Venerdì, 24 Giugno 2022
RSS Feed

politica

Categoria: politica

Una pdl per il Mutuo Soccorso

Presentata dal Consigliere Piero Petrassi

redazione venerdì 2 agosto 2013
PIERO-PETRASSILAZIO - Presentata ieri, in Consiglio regionale, su iniziativa di Piero Petrassi, consigliere e capogruppo Centro Democratico, una proposta di legge sulle società di mutuo soccorso (SMS).

"Ritengo urgente - ha spiegato Petrassi - dotare anche la Regione Lazio di una legge regionale che fissi le regole fondamentali per la promozione e valorizzazione delle SMS e ponga fine ad un pesante vuoto normativo che non ha permesso a questo tipo di società di poter operare e rispondere in maniera adeguata ai bisogni emergenti dalle trasformazioni sociali ed economiche di questi anni".

"La presente proposta, dunque, in conformità con quanto stabilito dallo Statuto regionale - sottolinea il consigliere -  in particolare agevola e sostiene le iniziative e le attività di utilità sociale poste in essere da associazioni e da organizzazioni non lucrative di solidarietà e di volontariato e promuove e favorisce la cooperazione a carattere di mutualità, riconoscendone la funzione sociale".

"Per il futuro, con questa legge, saremo in grado di dare risposte concrete a quelle parti sociali che nel Lazio operano nel mondo del volontariato, da sempre in prima linea nell'applicazione della sussidiarietà, e in particolare - ha concluso il capogruppo del Centro democratico - in ambiti come l'assistenza sanitaria che comporta risvolti sensibili anche sul piano umano".

Share on Facebook
Categoria: politica

Discarica, palla a governo

Dibattito in Consiglio regionale su nuovo sito

redazione martedì 30 luglio 2013
ingresso consiglio regionaleLAZIO - La Regione ha dato le sue indicazioni, sul metodo per la scelta della località in cui realizzare la nuova discarica di Roma, ma la scelta spetterà al ministro dell'Ambiente, in base alla relazione che gli ha presentato il commissario Sottile.

Questo in sintesi il senso della relazione dell'assessore Michele Civita in Consiglio regionale. Una relazione richiesta dall'opposizione nella mattinata e fissata per il pomeriggio dalla conferenza dei capigruppo.

"Abbiamo indicato tre criteri – ha spiegato Civita – Intanto che la nuova discarica non fosse nella Valle Galeria, che ha già pagato un prezzo troppo alto, che non si trattasse di un'area molto grande, perché noi vogliamo puntare sulla differenziata e quindi non vogliamo creare un'altra Malagrotta. Infine abbiamo chiesto al commissario che venissero fatte preventivamente tutte le verifiche dei requisiti tecnico-ambientali necessari".

"Per quanto riguarda la scelta, però – ha continuato Civita – sarà il ministro a decidere il sito definitivo, in base alla relazione che gli ha presentato il commissario Sottile. In questa relazione ci sono una serie di siti, fra cui quello al chilometro 15,300 dell'Ardeatina, dove è già presente una discarica, di rifiuti speciali. L'obiettivo è di chiudere davvero Malagrotta il 30 settembre. Come sapete l'Ama, proprio per raggiungere questo obiettivo ha anche predisposto una gara per trasportare una quota dei rifiuti all'estero, con un aumento dei costi per i cittadini. Serve responsabilità da parte di tutti".

Pietro Di Paolo (Pdl), ex assessore all'ambiente della Regione, ha dichiarato che "se l'assessore è qui oggi è grazie alla levata di scudi dell'opposizione". Di Paolo ha rivolto una serie di domande a Civita sull'efficienza degli impianti per il trattamento meccanico-biologico del rifiuti, sulle procedure con cui sarà affidata la gestione della discarica e sull'eventuale esistenza di vincoli nell'area sull'Ardeatina. Davide Barillari (M5S) ha spiegato che nella relazione dell'assessore non c'è stata nessuna "informazione utile: è una discarica top secret. Non si sa chi ha fatto la relazione, chi decide davvero". D'accordo anche Giuseppe Cangemi (Pdl): basta con lo scaricabarile delle responsabilità: la Giunta ci dica quali sono le scelte stragiche che fa".

"Vogliamo sapere come si è arrivati a individuare i siti e quali sono le caratteristiche – ha chiesto Pietro Sbardella (Lista Bongiorno) – nella scorsa legislatura abbiamo fatto audizioni con il commissario. Perché la politica non può fare solo lo spettatore". Per Adriano Palozzi (Pdl) "l'assessore ci viene a raccontare che nulla è deciso nulla. Ci dica le cose come stanno: questo sito è stato scelto insieme a Zingaretti e Marino con un blitz d'agosto. Un sito vicinissimo a centri abitati e al parco dell'Appia Antica. Lì la discarica non si può fare".

"Noi siamo contro le discariche e per la differenziata spinta – ha dichiarato Silvana Denicolò (M5S) – in particolare siamo contro il sito individuato: in mezzo a due riserve naturali, vicino al Divino Amore e all'abitato di Falcognana. Quella dei rifiuti più che un'emergenza è una malattia cronica".

Giuseppe Simeone (Pdl) ha ribadito che la "Giunta Zingaretti deve dare risposte sul quadro generale, non può continuare a dare risposte parziali. Ci deve spiegare quali sono le risorse a disposizione, non basta dire che si vuole aumentare la differenziata".
"Ancora una volta siamo di fronte a uno scempio ambientale – ha accusato Devid Porrello (M5S) – in un territorio già martoriato. Solo in Italia si può pensare di fare una discarica a un chilometro da un santuario come quello del Divino Amore, pericolosa dal punto di vista idrogeologo, di fronte a un centro abitato. Nessun sito è idoneo: va abbandonata la mentalità delle discarica". Per Fabrizio Santori (La Destra) "è sbagliato l'atteggiamento della giunta, che nulla dice, neanche oggi, su una scelta che sembra essere caduta dal cielo. Assumetevi le vostre responsabilità, basta con i teatrini".

"Il centro destra ha governato fino a pochi mesi fa sia Roma che la Regione – ha dichiarato Cristiana Avenali (Per il Lazio) – e non mi sembra che abbia rispettato gli impegni. A partire dalla chiusura di Malagrotta. Ricordo anche che i siti proposti dalla Regione, quando governava la Polverini erano stati indicati dai privati. Il nuovo governo del Lazio sta cercando di cambiare strada".

"Quanto tempo durerà la nuova discarica – ha domandato Silvia Blasi (M5S) – e quanto tempo ci vorrà per realizzarla? Manca trasparenza sulle politica della giunta. La relazione del commissario non è accessibile, non si conoscono quali sono le valutazioni di Zingaretti". Secondo Antonello Aurigemma (Pdl) "la scelta del commissario rappresenta una sconfitta della politica. La precedente amministrazione ha approvato il piano rifiuti, facendo scelte anche impopolari. Adesso le decisioni sono calate dall'alto. Il prefetto Sottile illustri le sue scelte a Regione e Comune". Francesco Storace (La Destra) ha rivolto a sua volta una domanda all'assessore Civita: "Lei di questa storia dice di non saperne nulla, ma è favorevole o contrario alla discarica a Falcognana? Non si può scaricare la responsabilità su Sottile". Secondo Giancarlo Righini (FdI) "c'è la necessità di affrontare la questione rifiuti in maniera approfondita. Dieci anni di regime commissariale non ha risulto nulla, anzi la situazione si è aggravata. Quello che manca è il potenziamento della differenziata".

Di diverso avviso Massimiliano Valeriani (Pd), secondo il quale "questa discussione va ribaltata: prima di discutere del nuovo sito per la discarica di servizio, dobbiamo dire se siamo davvero in grado di chiudere Malagrotta. Questo è il vero obiettivo. Non vorrei che questa discussione fosse la stessa che ha impedito a intere classi dirigenti di risolvere il problema". Luca Gramazio (Pdl) ha ribadito la contrarietà del suo gruppo al sito di Falcognana: "Non capiamo quale sia la posizione dell'amministrazione regionale: avete il dovere di dire cosa ne pensate. Chiedete responsabilità, ma non accettate il confronto. E' finito il tempo delle palle in tribuna, è ora di dare risposte chiare ai cittadini, senza nascondersi".

"Poca chiarezza e molti imbarazzi", secondo Gino De Paolis (Sel): "C'è il commissario perché la politica non ha deciso, ha fallito. Tutta la politica. Il problema rimarrà fino a quando non punteremo sul serio sulla raccolta differenziata. Bisogna comunque scegliere una soluzione provvisoria: o individuiamo un sito idoneo nel Comune di Roma, se esiste, oppure mandiamo i rifiuti all'estero, altre soluzioni non ce ne sono".

Riccardo Valentini (Per il Lazio) ha dato la disponibilità del suo gruppo a un confronto "più organico e approfondito in Consiglio regionale: non cadiamo nella logica del pifferaio magico. Vogliamo vederci chiaro, avendo a disposizione tutti gli elementi necessari per fare una valutazione seria. E' iniziato un percorso nuovo". Marco Vincenzi (Pd) ha parlato di "dibattito atteso e dovuto, grazie alla disponibilità dell'assessore Civita. Le istituzioni sono in difetto: dobbiamo dare delle risposte. La volontà di questa maggioranza è quella di puntare sulla raccolta differenziata. Chiudere Malagrotta è un'esigenza condivisa. Dobbiamo fare una discussione serena e impegnare la Giunta a garantire il diritto alla salute e la tutela dell'ambiente".

L'assessore Civita, nella replica, ha spiegato che "siamo tutti per non aprire nuove discariche, ma con senso di responsabilità dobbiamo porci il problema di dove interriamo i rifiuti trattati e gli scarti della raccolta differenziata. Il sito che il commissario ha queste caratteristiche. Mai più mega discariche come Malagrotta, perché non ci aiutano. E massima trasparenza su questa materia. Al chilometro 15,300 dell'Ardeatina non si deve fare una nuova discarica, lo ribadisco: c'è già una discarica di rifiuti pericolosi. Sta lì dal 2010. E' in attività. Non solo stava tra i siti possibili, insomma, ma è stata già autorizzata, anche dal Comune di Roma. Per dare una valutazione completa vogliamo capire: la durata, innanzitutto e le caratteristiche dal punto di vista procedurale. Quando il governo farà la sua scelta e saremo chiamati a dare il nostro parere, in base alle caratteristiche del sito scelto".

Share on Facebook
Categoria: politica

Contrasto ludopatia e' legge

Consiglio regionale approva all'unanimità

redazione giovedì 25 luglio 2013
ludopatiaLAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Francesco Storace (La Destra), ha approvato all'unanimità la legge "Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico", licenziata venerdì scorso dalla commissione Politiche sociali e Salute e finanziata con 150mila euro per il triennio 2013-2015 dalla commissione Bilancio.

Destinatari degli interventi saranno le persone giudicate - da specialisti di servizi pubblici e privati accreditati - "incapaci di resistere all'impulso di giocare, il cui comportamento compromette le relazioni personali, familiari e lavorative".

La legge disciplina la collocazione delle sale da gioco, preservando le cosiddette "aree sensibili" (scuole, ospedali, luoghi di culto, centri sociali e anziani) e prevedendo delle premialità per gli esercizi che rimuovano o non istallino slot machine o videolottery. In questa ottica, sarà istituito il marchio regionale "Slot free-RL", rilasciato dalla Regione agli esercenti, ai gestori dei circoli privati e di altri luoghi deputati all'intrattenimento, che non abbiano nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d'azzardo.

La legge sancisce il divieto di pubblicizzare l'apertura o l'esercizio di sale da gioco sul territorio regionale che prevedano vincite in denaro. Inoltre, i gestori di sale bingo, ricevitorie, agenzie ippiche dovranno esporre all'ingresso dei locali e sui relativi apparecchi materiale informativo sui rischi correlati e sui servizi di assistenza presenti sul territorio. Presso l'assessorato competente in materia di Politiche sociali sarà insediato un Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d'azzardo, che - tra l'altro - verificherà l'impatto delle politiche di contrasto e redigerà un rapporto annuale.

Gli emendamenti approvati in Aula e proposti dai consiglieri Marta Bonafoni (Per il Lazio), Simone Lupi (Pd) , Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia), Fabrizio Santori (La Destra) hanno allargato il raggio d'azione del monitoraggio anche al web e hanno arricchito gli articoli riguardanti la definizione della patologia, i compiti dell'Osservatorio, gli obblighi informativi a carico dei gestori delle sale.
Il Consiglio regionale sarà infine chiamato dalla nuova legge ad approvare un piano integrato triennale socio-sanitario per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico.

La relatrice e prima firmataria, Olimpia Tarzia (Lista Storace), nel presentare il provvedimento all'Aula, ha sottolineato i dati preoccupanti sul fenomeno, oramai considerato una vera e propria forma di "dipendenza senza droga", con tanto di episodi di assuefazione, depressione e crisi di astinenza. "L'Italia - ha dichiarato Tarzia - è il più grande mercato in Europa: le cifre diffuse dal Dipartimento Politiche Antidroga indicano che il settore ha registrato in 7 anni un aumento del 450% del giro d'affari, passando da 22 miliardi di euro nel 2004 a circa 80 miliardi nel 2011. Più di un milione di studenti, inoltre, ha giocato almeno una volta e nel 35% dei casi chi è affetto da ludopatia dichiara di consumare abitualmente stupefacenti".

Tarzia ha inoltre ha evidenziato la carenza di una legge statale di sistema sulla regolamentazione del gioco d'azzardo, nonostante le raccomandazioni della Comunità europea a riguardo. A tal proposito, è stato approvato anche un ordine del giorno collegato alla proposta di legge, che "impegna il presidente della Giunta a sollecitare il governo affinché assuma con urgenza le decisioni riferite alla legge n.189/2012 (che ha convertito il decreto legge n.158/2012) circa la ricollocazione delle sale da gioco al di fuori delle aree cosiddette sensibili", stabilendo inoltre una distanza minima "di almeno 300 metri". Un ulteriore ordine del giorno, presentato da Santori, è stato votato a fine seduta per impegnare il presidente della Giunta, tra l'altro, "a sollecitare presso l'Esecutivo e il Parlamento un'azione normativa unitaria che, sulla scorta della frammentaria legislazione attualmente vigente, possa dirimere il dilagare del fenomeno del gioco patologico, avviando un'operazione di maggior trasparenza nelle procedure di autorizzazione, di limitazione dei giochi, e di sistematizzare la cura della patologia del gioco d'azzardo".

Il presidente della commissione Politiche sociali e Salute, Rodolfo Lena (Pd) ha commentato così i lavori dell'Aula: "Il voto all'unanimità dimostra che quando si pone al centro del dibattito politico il bene collettivo e la salute pubblica non ci sono schieramenti né interessi di parte che tengano. La ludopatia è un male dei nostri tempi e come tale va trattata, senza calcoli di opportunismo né leggerezza nel porre delle limitazioni a tutela della fasce più deboli della popolazione. La crisi economica degli ultimi anni ha paradossalmente fatto aumentare il grado di esposizione delle famiglie laziali ed italiane all'azzardo, probabilmente nella speranza di poter riscattare con una semplice giocata drammi gravi come la perdita di lavoro, casa e affetti. Ciò che manca è la corretta informazione su rischi del gioco e sulle effettive probabilità di vincita: per questo ci siamo concentrati molto anche sulla disciplina della pubblicità e della comunicazione in generale legata ad attività potenzialmente ludopatiche".

Per la Giunta, ha preso parte alla discussione e all'esame del provvedimento l'assessore alle Politiche sociali, Rita Visini.

Share on Facebook
Categoria: politica

Ecco la nuova sanità laziale

Audizione di Zingaretti in Commissione Sanità

redazione martedì 23 luglio 2013
zingarettiLAZIO - "È il primo di una serie di incontri, mirati a costruire una nuova sanità regionale e ad accompagnare la Regione Lazio nel percorso di uscita da un Piano di rientro che, dopo 7 anni, ha finito per devastare l'offerta di servizi e la qualità percepita dal cittadino, nonché le prospettive dei professionisti sanitari".

Così il presidente della VII commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, Rodolfo Lena (Pd), ha introdotto l'audizione odierna con il commissario ad acta Nicola Zingaretti per l'illustrazione pubblica delle linee di azione in materia di sanità. L'incontro ha registrato la partecipazione di 25 consiglieri regionali ed è stato trasmesso integralmente in streaming attraverso il portale istituzionale.

Zingaretti, dopo aver rivendicato alcune innovazioni gestionali e operative introdotte nella fase successiva al proprio insediamento, ha centrato il suo intervento su "tre pilastri" attorno ai quali innestare una radicale trasformazione della sanità laziale, non concependola più come "una mera voce di spesa" ma inquadrandola "per quello che è: ovvero un settore che costituisce il 12% del Pil regionale, forma il 20% dei professionisti sanitari italiani, producendo quotidianamente ricerca e innovazione.

"In primo luogo - ha spiegato - intendiamo portare all'attenzione del tavolo con il governo la revisione del Piano di rientro, introducendo modalità di risparmio legate alla virtuosa riorganizzazione dei servizi e non a drastici tagli che hanno messo in ginocchio vaste aree del territorio. Inoltre, è giunto il momento di imboccare un percorso di uscita dalla rigidità del blocco del turn over, che ha determinato falsi risparmi e una progressiva perdita di competenze, con solo 500 assunzioni dal 2006, a fronte di 6.500 cessazioni di rapporti di lavoro.

In particolare - ha aggiunto Zingaretti - chiederemo al tavolo governativo di stabilizzare in via prioritaria chi attualmente lavora per il Ssr con contratto a tempo determinato e che ha già superato la relativa prova concorsuale. Il terzo punto che ci sta a cuore, in questa fase, è un accordo di programma con i policlinici universitari per favorire una maggiore chiarezza nella governance così come nella distinzione tra ricerca e assistenza, nonché una compartecipazione della Regione non solo alle spese sostenute ma anche alle scelte strategiche".

Per il commissario ad acta, solo attraverso questi passaggi e il superamento dell'articolazione del territorio regionale in macroaree "finora concepite a spicchi e per nulle omogenee", si potrà favorire "una seria riforma di sistema, che, una volta usciti dal Piano di rientro, dovrà essere cristallizzata da una legge quadro sulla sanità che manca da troppi anni, sulla quale chiedo al Consiglio sin d'ora il massimo impegno propositivo".

Quanto ai numeri della sanità laziale, Zingaretti ha confermato la tendenza alla diminuzione del disavanzo annuale, passato dai 2 miliardi di euro del 2006 ai 650 milioni di euro del 2012, anche grazie agli interventi messi in campo negli anni dai precedenti commissari. È stato inoltre annunciato che in questi giorni sono stati sbloccati 830 milioni di euro per onorare debiti della Regione con il settore della sanità, a fronte di un impegno di 2,7 miliardi per il biennio 2013-2015.

"A settembre - ha poi annunciato Zingaretti - firmerò il decreto che consentirà nel Lazio l'apertura delle 'Case della Salute', a ulteriore conferma della nostra volontà di arricchire l'offerta sanitaria, dopo anni di duri colpi all'implementazione dei servizi ai pazienti/cittadini. Nelle 'Case della Salute' le persone potranno andare per i bisogni quotidiani, come l'assistenza sociale e la prevenzione. Saranno anche un'alternativa al pronto soccorso".

Share on Facebook
Categoria: politica

Legge su contrasto a ludopatia

Sì in Commissione, ora tocca a Consiglio regionale

redazione sabato 20 luglio 2013
sala mechelliLAZIO - Il gioco d'azzardo patologico è ormai considerato una vera e propria forma di "dipendenza senza droga". L'Italia è il più grande mercato in Europa: le cifre diffuse dal Dipartimento Politiche Antidroga indicano che il settore ha registrato in 7 anni un aumento del 450% del giro d'affari, passando da 22 miliardi di euro nel 2004 a circa 80 miliardi nel 2011. Partendo da questi assunti, la commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha approvato all'unanimità la proposta di legge n.29 - prima firmataria Olimpia Tarzia (Lista Storace) - che ha la finalità di prevenire e contrastare il fenomeno della ludopatia.

Il testo che approderà in Aula per l'approvazione definitiva è frutto del lavoro dei proponenti e di numerosi emendamenti presentati durante le due sedute di esame del provvedimento, a firma dei consiglieri: Agostini (Pd), Barillari (M5S), Bonafoni (Per il Lazio), Carrara (Per il Lazio), Lupi (Pd), Petrangolini (Per il Lazio), Porrello (M5S), Quadrana (Lista Zingaretti), Tarzia.

Definite le finalità nell'ambito delle competenze regionali in materia di tutela della salute e di politiche sociali - prevedendo la collaborazione di enti locali, Asl, istituzioni scolastiche, soggetti del terzo settore, associazioni familiari, di volontariato e antimafia - si disciplina la collocazione delle sale da gioco, preservando le cosiddette "aree sensibili" (scuole, ospedali, luoghi di culto, centri sociali e anziani) e istituendo delle premialità per gli esercizi che rimuovano o non istallino slot machine. In questa ottica, sarà istituito il marchio regionale "Slot free - RL".

La proposta di legge sancisce il divieto di pubblicizzare l'apertura o l'esercizio di sale da gioco sul territorio regionale. Inoltre, i gestori di sale bingo, ricevitorie, agenzie ippiche dovranno esporre all'ingresso dei locali e sui relativi apparecchi materiale informativo sui rischi correlati e sui servizi di assistenza presenti sul territorio.

Presso l'assessorato competente in materia di politiche sociali sarà insediato un Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d'azzardo. Il Consiglio regionale, su proposta dello stesso assessorato, è infine chiamato ad approvare un piano integrato triennale socio-sanitario per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico.

"Il voto all'unanimità - ha commentato il presidente Lena - dimostra che quando si pone al centro del dibattito politico il bene collettivo e la salute pubblica non ci sono schieramenti né interessi di parte che tengano: mi auguro che l'Aula consiliare possa licenziare il testo già nella seduta in programma mercoledì 24 luglio per dare una concreta risposta ad una criticità rispetto alla quale le istituzioni sono state per troppo tempo in silenzio".

Presenti: Agostini (Pd), Barillari (M5S), Bonafoni (Per il Lazio), De Lillo (Pdl), Giancola (Per il Lazio), Lupi (Pd), Petrangolini (Per il Lazio), Perilli (M5S), Porrello (M5S), Santori (La Destra), Tarzia (Lista Storace).

Share on Facebook