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Cerveteri, Consiglio aperto su scuola: pochi i cittadini presenti

Nella seduta dedicata al dimensionamento

redazione martedì 6 febbraio 2024
granarone
CERVETERI - L'Aula consiliare del Granarone ha accolto i cittadini – pochi in verità - intervenuti al Consiglio comunale aperto convocato per discutere del dimensionamento scolastico. Presente la consigliere regionale Eleonora Mattia e, collegato da remoto, Riccardo Varone, presidente Anci Lazio e sindaco di Monterotondo.

"Una scelta scellerata, frutto di un percorso non condiviso", aveva dichiarato la sindaca Elena Gubetti nell'annunciare l'appuntamento di oggi. In particolare, per quanto riguarda Cerveteri, la sindaca aveva richiamato l'attenzione soprattutto su due istituti: il Don Milani di Valcanneto e l'istituto Marina di Cerveteri. Chiunque conosca anche vagamente il territorio di Cerveteri sa che i due plessi distano più o meno quindici chilometri. Nonostante gli incontri tenuti, insieme ad altri sindaci, con l'assessore regionale Schiboni, è rimasta inascoltata la richiesta dei primi cittadini di sospendere la delibera regionale del 4 gennaio 2024. Stesso risultato, almeno al momento, per quanto riguarda l'apertura di un tavolo di lavoro dove affrontare le criticità di scelte alle volte assurde o quantomeno ingiustificate.

Riccardo Varone ha ricordato che Anci auspicava un tavolo istituzionale che portasse ad un percorso condiviso con i territori, cosa che evidentemente, secondo il presidente Anci Lazio, non c'è stata.

La consigliera Mattia ha detto che nell'ultimo mese, insieme alla sindaca e ad altri amministratori, si è attivata per affrontare la questione. Ha presentato una mozione in Consiglio regionale che è stata bocciata e in commissione scuola Schiboni ha portato la delibera di accorpamento sulla quale non c'era consenso sia dai consiglieri di minoranza sia da alcuni di maggioranza. Anche secondo Mattia il dimensionamento da parte della Regione è avvenuto senza aver ascoltato nessuna delle parti interessate. Mattia ha ricordato anche l'appello di Gualtieri e Varone affinché la delibera fosse sospesa e ridiscussa con gli amministratori. Una decisione dunque – secondo la consigliera regionale – calata dall'alto.

Paola Grilli, insegnante di lettere e rappresentante Cgil, ha paventato la possibilità che questo dimensionamento possa provocare anche la perdita di posti di lavoro, mentre Lucilla Lattanzi, membro del Consiglio d'Istituto della Don Milani e insegnante, ha detto sottolineato le difficoltà che dovranno affrontare i genitori e gli stessi insegnanti.

Riccardo Agresti, dirigente scolastico della Don Milani ha detto che l'accorpamento "sarà un macello" e ha auspicato di lavorare tutti insieme per risolvere il problema. Il dimensionamento è stato calato dal Governo e la Regione lo ha dovuto adottare di corsa, ma le conseguenze saranno dannose.

Per Colone Angelo, professore di chitarra vicario alla Don Milani e collaboratore del dirigente Agresti, l'intero collegio dei docenti ha espresso contrarietà al dimensionamento e ha detto che siamo di fronte ad una svolta epocale: senza nessun confronto con le parti sociali. Secondo Colone, decisioni di questo tipo vanno rifiutate in toto, perché con queste decisioni si toglie la capacità critica, bisogna reagire a decisioni di questo tipo.

Simona Baseggio ha parlato da genitore e ha detto che si è trattato di un atto non ponderato, senza un piano, una mappa.

Primo a parlare dei consiglieri comunali è stato Lamberto Ramazzotti, il quale ha espresso stima nei confronti del preside Agresti. Per Ramazzotti, a trovarsi in difficoltà saranno le segreterie didattiche e i genitori che dovranno interloquire con esse. Il consigliere Gianluca Paolacci si è detto rammaricato per aver sentito dire da qualcuno che a scuola si fa politica. Paolacci ha ricordato che il problema si trascina dal 1998, già nel 2011 si accorpavano istituti con meno di 600 alunni. "Dobbiamo avere il dovere di tutelare la scuola, i plessi cadono a pezzi, non c'è un istituto con una palestra – ha scandito Paolacci – tutto è stato fatto in base a normative europee". Poi Paolacci ha sottolineato che secondo lui non si perde alcun posto di lavoro, l'unico istituto con dirigente era Marina di Cerveteri, perciò, era ovvio che si sarebbe accorpata la dirigenza a questo istituto.

Laura Mundula, consigliera e insegnante, si è detta contraria non solo al dimensionamento ma anche agli istituti comprensivi. "La scuola – ha dichiarato - diventerà un'azienda e ragazzi dei prodotti, con dirigenti che cambieranno ogni anno. La scuola è stata massacrata per anni, è sbagliato creare mega carrozzoni con collegi docenti che stenteranno a incontrare il dirigente scolastico impegnato in più scuole. In questo provvedimento – ha sottolineato la consigliera - non c'è nulla di progettuale, della scuola non frega niente a nessuno né a destra né a sinistra. Mi auguro – ha concluso Mundula - che si raggiunga l'unità, con un documento condiviso, per combattere questa battaglia".

Emanuele Vecchiotti ha ribadito la mancanza di programmazione e che i problemi della scuola si trascinano da anni. Poi si è chiesto "cosa avremmo dovuto fare per anticipare queste scelte? L'autonomia scolastica deve essere fatta salva ma ci sono mancanze della nostra amministrazione nei confronti della scuola, occorre programmare".

Il capogruppo Pd Giuseppe Zito ha ripercorso le vicende vissute negli anni dalla scuola a Cerveteri, soprattutto le criticità, e ha ringraziato la sindaca per aver intrapreso questa battaglia. "Questo governo – ha concluso Zito - sta costruendo un'Italia che va a velocità differenti, il piano di dimensionamento va rivisto".

La consigliera Anna Mastrandrea, ex docente, si è detta sicura delle difficoltà che dovranno affrontare insegnanti e genitori, mentre Luigino Bucchi per la Don Milani un dimensionamento era già previsto negli anni passati, l'accorpamento è una cosa che viene da molto lontano".

La sindaca Elena Gubetti nella replica ha detto che "si perderanno posti di lavori, dire il contrario è una bugia" e ricordando quanto deciso in una riunione avvenuta in Regione a dicembre, ha detto che lì si stabilì che si sarebbe deciso tutto a gennaio. "Anche l'assessore Schiboni si è trovato in difficoltà ad ammettere la bontà della delibera – ha detto la sindaca rivolta all'opposizione – tutti voi avreste potuto schierarvi in questa battaglia, i problemi sono reali, avremmo potuto essere uniti ma non avete voluto. La Regione ha accorpato come ha voluto e non ha tenuto in nessun conto delle nostre indicazioni. Questa storia non finisce oggi – ha ammonito la sindaca- il prossimo anno ci sarà un altro accorpamento e questo problema si presenterà ancora più grave".

Conclusi gli interventi ci sono state le repliche da parte dei consiglieri.

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