diretto alla società Ecofer, il destino dei rifiuti non conferibili a Falcognana e la contraddizione con quanto affermato dal ministro Orlando.

Francesco Storace (La Destra) ha parlato di atto sbagliato nel merito e nel metodo: "Questa convocazione è tardiva - ha spiegato - La decisione è stata presa l'8 agosto, siamo al 23 settembre. La relazione di Zingaretti è insufficiente ed evasiva. Ad esempio, si dimentica di dire che l'autorizzazione data al sito di Falcognana nel 2003 era stata revocata nel 2004, dopo aver sentito i cittadini. Il presidente non dice che quel sito è stato indicato dalla Regione, lo ha spiegato il prefetto Sottile in commissione Ambiente. Poi c'è la questione legata alla infiltrazioni criminali. Servono rassicurazioni su questo punto, serve una verifica attenta. Si è negata la responsabilità della scelta al Consiglio regionale, la giunta si deve assumere l'onere e l'onore. Dovete dire la verità ai cittadini".

"Zingaretti ci ha dato una speranza - ha spiegato Riccardo Valentini (Per il Lazio) - quella di cambiare davvero passo nella gestione dei rifiuti. Intanto abbiamo dato una garanzia ai cittadini: la chiusura della discarica di Malagrotta. Si è parlato di poca trasparenza. In realtà abbiamo discusso di questi temi più volte, sia in commissione che in aula. Un percorso che indica la nostra volontà di condividere le scelte anche con l'opposizione. Ora dobbiamo affrontare un pagina nuova nella gestione del ciclo dei rifiuti del Lazio. Non dobbiamo aver paura di prendere decisioni".

"E' mancata la capacità e la possibilità di entrare nel merito sul sito di Falcognana", ha dichiarato Pietro Di Paolo (Pdl) che ha puntato il dito sul mancato coinvolgimento dell'opposizione nel percorso che ha portato all'individuazione dell'area. "La sensazione - ha spiegato - è che questa soluzione non serva a nulla: se davvero i quantitativi che andranno a Falcognana sono quelli indicati, questa discarica è inutile". Di Paolo ha parlato di "troppe variabili aperte. In particolare manca la firma del ministro Orlando sul decreto, non si conoscono i risultati della gara dell'Ama per portare i rifiuti all'estero, non si sa dove verranno portati i rifiuti trattati negli impianti di Malagrotta, non si hanno certezze sul trattamento del 'talquale', non ci sono certezze sui tempi: è davvero un sito provvisorio? Bisognava lavorare sulla discarica definitiva, serviva maggior coraggio. La mia proposta è di allargare la quantià dei rifiuti che andranno fuori".

Cristiana Avenali (Per il Lazio) ha ricordato che del tema dei rifiuti "questo Consiglio e questa Giunta si sono occupati da subito. Vogliamo concretamente cambiare la gestione dei rifiuti. Facendo anche scelte difficili. Anche questo è il segno di una nuova stagione che vogliamo aprire. Le discariche devono essere superate, ma in questo momento non siamo in grado di farlo. Se vogliamo davvero chiudere Malagrotta la strada è obbligata: le preoccupazioni dei cittadini di Falcognana sono legittime. Dobbiamo dare tempi e quantità certe. Dobbiamo essere trasparenti, dare loco la possibilità di controllare e lavorare subito sul sito definitivo. Fondamentale mantenere la promessa di chiudere Malagrotta. Importante anche la decisione di rivedere il fabbisogno di impianti".

"Noi tifiamo per l'ambiente e per la salute - ha dichiarato Silvana Denicolò (M5S) - le discariche non garantiscono né l'uno né l'altra. Il discorso di Zingaretti è condivisibile, ma non vediamo nessun piano di lungo respiro. Dove sono tutti i buoni propositi? Per esempio per quanto riguarda la prevenzione, dove sono le misure per ridurre alla fonte i rifiuti? Noi siamo sempre stati e restiamo contro tutte le discariche. Falcognana sarà una macchia indelebile per questa amministrazione. Cosa aspettiamo a far partire la differenziata porta a porta anche a Roma? Bisogna incentivare gli imprenditori a investire nel recupero dei rifiuti, invece vengono ostacolati".

"Sarebbe un po' miope se parlassimo solo di Falcognana - ha esordito Massimiliano Valeriani (Pd) - credo, ad esempio, credo sia importante parlare di Malagrotta. Ricordiamo che spenderemo centinaia di milioni di euro per portare fuori Regione i nostri rifiuti. Essere arrivati a questo punto è segno di scarsa lungimiranza politica. L'opposizione esprima un punto di vista netto sul fatto se sia giusto o meno portare fuori i rifiuti di Roma. Io credo sia inaccettabile pensare a una discarica anche temporanea realizzata fuori dai confini del Comune. L'opposizione dice che c'erano altri siti, ma non dice mai dove. Noi siamo arrivati da poco, però, oggi possiamo dire con orgoglio che chiudiamo Malagrotta. L'avete promessa per anni, noi lo facciamo davvero. Questo è il punto vero".

Davide Barillari (M5S) ha parlato di mancanza di coraggio da parte di tutta la classe politica: "L'emergenza ha fatto comodo a tutti, non si è voluto trasformarla in opportunità. Sono passati 2000 anni dall'antica Roma, ma il metodo per smaltire i rifiuti è rimasto sostanzialmente lo stesso. Continuiamo a interrare e a bruciare i rifiuti inquinando acqua, terra e aria. Al tempo stesso ignoriamo le soluzioni che ci propongono i cittadini. Basta con gli imprenditori che hanno la stessa qualità morale dei rifiuti che maneggiano. Parliamo di responsabilità: ci sono grossi interessi privati che si mischiano con la politica. Per chiudere Malagrotta non servono nuove discariche, si sta nascondendo la testa sotto la sabbia. La differenziata è ferma al 20 per cento, che fine hanno fatto gli stanziamenti che abbiamo deciso? Bisogna avviare la vera differenziata, porta a porta, creando la cultura del valore del rifiuto. Servono leggi per la riduzione dei rifiuti a monte. Vanno creati piccoli impianti di recupero, spingere i cittadini a fare il compostaggio domestico. Avviare un piano per chiudere tutte le discariche e tutti i termovalorizzatori. Tutto questo non si fa, si spostano solo i rifiuti da una discarica all'altra. Presenteremo dieci risoluzioni per cambiare davvero, chiediamo che siano valutate seriamente".

"Non ci dite la verità - ha accusato Adriano Palozzi (Pdl) - per mesi ci è stato fatto credere che tutte le decisioni fossero state prese dal prefetto Sottile, senza nessun dialogo con la Regione. Ci è stato raccontato che la Ecofer era del tutto contraria. Ogni giorno scopriamo che siamo stati presi in giro. Non era vero niente: già il 14 agosto la Ecofer aveva manifestato la sua disponibilità. E addirittura la Ecofer scrive al prefetto che i camion saranno 30, ma a partire da dicembre, per non allarmare i cittadini. Questa discarica resterà aperta per almeno sei, sette anni, altro che i due indicati da Zingaretti. I posti per fare la discarica ci sono, ma vanno cercati fuori dai centri abitati. Questa discarica non deve essere fatta a Falcognana, resisteremo fino all'ultimo".

Michele Baldi (Lista Zingaretti) ha puntato il dito contro gli interessi che "non hanno permesso che si sviluppasse la raccolta differenziata. Ho cominciato questa battaglia nel '97, da solo. Oggi noi stiamo facendo una rivoluzione: il presidente Zingaretti è l'unico che ha il coraggio di metterci la faccia. Il passaggio su Falcognana non mi entusiasma, ma è un passaggio necessario, Roma si deve assumere le sue responsabilità, non si possono portare tutti i rifiuti fuori. Non saranno sette anni, Palozzi dice una bugia. L'opposizione ha governato fino ad oggi, perché non ha fatto quello che sostiene adesso in Consiglio? La vera inversione di tendenza è chiudere Malagrotta. Zingaretti sta andando a toccare grandi interessi, avremo altri attacchi perché finalmente si comincia a vedere il traguardo. Facciamo diventare quello dei rifiuti un business per il pubblico, come succede in tutto il mondo tranne che da noi".

"La giunta non ha risposto alle tante richieste di chiarimenti che abbiamo fatto, a partire da maggio - ha dichiarato nel suo intervento Antonio Aurigemma (Pdl) - nessuno ci ha spiegato quali fossero le linee guida di questa amministrazione sui rifiuti. Ci è stato detto fino a ieri che la responsabilità della scelta della nuova discarica era del prefetto Sottile. Abbiamo dato la nostra disponibilità a discutere e in risposta sono stati calpestati i più elementari capisaldi della democrazia. Le uniche notizie le abbiamo avute dal governo che, nel giro di pochi giorni, ci ha dato tutta la documentazione sulla vicenda Falcognana. Il confronto che voi volete è basato sul prendere tempo, non sulla partecipazione. Altro che senso di responsabilità: faremo le nostre battaglia in tutte le sedi competenti, in maniera civile e democratica per poter impedire questo scempio. Gli amministratori di Ecofer hanno avuto condanne definitive per reati ambientali, sarebbe il caso di fare chiarezza. Sospendiamo questa vicenda, ascoltiamo i ministri competenti per avere quelle risposte che ancora mancano".

Secondo Maria Teresa Petrangolini (Per il Lazio) la gestione dei rifiuti è una grande occasione per stabilire quale rapporto si vuole avere con i cittadini: "Si può scegliere la strada del populismo - ha spiegato - e quella del confronto, del rispetto degli impegni che si prendono, della mancanza di paura nell'affrontare i problemi. La giunta ha scelto la seconda strada. Quella giusta. Comprendo perfettamente la sfiducia dei cittadini, che in questi anni sono stati presi in giro troppe volte. Quello che non accetto è la strumentalizzazione di queste paure. Credo sia molto importante la proposta di Zingaretti: affidare il controllo sugli impegni che abbiamo preso ai cittadini stessi, attraverso la creazione di un comitato a cui partecipi anche il IX Municipio di Roma". Deve essere garantita la massima trasparenza, con la pubblicazione di tutti i dati che riguarderanno la discarica di Falcognana".

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Salva Tenuta dei Massimi

Commissione: no all'autodemolitore

Redazione giovedì 19 settembre 2013
ingresso consiglio regionaleLAZIO - La commissione Ambiente del consiglio regionale del Lazio, presieduta da Enrico Panunzi (Pd), ha dato parere favorevole all'unanimità all'ampliamento del perimetro della riserva naturale "Tenuta dei Massimi", nel territorio dell'XI Municipio di Roma.

Con il provvedimento votato oggi, che dovrà passare adesso all'esame dell'aula, viene inclusa nell'area protetta una zona di 15 ettari dove, in origine, era previsto un impianto di rottamazione delle auto.

"Si tratta di un'incongruenza del piano originario - ha spiegato l'assessore Fabio Refrigeri - quell'attività era chiaramente incompatibile con un parco".

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Falcognana, ascoltato Sottile

Audizione in Commissione regionale

redazione mercoledì 18 settembre 2013
sala mechelliLAZIO -  Il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti di Roma, Goffredo Sottile, e l'assessore regionale con delega ai Rifiuti, Michele Civita, sono stati ascoltati stamani in commissione Ambiente del Consiglio Regionale, presieduta da Enrico Panunzi (Pd).
Al centro dell'audizione l'individuazione del sito provvisorio per la nuova discarica di Roma a Falcognana.
L'emergenza rifiuti, ha annunciato Panunzi, sarà l'oggetto di una seduta straordinaria del Consiglio regionale che si terrà lunedì 23 Settembre.

"Falcognana - ha detto Sottile - sarà una piccola discarica, temporanea, dove verranno conferite solo 300 tonnellate di rifiuti al giorno, tutti trattati. Un quinto dei rifiuti che produce Roma ogni giorno. Il resto sarà spedito all'estero, proprio oggi, infatti, scade il bando di gara dell'Ama. Le criticità di questo sito sono minime anche dal punto di vista del traffico, visto che si tratta soltanto di 12 camion al giorno. La popolazione non ha nulla da temere sotto il profilo della salute: ribadisco - ha sottolineato il commissariostraordinario - che si tratta di rifiuti trattati e quindi quasi inerti. L'ambiente è particolarmente salvaguardato visto che questa discarica nasce per il trattamento dei rifiuti pericolosi. E anche dal punto di vista giuridico non vedo alcun problema. Non sono d'accordo, infine, con chi dice che a questo punto vale pena di portare tutto all'estero: Roma deve fare la sua parte".

"Dal primo ottobre Malagrotta chiuderà - ha concluso Sottile - speriamo che vada bene la gara per il trasferimento dei rifiuti all'estero: costerà di più rispetto alla discarica, visto che la basa d'asta è di 135 euro a tonnellata".

"Per noi la priorità era chiudere Malagrotta - ha spiegato l'assessore regionale con delega ai rifiuti Michele Civita - e siamo stati sempre contrari a nuove discariche in questa zona. Lo abbiamo detto con chiarezza ai tavoli tecnici a cui abbiamo partecipato. La priorità che abbiamo individuato nell'individuazione di nuovi siti è il rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini. Le altre aree individuate hanno evidenziato criticità da questo punto di vista. Non vogliamo, inoltre, creare una nuova Malagrotta e quindi abbiamo evitato di individuare siti grandi, perché noi puntiamo sulla differenziata e non vogliamo nuove mega discariche. Per noi, in base a queste caratteristiche, il sito di Falcognana è idoneo".

"E' stato autorizzato nel 2003, entrato poi in attività nel 2006, addirittura per rifiuti pericolosi, ha spiegato l'assessore. Non andremo a modificare nulla di quello che è stato già autorizzato: né i quantitativi annuali previsti, né gli invasi. Propongo di costituire un comitato con il presidente del Municipio e i cittadini per verificare la quantità e la qualità dei rifiuti che saranno conferiti. E' importante che almeno una parte dei rifiuti sia trattata a Roma: intanto perché la Capitale deve fare la sua parte e poi perché in questa maniera potremo dimostrare che una discarica di questo tipo è sostenibile. Abbiamo due anni di tempo, ora bisogna correre: è urgente innovare la gestione dei rifiuti. Per questo abbiamo già distribuito le risorse stanziate con il bilancio (150 milioni di euro) al Comune di Roma e agli altri enti locali. Per esempio a Fiumicino è già partita la raccolta porta a porta. A dicembre presenteremo l'aggiornamento del piano di gestione dei rifiuti. L'obiettivo è quello del 65 per cento di raccolta differenziata".
LA RELAZIONE DI SOTTILE E CIVITA (clicca qui)
IL DIBATTITO IN COMMISSIONE (clicca qui)



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Legge sul cinema, si cambia

Regione avvia iter per modifiche alla legge

redazione venerdì 13 settembre 2013
cinemaLAZIO - Illustrata in V commissione presieduta da Eugenio Patanè (Pd), la proposta di modifica della legge regionale sullo sviluppo del cinema e dell'audiovisivo, di iniziativa della Giunta. Due le principali novità introdotte: soppressione del Centro regionale per il Cinema e l'Audiovisivo e rientro della Regione nella Fondazione Film Commission.
 
"L'industria del cinema e dell'audiovisivo rappresenta un motore di crescita fondamentale per la nostra regione - ha sottolineato il presidente Patanè in apertura dei lavori - Questa proposta di legge va proprio nel senso di valorizzare le potenzialità e le professionalità del territorio, attraverso alcune importanti modifiche alla normativa attuale. L'abolizione del Centro regionale, che risponde all'esigenza di riduzione di spesa, permetterà un risparmio di due milioni di euro, da destinare al sostegno alla produzione.

Allo stesso tempo il ritorno nella Film Commission consentirà di rilanciare lo sviluppo del cinema come industria, creando nuovi posti di lavoro e spingendo i produttori stranieri a investire a Roma e nel Lazio". "L'eliminazione del Centro - ha aggiunto l'assessore alla Cultura Lidia Ravera - permetterà di valorizzare le professionalità interne, mentre il ritorno nella Film Commission contribuirà a far crescere il PIL e ad attrarre investimenti".
Le modifiche introdotte vanno anche nella direzione di facilitare l'accesso ai finanziamenti regionali, "con particolare attenzione ai produttori indipendenti, ai film a basso costo e che utilizzano esordienti" e di promuovere l'insegnamento del linguaggio audiovisivo nelle scuole, a partire dalle elementari.

Il consigliere Francesco Storace (La Destra) ha sottolineato l'opportunità di un approfondimento del testo, anche attraverso la calendarizzazione di audizioni con le categorie del settore. Dello stesso avviso la vicepresidente di commissione Olimpia Tarzia (Lista Storace) e il consigliere Miche Baldi (Lista Zingaretti), che entrando nel merito della proposta di legge ha chiesto di ragionare sulla necessità di aumentare lo stanziamento previsto per la partecipazione della Regione alle attività della Film Commission. La consigliera Rosa Giancola (per il Lazio), poi, ha chiesto di ascoltare in audizione anche i soggetti che si occupano di produzione sperimentale, mentre la consigliera Gaia Pernarella (M5S) ha chiesto chiarimenti rispetto allo stato della programmazione annuale e triennale previsi dalla normativa vigente.

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